| Riferimento: | S45100 |
| Autore | Antonio SARTI |
| Anno: | 1828 |
| Misure: | 700 x 540 mm |
| Riferimento: | S45100 |
| Autore | Antonio SARTI |
| Anno: | 1828 |
| Misure: | 700 x 540 mm |
Acquaforte, 1828, firmata in lastra in basso a sinistra Antonio Sarti architetto dis. e inc.
Bellissima prova, impressa su carta coeva, con margini, in ottimo stato di conservazione.
La stampa appartiene ad una serie di grandi interni di chiese romane che Antonio Sarti realizza tra il 1825 e il 1829, sullo stile del più famoso contemporaneo Luigi Rossini.
Sarti fu un importante architetto (Budrio 1797 - Roma 1880). Formatosi all'accademia di Bologna, in seguito si trasferì a Roma. Influenzato da R. Stern e da G. Valadier, costruì a Terracina la chiesa di S. Salvatore, il suo capolavoro, sintesi di elementi classici e palladiani. Fu attivo anche a Frosinone (palazzo delegatizio) e a Roma; qui si ricordano gli interventi svolti a palazzo Grazioli, a villa Torlonia, la realizzazione della Manifattura dei tabacchi (1859-63) e l'intervento urbanistico circostante (alterato successivamente). Nel 1875 donò la sua biblioteca, di circa 10.000 volumi, al comune di Roma, che l'ha concessa in deposito perpetuo all'Accademia di S. Luca (Biblioteca romana Sarti), della quale il Sarti fu professore e presidente.
Bibliografia
C.A. Petrucci, CATALOGO GENERALE DELLE STAMPE TRATTE DAI RAMI INCISI POSSEDUTI DALLA CALCOGRAFIA NAZIONALE, 1730, p 00111, 1953.
Antonio SARTI (Budrio, 18 ottobre 1797 – Roma, 24 settembre 1880)
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Nacque a Budrio il 18 ottobre 1797. Appresi i rudimenti del disegno dallo scenografo Francesco Cocchi e dal pittore Faustino Trebbi, nel 1813 fu inviato all’Accademia di belle arti di Bologna, dove frequentò i corsi di disegno di figura, ornato, prospettiva e architettura. Nel 1819 si aggiudicò l’alunnato di Roma per la classe di architettura, che forniva l’opportunità a un giovane allievo dell’istituto bolognese di risiedere nella città per un periodo di quattro anni al fine di perfezionare la conoscenza dell’arte classica. Nella capitale pontificia il cardinal Ercole Consalvi, divenuto suo protettore, lo introdusse presso gli architetti e i pittori più noti del tempo. In quegli anni Sarti frequentò i corsi di architettura e di disegno presso l’Accademia di S. Luca; allievo di Raffaele Stern, alla morte del maestro volle curare la pubblicazione delle sue lezioni: il solo primo volume fu edito nel 1822 per i tipi di Giuseppe Salviucci. Dedicatosi alla pratica dell’incisione, dal 1825 intraprese la realizzazione all’acquaforte di tavole di soggetto architettonico che suscitarono l’apprezzamento di Vincenzo Camuccini; per la Calcografia camerale realizzò il volume Parte interna delle basiliche di Roma e veduta di edifici antichi e moderni disegnate e incise all’acqua forte (Roma 1825-1829; A. Cavallini, Uomini illustri romani del secolo XIX..., 1879, p. 12). Per il resto della sua vita si dedicò principalmente al lavoro di architetto. Influenzato da R. Stern e da G. Valadier, costruì a Terracina la chiesa di S. Salvatore, il suo capolavoro, sintesi di elementi classici e palladiani. Fu attivo anche a Frosinone (palazzo delegatizio) e a Roma; qui si ricordano gli interventi svolti a palazzo Grazioli, a villa Torlonia, la realizzazione della Manifattura dei tabacchi (1859-63) e l'intervento urbanistico circostante (alterato successivamente). Nel 1875 donò la sua biblioteca, di circa 10.000 volumi, al comune di Roma, che l'ha concessa in deposito perpetuo all'Accademia di S. Luca (Biblioteca romana Sarti), della quale il Sarti fu professore e presidente. Morì a Roma il 24 settembre 1880.
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Antonio SARTI (Budrio, 18 ottobre 1797 – Roma, 24 settembre 1880)
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Nacque a Budrio il 18 ottobre 1797. Appresi i rudimenti del disegno dallo scenografo Francesco Cocchi e dal pittore Faustino Trebbi, nel 1813 fu inviato all’Accademia di belle arti di Bologna, dove frequentò i corsi di disegno di figura, ornato, prospettiva e architettura. Nel 1819 si aggiudicò l’alunnato di Roma per la classe di architettura, che forniva l’opportunità a un giovane allievo dell’istituto bolognese di risiedere nella città per un periodo di quattro anni al fine di perfezionare la conoscenza dell’arte classica. Nella capitale pontificia il cardinal Ercole Consalvi, divenuto suo protettore, lo introdusse presso gli architetti e i pittori più noti del tempo. In quegli anni Sarti frequentò i corsi di architettura e di disegno presso l’Accademia di S. Luca; allievo di Raffaele Stern, alla morte del maestro volle curare la pubblicazione delle sue lezioni: il solo primo volume fu edito nel 1822 per i tipi di Giuseppe Salviucci. Dedicatosi alla pratica dell’incisione, dal 1825 intraprese la realizzazione all’acquaforte di tavole di soggetto architettonico che suscitarono l’apprezzamento di Vincenzo Camuccini; per la Calcografia camerale realizzò il volume Parte interna delle basiliche di Roma e veduta di edifici antichi e moderni disegnate e incise all’acqua forte (Roma 1825-1829; A. Cavallini, Uomini illustri romani del secolo XIX..., 1879, p. 12). Per il resto della sua vita si dedicò principalmente al lavoro di architetto. Influenzato da R. Stern e da G. Valadier, costruì a Terracina la chiesa di S. Salvatore, il suo capolavoro, sintesi di elementi classici e palladiani. Fu attivo anche a Frosinone (palazzo delegatizio) e a Roma; qui si ricordano gli interventi svolti a palazzo Grazioli, a villa Torlonia, la realizzazione della Manifattura dei tabacchi (1859-63) e l'intervento urbanistico circostante (alterato successivamente). Nel 1875 donò la sua biblioteca, di circa 10.000 volumi, al comune di Roma, che l'ha concessa in deposito perpetuo all'Accademia di S. Luca (Biblioteca romana Sarti), della quale il Sarti fu professore e presidente. Morì a Roma il 24 settembre 1880.
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