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| Riferimento: | A53862 |
| Autore | Niccolò CARLETTI |
| Anno: | 1776 |
| Zona: | Napoli |
| Luogo di Stampa: | Napoli |
| Misure: | 650 x 435 mm |
| Riferimento: | A53862 |
| Autore | Niccolò CARLETTI |
| Anno: | 1776 |
| Zona: | Napoli |
| Luogo di Stampa: | Napoli |
| Misure: | 650 x 435 mm |
Riduzione in scala ridotta della monumentale mappa del Duca di Noja (1775), riproposta dall'architetto e matematico Niccolò Carletti l’anno seguente. La tavola calcografica è stata disegnata da Filippo de Cham e incisa da Giuseppe Aloja.
La mappa fa parte del trattato storico-geografico intitolato "Topografia universale della città di Napoli". Ai lati e nella parte superiore della mappa è presente la dettagliata "Spiegazione storiografa dell'antico e del moderno", un testo descrittivo che illustra l'evoluzione urbanistica, le antiche mura e i monumenti della città.
La mappa del Duca di Noja è una carta topografica riferita alla città di Napoli ed ai suoi contorni, risalente al 1775. Essa costituisce un'importante fonte iconografica per lo studio topografico ed urbanistico del territorio tra il XVII ed il XIX secolo, consentendo tra l'altro lo studio della genesi e della disposizione urbanistica originaria delle Ville vesuviane del Miglio d'oro. Alla morte di Giovanni Carafa, duca di Noja, la mappa topografica della città di Napoli a lui commissiona rimase incompiuta. I lavori vennero quindi affidati a Giovanni Pignatelli, principe di Monteroduni, coadiuvato dall'architetto Gaetano Bronzuoli e dallo stesso Niccolò Carletti. Il risultato venne pubblicato in trentacinque tavole a scala 1:3.808 nel 1775. Non soddisfatto della succintezza delle note a margine della mappa, Carletti si adoperò a pubblicare un'estensione alla didascalia nella quale dettaglia ognuno dei 580 riferimenti presenti sulla mappa e raffiguranti i principali monumenti e luoghi della città.
Niccolò Carletti (Napoli, 8 novembre 1723 – Napoli, 1796) è stato un architetto, matematico e topografo. Dopo aver compiuto studi di matematica, filosofia e letteratura, Carletti si recò a Roma per studiare architettura e impararne la professione, ampliando la propria formazione anche con principi di idraulica, scienze naturali e diritto. Una profonda e vasta cultura accademica gli fu richiesta per essere architetto della città di Napoli e gli fu utile per ricoprire i molteplici incarichi a lui affidati, come esaminatore del Collegio dei tavolari e della Reale Accademia Militare di Napoli, nonché come accademico a Roma per la Società delle scienze e belle arti. Negli anni tra il 1745 al 1754 ricoprì il ruolo di ingegnere militare volontario, sovrintendendo a progetti in atto nelle reali fabbriche di Napoli, ma anche nella realizzazioni di strade, come a Camporeale, e nella tenuta reale di Carditello.
Acquaforte, impressa su carta vergata coeva, con margini, in ottimo stato di conservazione.
Bibliografia
G. Pane - V. Valerio, La città di Napoli tra vedutismo e cartografia, Grimaldi, Napoli 1987, p. 307; C. de Seta - A. Buccaro (a cura di), Iconografia delle città in Campania. Napoli e i centri della provincia, Electa Napoli 2006, pp. 151-152.
