CARTA DE LA RIVERA DE GENOVA CON SUS VERDADEROS CONFINES Y CAMINOS TOPOGRAPHIA DE LA LIGURIA ...

Riferimento: A52900
Autore Marcantonio Dal Rè
Anno: 1740 ca.
Zona: Liguria
Luogo di Stampa: Milano
Misure: 2005 x 930 mm
3.800,00 €

Riferimento: A52900
Autore Marcantonio Dal Rè
Anno: 1740 ca.
Zona: Liguria
Luogo di Stampa: Milano
Misure: 2005 x 930 mm
3.800,00 €

Descrizione

Ingannevole copia della mitica carta della Liguria di Joseph Chafrion, stampata da Marcantonio dal Re intorno al 1740

In alto lungo il bordo CARTA DE LA RIVIERA DE GENOVA CON SUS VERDADEROS CONFINESY CAMINOS. In basso al centro sopra un basamento due grifi sostengono un drappo con la dedica TOPOGRAPHIA de la LIGURIA Dedicada AL Excell.mo Se[g]nor CONDE DE MELGAR, Governadory Capitan General del l'Estado da Milan. por D. Joseph Chafrion Ing.del Ex.re q.e la hizo y del MDCLXXXV. Ai lati del drappo uno scudo con la scritta LIBERTAS e lo stemma di Genova. a sinistra su due sacchi le dediche Al Ex.mo Se[g]nor Conde Melgar n.1684 Milan. Al Ex.mo S.r Principe Doria n.o 1528 Geno.aNel basamento le scale grafiche Escala de Millas Ginovesas de à 65 por Grado (20 miglia pari a mm 194), Escala de Millas Comunes Italianas de à 60 por Grado (20 miglia pari a mm 207), Escala de Millas de Piamonte de à 50 por Grado (20 miglia pari a mm 250). In basso a destra Autor Sculpsit. Nel cartiglio in alto a sinistra DECLARACION de los Lugares con i simboli topografici, e Confines con le lettere che indicano i confini. Orientazione con una rosa dei venti, con il nord in alto. Graduazione ai margini di 1’ in 1’, da 43° 58’ 30’’ a 45° 9’ di latitudine, da 28° 42’ 30’’ a 32° 47’ di longitudine.

Il titolo si sviluppa per tutta la lunghezza del disegno che si trova iscritto in decorativa cornice. In basso al centro un ricco ed animato cartiglio contiene la dedicatoria al Conte di Melgar e le scale grafiche. In basso a destra si legge "Si vendono in Milano da Marc. Ant. del Re Incisore in Rame alla Piazza de' Mercanti presso le scuole Palatine e Autor Sculpist". L'orografia rappresentata col sistema prospettico a monticelli. Gli abitati pi importanti sono rappresentati schematicamente in pianta: i secondari con torri e case. Sono tracciate le strade ed indicati i confini politici. Limiti: nord, Valenza; sud, Mare Ligustico (da Nizza a Motrone); ovest, Monviso; est, M. Lugo. A sinistra in alto la leggenda dei segni convenzionali. Tre scale grafiche in miglia di Genova, di Piemonte, d'Italia.

Imponente carta della Liguria estremamente dettagliata che riproduce l’originale lavoro di Joseph Chafrion del 1685, che disegnò ed incise la mappa su commissione del governatore e capitano generale dello Stato di Milano, don Giovanni Tommaso Enriquez de Cabrera in quanto il territorio ligure rappresentava un collegamento strategico tra la Spagna e il Ducato di Milano, che fu un possedimento spagnolo dal 1535 al 1706. L'opera di Chafrion rappresenta un netto progresso rispetto alle precedenti rappresentazioni cartografiche, divenendo un caposaldo imprescindibile per quanto riguarda la rappresentazione del territorio ligure nella sua interezza.

 Dal punto di vista editoriale la carta di Chafrion reca nel cartiglio la dicitura: Se venden en Milan en Casa de el Quinto à la Plaza de los Mercaderes; in basso a destra Autor Sculpsit. Nella copia di Marcantonio dal Re scompaiono i dettagli editoriali nel cartiglio, sostituiti da un imprint in basso a destra “Si vendono in Milano da Marc. Ant. del Re Incisore in Rame alla Piazza de' Mercanti presso le scuole Palatine”. La datazione della copia di Dal Re si può ottenere dalla sua biografia; trasferitosi da Bologna a Milano, nel 1726 smerciava all'insegna dell'Aquila imperiale in contrada S. Margherita; passò poi nel 1739 in "P.zza Mercanti al Portico superiore delle Scuole Palatine" nella loggia degli Osii che aveva ottenuto in affitto in seguito a sua richiesta al vicario di Provvisione per poter disporre di locali luminosi adatti alla sua attività. Dunque, dall’imprint presente sulla sua carta della Liguria, si deduce come questa sia sicuramente successiva al 1739.

