Nuova Pianta di Roma data in luce da Giambattista Nolli

Riferimento: A51953
Autore Giambattista NOLLI
Anno: 1748
Zona: Roma
Luogo di Stampa: Roma
Misure: 1660 x 1410 mm
12.500,00 €

Riferimento: A51953
Autore Giambattista NOLLI
Anno: 1748
Zona: Roma
Luogo di Stampa: Roma
Misure: 1660 x 1410 mm
12.500,00 €

Descrizione

La "Nuova Pianta di Roma data in luce da Giambattista Nolli" è una mappa monumentale di Roma considerata un capolavoro della cartografia settecentesca. Realizzata in dodici fogli incisi su rame, l'opera offre un rilievo estremamente dettagliato della città e divenne uno strumento fondamentale per la gestione del territorio e lo studio di Roma.

Fu pubblicata nel 1748 (dedicata a Papa Benedetto XIV), frutto di un lavoro che Giovan Battista Nolli realizzò tra il 1736 e il 1748.

L'opera venne commissionata a Giovan Battista Nolli negli anni Quaranta del Settecento, dall’abate Diego de Revillas, attorno al quale gravitava a Roma un’associazione di eruditi, matematici e antiquari. Con questa impresa Roma si dotò di una pianta aggiornata e razionalmente concepita attraverso moderne strumentazioni per il rilievo scientifico. La Pianta di Nolli, infatti, doveva rispondere alla specifica esigenza di costituire, sulla scorta di un pensiero urbanistico di matrice illuminista, un fondamentale documento per la gestione del territorio dell’Urbe, adeguato agli apparati delle moderne capitali europee. L’incisione fu eseguita da Giuseppe Vasi, Rocco Pozzi, Pietro Campana e Carlo Nolli, su disegno di Giovan Battista Nolli, Giovanni Paolo Pannini e Stefano Pozzi.

La pianta di Nolli si discosta dalle tradizionali vedute a volo d'uccello, presentando una prospettiva a livello del suolo scientificamente precisa, fondata sugli ideali illuministi di ragione e misurazione empirica. Commissionata nel 1736 con il supporto di influenti mecenati, Nolli, affermato ingegnere e architetto comasco, guidò un team dedicato in un rilievo di Roma durato un decennio, utilizzando nuovi strumenti e accedendo a proprietà pubbliche e private per misurazioni precise. Questo metodo garantì che la pianta di Nolli superasse quelle precedenti, evitando imprecisioni ereditate e raffigurando la planimetria della città con una precisione senza precedenti.

In particolare, Nolli illustrò in modo innovativo lo spazio urbano in quello che oggi è noto come stile "figura-sfondo": gli spazi pubblici come strade, piazze e interni di chiese appaiono non ombreggiati, a indicare l'accesso libero, mentre gli edifici privati ​​sono ombreggiati, a indicare aree riservate. Questo contrasto di ombreggiatura fu rivoluzionario, rappresentando efficacemente l'accessibilità delle aree pubbliche di Roma e definendone la forma urbana con chiarezza e distinzione.

La sezione inferiore della mappa è ornata da un elaborato cartiglio disegnato dall'artista Stefano Pozzi, che collaborò a stretto contatto con Nolli. La composizione cattura la grandiosità di Roma, incorporando monumenti antichi, tra cui il Colosseo, la Colonna Traiana e l'Arco di Costantino, insieme a figure allegoriche che rappresentano i leggendari fondatori, Romolo e Remo. Sul lato opposto, è posizionata un'allegoria della Chiesa, seduta davanti alle strutture di Michelangelo sul Campidoglio, a simboleggiare l'unione dell'eredità spirituale e architettonica di Roma. L'opera di Pozzi cattura la sensibilità barocca, aggiungendo una narrazione visiva che completa il rigore scientifico di Nolli.

L'importanza della Nuova Pianta va oltre i suoi meriti artistici. Questa è la prima mappa di Roma creata utilizzando principi geodetici, segnando una svolta nella cartografia urbana. I rilievi di Nolli gli permisero di calcolare distanze e angoli con una precisione ineguagliabile, offrendo spunti di riflessione sulla topografia e sulle infrastrutture di Roma. La scala e il dettaglio del piano non solo guidarono lo sviluppo urbano, ma divennero anche un punto di riferimento per architetti, studiosi e urbanisti per secoli.