Niccolò CARLETTI (Napoli 1723- 1796)
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Niccolò Carletti (Napoli, 8 novembre 1723 – Napoli, 1796) è stato un architetto, matematico e topografo. Nacque, probabilmente, nel 1723 a Napoli da una famiglia di origini toscane. Dopo aver compiuto studi di matematica, filosofia e letteratura, Carletti si recò a Roma per studiare architettura e impararne la professione, ampliando la propria formazione anche con principi di idraulica, scienze naturali e diritto. Una profonda e vasta cultura accademica gli fu richiesta per essere architetto della città di Napoli e gli fu utile per ricoprire i molteplici incarichi a lui affidati, come esaminatore del Collegio dei tavolari e della Reale Accademia Militare di Napoli, nonché come accademico a Roma per la Società delle scienze e belle arti. Negli anni tra il 1745 al 1754 ricoprì il ruolo di ingegnere militare volontario, sovrintendendo a progetti in atto nelle reali fabbriche di Napoli, ma anche nella realizzazioni di strade, come a Camporeale, e nella tenuta reale di Carditello. Lavorò alla ricostruzione dell'isola di Ventotene e per risanare la zona acquitrinosa attorno a Formicola. Alla morte di Giovanni Carafa, duca di Noja, la mappa topografica della città di Napoli a lui commissiona rimase incompiuta. I lavori vennero quindi affidati a Giovanni Pignatelli, principe di Monteroduni, coadiuvato dall'architetto Gaetano Bronzuoli e dallo stesso Niccolò Carletti. Il risultato venne pubblicato in trentacinque tavole a scala 1:3.808 nel 1775. Non soddisfatto della succintezza delle note a margine della mappa, Carletti si adoperò a pubblicare un'estensione alla didascalia nella quale dettaglia ognuno dei 580 riferimenti presenti sulla mappa e raffiguranti i principali monumenti e luoghi della città. L'attività professionale fu accompagnata da un'attività intellettuale che si esplicò nella redazione e successiva pubblicazione di testi di fondamentale importanza per gli studi di architettura, idraulica e topografia. La sua attività di teorico dell'architettura venne interrotta dalla morte, quando doveva ancora dare alle stampe due altre opere: Instituzioni di architettura militare, dedotte dalla Filosofia sperimentale e dall'arte della guerra, con un trattato della scienza idraulica de' Porti, Moli, Fari, Riviere e Fortificazioni e Scienza degli apprezzi delle cose feudali, allodiali e miste, e delle prediali urbane, rustiche e miste. Anche la data di morte è soggetta a oscillazioni; si propende a fissarla al 1796 a Napoli.
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Niccolò CARLETTI (Napoli 1723- 1796)
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Niccolò Carletti (Napoli, 8 novembre 1723 – Napoli, 1796) è stato un architetto, matematico e topografo. Nacque, probabilmente, nel 1723 a Napoli da una famiglia di origini toscane. Dopo aver compiuto studi di matematica, filosofia e letteratura, Carletti si recò a Roma per studiare architettura e impararne la professione, ampliando la propria formazione anche con principi di idraulica, scienze naturali e diritto. Una profonda e vasta cultura accademica gli fu richiesta per essere architetto della città di Napoli e gli fu utile per ricoprire i molteplici incarichi a lui affidati, come esaminatore del Collegio dei tavolari e della Reale Accademia Militare di Napoli, nonché come accademico a Roma per la Società delle scienze e belle arti. Negli anni tra il 1745 al 1754 ricoprì il ruolo di ingegnere militare volontario, sovrintendendo a progetti in atto nelle reali fabbriche di Napoli, ma anche nella realizzazioni di strade, come a Camporeale, e nella tenuta reale di Carditello. Lavorò alla ricostruzione dell'isola di Ventotene e per risanare la zona acquitrinosa attorno a Formicola. Alla morte di Giovanni Carafa, duca di Noja, la mappa topografica della città di Napoli a lui commissiona rimase incompiuta. I lavori vennero quindi affidati a Giovanni Pignatelli, principe di Monteroduni, coadiuvato dall'architetto Gaetano Bronzuoli e dallo stesso Niccolò Carletti. Il risultato venne pubblicato in trentacinque tavole a scala 1:3.808 nel 1775. Non soddisfatto della succintezza delle note a margine della mappa, Carletti si adoperò a pubblicare un'estensione alla didascalia nella quale dettaglia ognuno dei 580 riferimenti presenti sulla mappa e raffiguranti i principali monumenti e luoghi della città. L'attività professionale fu accompagnata da un'attività intellettuale che si esplicò nella redazione e successiva pubblicazione di testi di fondamentale importanza per gli studi di architettura, idraulica e topografia. La sua attività di teorico dell'architettura venne interrotta dalla morte, quando doveva ancora dare alle stampe due altre opere: Instituzioni di architettura militare, dedotte dalla Filosofia sperimentale e dall'arte della guerra, con un trattato della scienza idraulica de' Porti, Moli, Fari, Riviere e Fortificazioni e Scienza degli apprezzi delle cose feudali, allodiali e miste, e delle prediali urbane, rustiche e miste. Anche la data di morte è soggetta a oscillazioni; si propende a fissarla al 1796 a Napoli.
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