Annunciazione

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Riferimento: A54001
Autore Jan Harmensz MULLER
Anno: 1566 ca.
Misure: 245 x 210 mm
500,00 €

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Riferimento: A54001
Autore Jan Harmensz MULLER
Anno: 1566 ca.
Misure: 245 x 210 mm
500,00 €

Descrizione

Bulino, 1566 circa, firmato in lastra con il monogramma in basso a sinistra.

Della serie “Le otto beatitudini”, riprese tutte da soggetti di Maarten van Heemskerck.

Esemplare nel primo stato dei tre descritti da Hollstein, avanti il secondo numero aggiunto nel margine inferiore.

L’incisione, di Harmen Jansz. Muller, è la sesta di una serie di otto stampe sul tema delle beatitudini (Matteo 5). La sesta beatitudine, “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”, è rappresentata attraverso l’episodio dell’Annunciazione (Luca 1, 26-38). Della serie, disegnata da Maarten van Heemskerck, conosciamo tre edizioni. La prima - alla quale possiamo ricondurre l’incisione in scheda - risale al 1566 circa; l’editore, non è stato identificato. Una seconda stesura viene stampata ad Anversa da Carel Collaert; infine, le lastre appaiono nelle edizioni del Theatrum Biblicum hoc est historiae Sacrae veteris et novi testamenti tabulis aeneis expressae, pubblicato da Nicolaus Visscher ad Amsterdam nel 1674.

La scena raffigura l’Annunciazione, il momento biblico in cui l'angelo Gabriele visita la Vergine Maria per annunciarle che concepirà e partorirà il Figlio di Dio. Maria è raffigurata seduta, con la mano alzata in segno di umiltà e accettazione, mentre l'angelo appare in vesti fluenti, con in mano un ramo di palma. Una colomba scende in alto, a simboleggiare lo Spirito Santo, e raggi di luce divina inondano la composizione. Un vaso ornamentale con gigli al centro sottolinea la purezza, un tradizionale simbolo mariano.

L'iscrizione latina "Beati mundo corde: quoniam ipsi Deum videbunt" (Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio) inquadra la lezione morale e spirituale della scena. Altri versi sotto l'immagine rafforzano il legame tra la purezza di Maria e la grazia divina.

Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva, con margini, in ottimo stato di conservazione.

Bibliografia

The New Hollstein: Dutch and Flemish etchings, engravings and woodcuts 1450-1700, The Muller Dynasty (Jan Harmensz Muller), vol. 1, pp. 122-129, n. 42 I/III.

Jan Harmensz MULLER (Amsterdam 1571 - 1628)

Incisore, disegnatore e pittore olandese, figlio maggiore di Harmen Jansz Muller (1540–1617), editore di Amsterdam, incisore e stampatore. L’attività della famiglia, chiamata De Vergulde Passer (‘Il Compasso Dorato’), si trovava presso Warmoesstraat, e Jan Muller vi lavorò per diversi anni. È probabile che abbia fatto l’apprendistato presso Hendrik Goltzius a Haarlem. Tra il 1594 e il 1602 potrebbe aver viaggiato in Italia, fermandosi a Roma e Napoli. Tramite matrimonio, si imparentò con lo scultore olandese Adriaen de Vries, allievo del Giambologna. Mantenne contatti anche con Bartholomeus Spranger e altri artisti a Praga, città che grazie al mecenatismo dell’Imperatore Rudolf II era divenuta un centro artistico fiorente. Nel 1602 fece un tentativo, non riuscito, di mediare, per conto dell’Imperatore, l’acquisto del Giudizio Universale di Lucas van Leyden. Alla sua morte, lasciò la bottega e le sue lastre al figlio Jan.

Jan Harmensz MULLER (Amsterdam 1571 - 1628)

Incisore, disegnatore e pittore olandese, figlio maggiore di Harmen Jansz Muller (1540–1617), editore di Amsterdam, incisore e stampatore. L’attività della famiglia, chiamata De Vergulde Passer (‘Il Compasso Dorato’), si trovava presso Warmoesstraat, e Jan Muller vi lavorò per diversi anni. È probabile che abbia fatto l’apprendistato presso Hendrik Goltzius a Haarlem. Tra il 1594 e il 1602 potrebbe aver viaggiato in Italia, fermandosi a Roma e Napoli. Tramite matrimonio, si imparentò con lo scultore olandese Adriaen de Vries, allievo del Giambologna. Mantenne contatti anche con Bartholomeus Spranger e altri artisti a Praga, città che grazie al mecenatismo dell’Imperatore Rudolf II era divenuta un centro artistico fiorente. Nel 1602 fece un tentativo, non riuscito, di mediare, per conto dell’Imperatore, l’acquisto del Giudizio Universale di Lucas van Leyden. Alla sua morte, lasciò la bottega e le sue lastre al figlio Jan.