Acquaforte, stampata su otto fogli, applicati anticamente su tela e montati con supporto ligneo, carta leggermente brunita, per il resto in buono stato di conservazione. 

Bibliografia

Pietro Barozzi, La Carta de la Rivera de Genova di Joseph Chafrion (1685), in “La Sardegna nel mondo mediterraneo”; G. Ferro, La Liguria nelle Carte e nelle Vedute Antiche (1992); M. Quaini, Per la Storia della Cartografia a Genova e in Liguria. Formazione e ruolo degli ingegneri-geografi nella vita della Repubblica (1656-1717), pp. 230-231, fig. 5; M. Quaini, Cartographic Activities in the Republic of Genoa, Corsica, and Sardinia in the Renaissance, in “The History of Cartography, Volume 3: Cartography in the European Renaissance”, pp. 863-864.

 

Marcantonio Dal Rè (Bologna 1697 – Milano 1766)

Nato a Bologna, nel 1723 o '24 si trasferì a Milano e vi dimorò fino alla morte. Fu incisore su rame, calcografo, editore delle proprie stampe, che già nel 1726 smerciava all'insegna dell'Aquila imperiale in contrada S. Margherita; passò poi nel 1739 in "P.zza Mercanti al Portico superiore delle Scuole Palatine" nella loggia degli Osii che aveva ottenuto" in affitto in seguito a sua richiesta al vicario di Provvisione per poter disporre di locali luminosi adatti alla sua attività. Qui aprì nel 1744 anche una scuola gratuita di incisione e di disegno, tanto che si credette in diritto di non pagare più l'affitto perché occupava locali da considerarsi di uso pubblico, e a proprie spese aveva provveduto a farvi migliorie fra cui chiudere le aperture della loggia. La produzione del Dal Rè, oltre che copiosissima, fu assai varia, comprendendo stampe a commento degli avvenimenti di cronaca e storia del suo tempo, dalle cerimonie cittadine a fatti di rilevanza più ampia; soggetti devozionali, ritratti, carte geografiche, sonetti figurati per artisti di teatro, vignette per libri e planimetrie di città. Le sue opere più importanti sono un album di 88 Vedute di Milano e due raccolte di Ville di delizia.L'album delle Vedute di Milano, è privo di data, indicata approssimativamente, circa 1745. È di fondamentale importanza documentaria per conoscere la città che si era andata formando sotto la dominazione spagnola. Apprezzabile anche lo sforzo di animare le vedute con persone e scenette che accennano alla'vilta, agli usi e costumi cittadini. Ebbe anche il merito di pubblicare a Milano, nel 1734, una Pianta planimetrica di Milano rispondente ai canoni della cartografia. È logico supporre che il Dal Rè si sia valso delle piante eseguite per la formazione del nuovo catasto e di altre manoscritte, per esempio quella di G. B. Riccardi, del 1734.

Marcantonio Dal Rè (Bologna 1697 – Milano 1766)

Nato a Bologna, nel 1723 o '24 si trasferì a Milano e vi dimorò fino alla morte. Fu incisore su rame, calcografo, editore delle proprie stampe, che già nel 1726 smerciava all'insegna dell'Aquila imperiale in contrada S. Margherita; passò poi nel 1739 in "P.zza Mercanti al Portico superiore delle Scuole Palatine" nella loggia degli Osii che aveva ottenuto" in affitto in seguito a sua richiesta al vicario di Provvisione per poter disporre di locali luminosi adatti alla sua attività. Qui aprì nel 1744 anche una scuola gratuita di incisione e di disegno, tanto che si credette in diritto di non pagare più l'affitto perché occupava locali da considerarsi di uso pubblico, e a proprie spese aveva provveduto a farvi migliorie fra cui chiudere le aperture della loggia. La produzione del Dal Rè, oltre che copiosissima, fu assai varia, comprendendo stampe a commento degli avvenimenti di cronaca e storia del suo tempo, dalle cerimonie cittadine a fatti di rilevanza più ampia; soggetti devozionali, ritratti, carte geografiche, sonetti figurati per artisti di teatro, vignette per libri e planimetrie di città. Le sue opere più importanti sono un album di 88 Vedute di Milano e due raccolte di Ville di delizia.L'album delle Vedute di Milano, è privo di data, indicata approssimativamente, circa 1745. È di fondamentale importanza documentaria per conoscere la città che si era andata formando sotto la dominazione spagnola. Apprezzabile anche lo sforzo di animare le vedute con persone e scenette che accennano alla'vilta, agli usi e costumi cittadini. Ebbe anche il merito di pubblicare a Milano, nel 1734, una Pianta planimetrica di Milano rispondente ai canoni della cartografia. È logico supporre che il Dal Rè si sia valso delle piante eseguite per la formazione del nuovo catasto e di altre manoscritte, per esempio quella di G. B. Riccardi, del 1734.