Ponte Scaligero - Verona

  • New
Riferimento: S30361.6
Autore Vincenzo Florianello
Anno: 1875 ca.
Zona: Verona
Misure: 260 x 205 mm
150,00 €

  • New
Riferimento: S30361.6
Autore Vincenzo Florianello
Anno: 1875 ca.
Zona: Verona
Misure: 260 x 205 mm
150,00 €

Descrizione

Albumina su carta, applicata su supporto coevo, circa 1875/90.

Lo scatto fotografico mostra il Ponte di Castelvecchio (noto anche come Ponte Scaligero) a Verona, immortalato con una piccola imbarcazione ormeggiata sulle sponde del fiume Adige. Si tratta di una importante documentazione sul monumento; il ponte fu fatto brillare dalle truppe tedesche in ritirata nel 1945 ed è stato accuratamente ricostruito nel dopoguerra, riutilizzando in parte i materiali originali recuperati dal fiume. La didascalia in basso riporta le indicazioni del Magazzino Fotografico Archivio Scaligero e del fotografo o distributore V. Fiorinello di Verona, attivo nella produzione di documentazione visiva e cartoline storiche della città.

Il fotografo Vincenzo (o Vittorio) Florianello è una figura emblematica del mercato della fotografia di veduta e di viaggio a Verona nell'ultimo scorcio del XIX secolo (circa 1880). Il suo operato si inserisce nel fenomeno editoriale e commerciale dei pionieri della fotografia monumentale italiana. Florianello fondò una vera e propria attività organizzata denominata "Magazzino Fotografie Arche Scaligere". Il termine "magazzino" indicava la presenza di un ricco archivio e di un punto vendita stabile di stampe per i viaggiatori del Grand Tour. Le sue stampe fotografiche originali presentavano quasi sempre una didascalia impressa in negativo sul bordo inferiore. Questa includeva il nome del monumento, l'insegna dello studio e la città ("Verona"), funzionando sia come firma artistica che come moderno copyright. Florianello utilizzava prevalentemente la tecnica della stampa all'albumina (ricavata dal bianco d'uovo), stesa su fogli di carta sottilissima poi montati su cartoncini rigidi di supporto. Questo processo conferiva alle foto quelle calde tonalità seppia o bruno-violacee tipiche dell'epoca. Per ottenere l'incredibile nitidezza visibile nel ponte e nell'acqua, Florianello doveva muoversi per Verona con ingombranti fotocamere a soffietto in legno e pesanti treppiedi, impressionando sul posto delle grandi lastre fotografiche in vetro (spesso al collodio umido o al gelatino-bromuro). Nelle sue inquadrature, la figura umana (come il piccolo personaggio visibile sulla sponda destra vicino alla barca) non era mai il soggetto. Le persone venivano incluse raramente, solo per dare un'immediata proporzione geometrica e monumentale alla grandezza delle architetture.Oggi le opere di Florianello non sono solo pezzi da collezione sul mercato antiquario, ma costituiscono un fondamentale documento storico conservato nei musei e negli archivi fotografici d'Italia. Esse mostrano la Verona di fine Ottocento prima dei grandi interventi urbanistici moderni e prima delle parziali distruzioni belliche del Novecento.

Vincenzo Florianello (attivo a Verona tra il 1875 e il 1890)

V. Florianello è una delle figure più misteriose ed elusive della fotografia veneta del XIX secolo, poiché la sua biografia è strettamente legata alla sua identità strettamente commerciale. Le pochissime notizie storiche si basano sui registri commerciali dell'epoca e sui cataloghi delle sue opere. I dati d'archivio e le analisi stilistiche delle sue opere lo collocano stabilmente a Verona tra il 1875 e il 1890. Il nome: Sulla scorta delle abitudini dei catalogatori dell'Ottocento, è riportato unicamente come "V. Florianello", senza che sia stato ancora possibile rintracciare il nome di battesimo completo nei registri civili (si ipotizza Vincenzo o Vittorio). Florianello non operò come fotografo d'arte puro, ma aprì uno stabilimento commerciale strategico, il "Magazzino Fotografie Arche Scaligere". Si inserì nel fiorente mercato della fotografia di viaggio veronese, dominato all'epoca da figure come Moritz Lotze (lo stimato fotografo tedesco che aveva introdotto la grande fotografia a Verona) e lo studio Gozzer. Florianello decise di specializzarsi esclusivamente nella produzione industriale di formati standard da rivendere ai turisti. Le fonti d'epoca indicano che il suo laboratorio/negozio si trovava nel cuore del centro storico di Verona, non lontano dal complesso monumentale gotico da cui prese il nome commerciale.

Vincenzo Florianello (attivo a Verona tra il 1875 e il 1890)

V. Florianello è una delle figure più misteriose ed elusive della fotografia veneta del XIX secolo, poiché la sua biografia è strettamente legata alla sua identità strettamente commerciale. Le pochissime notizie storiche si basano sui registri commerciali dell'epoca e sui cataloghi delle sue opere. I dati d'archivio e le analisi stilistiche delle sue opere lo collocano stabilmente a Verona tra il 1875 e il 1890. Il nome: Sulla scorta delle abitudini dei catalogatori dell'Ottocento, è riportato unicamente come "V. Florianello", senza che sia stato ancora possibile rintracciare il nome di battesimo completo nei registri civili (si ipotizza Vincenzo o Vittorio). Florianello non operò come fotografo d'arte puro, ma aprì uno stabilimento commerciale strategico, il "Magazzino Fotografie Arche Scaligere". Si inserì nel fiorente mercato della fotografia di viaggio veronese, dominato all'epoca da figure come Moritz Lotze (lo stimato fotografo tedesco che aveva introdotto la grande fotografia a Verona) e lo studio Gozzer. Florianello decise di specializzarsi esclusivamente nella produzione industriale di formati standard da rivendere ai turisti. Le fonti d'epoca indicano che il suo laboratorio/negozio si trovava nel cuore del centro storico di Verona, non lontano dal complesso monumentale gotico da cui prese il nome commerciale.