| Riferimento: | S49145 |
| Autore | Joseph CHAFFRION |
| Anno: | 1685 |
| Zona: | Liguria |
| Luogo di Stampa: | Milano |
| Misure: | 2500 x 900 mm |
| Riferimento: | S49145 |
| Autore | Joseph CHAFFRION |
| Anno: | 1685 |
| Zona: | Liguria |
| Luogo di Stampa: | Milano |
| Misure: | 2500 x 900 mm |
Mitica carta della Liguria di Joseph Chafrion, conosciuta per un solo esemplare istituzionale, e confusa da tutta la letteratura con la comune copia postuma incisa e stampata da Marcantonio dal Re intorno al 1740.
In alto lungo il bordo CARTA DE LA RIVIERA DE GENOVA CON SUS VERDADEROS CONFINESY CAMINOS. In basso al centro sopra un basamento due grifi sostengono un drappo con la dedica TOPOGRAPHIA de la LIGURIA Dedicada AL Excell.mo Se[g]nor CONDE DE MELGAR, Governadory Capitan General del l'Estado da Milan. por D. Joseph Chafrion Ing.o del Ex.re q.e la hizo y del MDCLXXXV. Ai lati del drappo uno scudo con la scritta LIBERTAS e lo stemma di Genova. a sinistra su due sacchi le dediche Al Ex.mo Se[g]nor Conde Melgar n.o 1684 Milan. e Al Ex.mo S.r Principe Doria n.o 1528 Geno.a. Nel basamento le scale grafiche Escala de Millas Ginovesas de à 65 por Grado (20 miglia pari a mm 194), Escala de Millas Comunes Italianas de à 60 por Grado (20 miglia pari a mm 207), Escala de Millas de Piamonte de à 50 por Grado (20 miglia pari a mm 250). Più in basso i dati editoriali: Se venden en Milan en Casa de el Quinto à la Plaza de los Mercaderes. In basso a destra Autor Sculpsit. Nel cartiglio in alto a sinistra DECLARACION de los Lugares con i simboli topografici, e Confines con le lettere che indicano i confini. Orientazione con una rosa dei venti, con il nord in alto. Graduazione ai margini di 1’ in 1’, da 43° 58’ 30’’ a 45° 9’ di latitudine, da 28° 42’ 30’’ a 32° 47’ di longitudine.
Il titolo si sviluppa per tutta la lunghezza del disegno che si trova iscritto in decorativa cornice. In basso al centro un ricco ed animato cartiglio contiene la dedicatoria al Conte di Melgar e le scale grafiche. In basso a destra si legge "Autor Sculpist". L'orografia rappresentata col sistema prospettico a monticelli. Gli abitati pi importanti sono rappresentati schematicamente in pianta: i secondari con torri e case. Sono tracciate le strade ed indicati i confini politici. Limiti: nord, Valenza; sud, Mare Ligustico (da Nizza a Motrone); ovest, Monviso; est, M. Lugo. A sinistra in alto la leggenda dei segni convenzionali. Tre scale grafiche in miglia di Genova, di Piemonte, d'Italia.
Imponente carta della Liguria estremamente dettagliata in un esemplare che contempla anche le introvabili legende laterali (non presenti nell’unico altro esemplare conosciuto, conservato alla Moravian Library di Brno) che elencano tutti i luoghi rappresentati nella carta con le relative coordinate. