La Cavalcata con le sue Cerimonie del Pontefice Nuovo quando piglia il possesso a Santo Giovanni Laterano

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Riferimento: A54373
Autore Louis ROUHIER
Anno: 1667
Luogo di Stampa: Roma
Misure: 475 x 345 mm
1.750,00 €

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Riferimento: A54373
Autore Louis ROUHIER
Anno: 1667
Luogo di Stampa: Roma
Misure: 475 x 345 mm
1.750,00 €

Descrizione

Cerimonia del "possesso" di Clemente IX, con un arco trionfale Campo Vaccino, Santa Maria Maggiore, San Giovanni dei Fiorentini.

Magnifica incisione raffigurante la cerimonia della presa di possesso di Papa Clemente IX (Giulio Rospigliosi, 1600-1669), tenutasi a Roma nel giugno del 1667.

La lastra viene firmata con il monogramma “L. R. F.”  dall’incisore francese Louis Rouhier, originario di Dijon ma principalmente attivo a Roma, per l’editore Giovan Giacomo de Rossi, il cui imprint è collocato in basso: Gio Jacomo Rossi le Stampa in Roma Alla Pace Al Insegna di Parigi.

Si tratta di un secondo stato della lastra, che venne preparata in occasione dell’elezione di papa Alessandro VII (Fabio Chigi, 1599-1667) nel 1655. Questa ristampa del 1667, vedo il ritratto di Papa Chigi - in alto - abraso e sostituito dallo stemma dei Rospigliosi; si notano segni di cancellatura sotto il nuovo stemma araldico.

La cerimonia della “presa di possesso”, subito successiva all’elezione di un papa, simboleggiava il “possesso” della città di Roma. Per secoli la cerimonia è stata caratterizzata da una cavalcata da San Pietro in Vaticano fino a San Giovanni in Laterano, dove il nuovo pontefice riceveva le chiavi d’oro e d’argento della basilica. Poi l'itinerario è stato abbreviato e il rituale semplificato, e il "possesso" ha assunto caratteri decisamente meno sfarzosi. Il corteo papale attraversava tutta Roma; partiva da San Pietro (in basso a destra), attraversava il Borgo e toccava Castel Sant’Angelo; passava vicino a Piazza Navona e arrivava al Campidoglio (al centro a sinistra); quindi attraversava il Foro Romano, costeggiava a sinistra il Colosseo (in alto a destra) e arrivava a San Giovanni in Laterano (più in alto a sinistra).  La cavalcata attraversava una zona con le testimonianze più importanti dell’antica civiltà romana, tra il Campidoglio e il Colosseo. Per la Chiesa, infatti, le radici del Papato affondavano nella Roma imperiale, e la cavalcata del Possesso è la prova più evidente di questa convinzione. A cominciare dal pontificato di Alessandro VI Borgia (morto nel 1503) la cerimonia si ispira sempre più direttamente ai trionfi romani, nel clima di richiamo all’antichità proprio della Roma rinascimentale.

“Come il suo predecessore, Clemente IX "proibì espressamente al Senato e al P. R. gli Archi trionfali e ogni altra pompa inutile". Contrastando lo spirito di austerità del nuovo Pontefice, la città appare invece trasformata, nel giorno del "possesso". Tra tutti, spicca l'apparato del Duca di Parma (realizzato sotto il diretto controllo del suo ministro Giulio Platoni): un arco trionfale allestito, come di consueto, davanti alla Villa in Campo Vaccino. Il cardinal Antonio Barberini sceglie la chiesa di Santa Maria Maggiore come teatro dei festeggiamenti per il nuovo Pontefice, e fissa al 10 luglio il giorno delle celebrazioni. La "natione" fiorentina, che non ha realizzato in tempo per il "possesso" (3 luglio) il consueto arco in Banchi, supplisce il 17 luglio con "un superbissimo e ricchissimo apparato" nella propria Chiesa. L'arco in Campo Vaccino è opera di Carlo Rainaldi, architetto di Casa Farnese (il padre, Girolamo, aveva costruito l'arco di Casa Farnese per il "possesso" di Innocenzo Χ). Alto quasi venti metri e largo dieci, è costruito in quattro giorni: "per servire alle glorie di N. S. d'ordine di A. S. l'ha fatto erigere I'Illustriss. Signore Giulio Platoni Auditore, e Ministro dell'A. S. nel breve termine di quattro giorni mediante il valore, e diligenza del Sig Cavalier Rainaldo Architetto di quella Sereniss. Casa". La cavalcata di Clemente IX muove dal Vaticano alla volta del Campidoglio. Lungo il percorso, le strade sono addobbate con drappi, tappeti e ritratti del Pontefice. Appoggiate su preziosi cuscini, nobildonne romane, alla finestra, salutano il nuovo Papa. […] Rispettando la volontà del Pontefice, il Popolo Romano non ha innalzato un arco in Campidoglio. Il piazzale appare comunque parato con arazzi, damaschi, e un ritratto di Clemente IX sul soglio pontificio, sotto il Baldacchino. Ai piedi della cordonata, i leoni in porfido buttano vino. […]” (cfr. Fagiolo dell’Arco, Corpus delle Feste a Roma, La festa barocca, p. 452).

Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva con filigrana “giglio nel cerchio con corona”, con margini, in ottimo stato di conservazione. Stampa rarissima, conosciuta attraverso l’esemplare al Museo di Roma [inv. GS 116] e quello della collezione Ashby alla Biblioteca Apostolica Vaticana [Riserva.I.37(3)].

Bibliografia

Le Blanc, Manuel de l'amateur d'estampes, n.2; Nagler, Die Monogrammisten, n. 1327; Maurizio Fagiolo dell’Arco, Corpus delle Feste a Roma, La festa barocca, pp. 452-454; Simonetta Tozzi, Incisioni barocche di feste e avvenimenti, pp. 41-45, I.15.

Louis ROUHIER (attivo a Roma intorno al 1650)

Incisore francese originario di Digione, attivo a Roma intorno al 1650.

Louis ROUHIER (attivo a Roma intorno al 1650)

Incisore francese originario di Digione, attivo a Roma intorno al 1650.