Acquaforte, finemente colorata a mano, applicata su tela e montata su telaio e racchiusa da cornice in noce del XX secolo. Il costo di un’eventuale spedizione è da calcolare in base alla destinazione.

Bibliografia

Frutaz, Le Piante Di Roma, V. 1, p. 234; Maier, The Eternal City, page 138.

Giambattista NOLLI (Como 1701 - Roma 1756)

Architetto, incisore e cartografo. Costruì a Roma in forme tardo barocche la chiesa di S. Dorotea (1738) ed eseguì disegni per la villa Albani. Una volta nell'Urbe, poiché nei suddetti ambienti letterari e scientifici si discuteva spesso del fatto che Roma - diversamente da altre grandi capitali europee - mancasse di una mappa moderna e particolareggiata, il Nolli maturò l'idea di colmare questo vuoto, iniziando nel 1736 a redigere una carta riportante dettagliatamente strade, monumenti e territorio circostante. Avvalendosi della collaborazione del figlio Carlo (1710-1770), cui si aggiunsero nel tempo altre personalità illustri, come il giovane incisore veneto Giovanni Battista Piranesi ed il siciliano Giuseppe Vasi, il Nolli costituì un gruppo di lavoro che dapprima si autofinanziò per sostenere le spese quotidiane dell'opera e successivamente sfruttò l'interesse per le arti del cardinale Prospero Lambertini, salito al soglio pontificio come Benedetto XIV (1740-1758), il quale ufficializzò la realizzazione della mappa di Roma, autorizzando gli incaricati ad entrare anche in proprietà private (palazzi, giardini, conventi perfino quelli di clausura) per effettuare i rilievi. Il risultato fu una prestigiosa e straordinaria grande mappa: la Nuova Topografia di Roma, composta da 12 fogli e corredata da indici dettagliati di strade, chiese e monumenti, che venne ultimata e pubblicata nel 1748. La mappa, inoltre, riporta la nuova divisione in 14 Rioni della città di Roma, stabilita nel 1744 da Benedetto XIV (al quale la carta è dedicata), che portò quindi alla realizzazione di splendide targhe lapidee, indicanti vie e piazze, molte delle quali tuttora presenti nelle strade della Capitale.

Giambattista NOLLI (Como 1701 - Roma 1756)

Architetto, incisore e cartografo. Costruì a Roma in forme tardo barocche la chiesa di S. Dorotea (1738) ed eseguì disegni per la villa Albani. Una volta nell'Urbe, poiché nei suddetti ambienti letterari e scientifici si discuteva spesso del fatto che Roma - diversamente da altre grandi capitali europee - mancasse di una mappa moderna e particolareggiata, il Nolli maturò l'idea di colmare questo vuoto, iniziando nel 1736 a redigere una carta riportante dettagliatamente strade, monumenti e territorio circostante. Avvalendosi della collaborazione del figlio Carlo (1710-1770), cui si aggiunsero nel tempo altre personalità illustri, come il giovane incisore veneto Giovanni Battista Piranesi ed il siciliano Giuseppe Vasi, il Nolli costituì un gruppo di lavoro che dapprima si autofinanziò per sostenere le spese quotidiane dell'opera e successivamente sfruttò l'interesse per le arti del cardinale Prospero Lambertini, salito al soglio pontificio come Benedetto XIV (1740-1758), il quale ufficializzò la realizzazione della mappa di Roma, autorizzando gli incaricati ad entrare anche in proprietà private (palazzi, giardini, conventi perfino quelli di clausura) per effettuare i rilievi. Il risultato fu una prestigiosa e straordinaria grande mappa: la Nuova Topografia di Roma, composta da 12 fogli e corredata da indici dettagliati di strade, chiese e monumenti, che venne ultimata e pubblicata nel 1748. La mappa, inoltre, riporta la nuova divisione in 14 Rioni della città di Roma, stabilita nel 1744 da Benedetto XIV (al quale la carta è dedicata), che portò quindi alla realizzazione di splendide targhe lapidee, indicanti vie e piazze, molte delle quali tuttora presenti nelle strade della Capitale.