Neapolis

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Riferimento: S29374
Autore Sebastian Münster
Anno: 1550 ca.
Zona: Napoli
Luogo di Stampa: Basilea
Misure: 185 x 135 mm
380,00 €

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Riferimento: S29374
Autore Sebastian Münster
Anno: 1550 ca.
Zona: Napoli
Luogo di Stampa: Basilea
Misure: 185 x 135 mm
380,00 €

Descrizione

Prima pianta a stampa della città, inclusa, a partire dall'edizione del 1550, nella Cosmographiae Universalis di Sebastian Münster.

“Sebbene l'impianto grafico sia di dimensioni ridotte (13x18 cm) la pianta risulta eseguita con una certa scrupolosità, e certamente è stata disegnata sul luogo. Malgrado alcune necessarie semplificazioni e stilizzazioni grafiche, essa presenta alcune caratteristiche degne di essere menzionate. Come ha sottolineato Giulio Pane, ad esempio, “è veramente meritevole di attenzione l'andamento delle mura aragonesi, con le sue sporgenze e rientranze”; evidenti sono il torrione del Carmine (il Trono, detto anche Torre Spinella), nell'angolo sud-orientale, ed un'imponente porta affiancata da due torri (Porta Capuana, con l'Onore e la Virtù) che si apre sul largo asse viario extraurbano, che conduce a Poggio Reale e Capua. Anche nell'area del porto sono segnalate le principali emergenze urbane, quali l'isolata torre San Vincenzo, il molo con la lanterna, i due bracci orientali dell'arsenale e la murazione lungo il mare, fino a raggiungere il Carmine. I toponimi sono pochi ma significativi: "Castel novo", "Dom[us] merciu[m]", ove era il fondaco di età aragonese, alle spalle del "Portus", "S: Laurent" a marcare il centro politico della città ed un "Fons magn[us]" che campeggia nella piazza del mercato e che, descritta nella cronaca del Ferrajolo del secolo precedente, rimarrà una costante nell'iconografia urbana della Napoli del Cinquecento. Di un certo interesse è anche il tracciato occidentale delle mura edificate nel corso degli ultimi anni di regno aragonese, portato a compimento da Ferdinando il Cattolico. Parte di questo tratto andò distrutto dagli interventi di don Pedro di Toledo per la costruzione dell'arteria viaria e degli acquartieramenti spagnoli. Lungo il perimetro occidentale è anche identificabile la primitiva Porta Reale, dalla quale si diparte una strada che sale lungo le pendici della collina, ancora leggibile nel suo sinuoso percorso nella successiva pianta del Du Pérac. Nettamente delineata è la porta di Santo Spirito, a settentrione del Castel Nuovo. Nella pianta, la cui datazione va a collocarsi nella prima metà del Cinquecento, la città risulta tutta interamente racchiusa nella murazione concepita verso il 1480 con l'intento di includere le nuove aree urbanizzate al di fuori della cortina angioina, quali San Giovanni a Carbonara ad oriente e Monteoliveto e Sant'Agnese (attuale via Santa Brigida) ad occidente. Fuori dalla cinta muraria sono indicati tre toponimi sulla collina che sovrasta la città: "S: Martinus", "Carthusia" (la Certosa) e "Castel S: Ermo", suben-trato quest'ultimo al più antico Belforte” /cfr. Vladimiro Valerio in Piante e vedute di Napoli dal 1486 al 1599, p. 26).

Tavola tratta dalla Cosmographiae Universalis, edizione in tedesco, Basilea, seconda metà del XVI secolo.

La Cosmographiae Universalis di Sebastian Münster (1488-1552), stampata per la prima volta Basilea nel 1544 dall’editore Heinrich Petri, venne più volte aggiornata e aumentata di nuove carte geografiche e rappresentazioni urbane nelle sue numerose edizioni che arrivano all’inizio del secolo successivo. Münster aveva lavorato a raccogliere informazioni al fine di ottenere un'opera che non deludesse le aspettative e, dopo un'ulteriore pubblicazione in tedesco abbellita da 910 stampe su legno, giunse nel 1550 all'edizione definitiva in latino, illustrata da 970 silografie.

Vi furono poi numerose edizioni in diverse lingue, fra cui latino, francese, italiano, inglese e ceco. Dopo la sua morte di Münster (1552), Heinrich Petri prima, e il figlio Sebastian poi, continuarono la pubblicazione dell’opera. La Cosmographia universalis fu uno dei libri più popolari e di successo del XVI secolo, e vide ben 24 edizioni in 100 anni: l'ultima edizione tedesca venne pubblicata nel 1628, molto tempo dopo la morte dell'autore. La Cosmographia conteneva non solo le ultime mappe e vedute di tutte le città più famose, ma anche una serie di notizie enciclopediche di dettagli relative al mondo conosciuto, e sconosciuto.

Il particolare successo anche commerciale di quest'opera fu dovuto in parte alle belle incisioni (tra i cui autori si possono citate Hans Holbein il Giovane, Urs Graf, Hans Rudolph Manuel Deutsch, David Kandel).

Silografia, magnifica coloritura antica, in ottime condizioni.

Sebastian Münster (1488 - 1552)

Sebastian Münster, insegnante d'ebraico, era uomo rinascimentale colto in discipline disparate quali lingue antiche, filosofia, geografia e astronomia. Nel 1532 fu l'autore, nella corposa opera storico-geografica Novus Orbis Regionum ac insularum veteribus incognitarum, di una lunga introduzione e soprattutto l'ideatore del magnifico mappamondo che impreziosisce il volume e che fu superbamente arricchito di decori anche paurosi da Hans Holbein il giovane. Certamente la geografia lo interessò sempre più in quanto vi si dedicò con passione, dimostrando di possederla come la filologia. Curò le edizioni di due classici latini: la Memorabilia di Solino e di Pomponio Mela il De Situ Orbis. Furono i prodromi, le esercitazioni prima di giungere nel 1540 alla traduzione Geographia universalis, vetus et nova, complectens. Claudii Ptolemaei Alexandrini Ennarationis libros VIII, edita a Basilea da Heinrich Petri nel 1540 e la Cosmographiae Universalis del 1544, la prima descrizione tedesca del mondo intero e l’opera principale, con nella rinascita degli studi geografici del XVI secolo in Europa.

Sebastian Münster (1488 - 1552)

Sebastian Münster, insegnante d'ebraico, era uomo rinascimentale colto in discipline disparate quali lingue antiche, filosofia, geografia e astronomia. Nel 1532 fu l'autore, nella corposa opera storico-geografica Novus Orbis Regionum ac insularum veteribus incognitarum, di una lunga introduzione e soprattutto l'ideatore del magnifico mappamondo che impreziosisce il volume e che fu superbamente arricchito di decori anche paurosi da Hans Holbein il giovane. Certamente la geografia lo interessò sempre più in quanto vi si dedicò con passione, dimostrando di possederla come la filologia. Curò le edizioni di due classici latini: la Memorabilia di Solino e di Pomponio Mela il De Situ Orbis. Furono i prodromi, le esercitazioni prima di giungere nel 1540 alla traduzione Geographia universalis, vetus et nova, complectens. Claudii Ptolemaei Alexandrini Ennarationis libros VIII, edita a Basilea da Heinrich Petri nel 1540 e la Cosmographiae Universalis del 1544, la prima descrizione tedesca del mondo intero e l’opera principale, con nella rinascita degli studi geografici del XVI secolo in Europa.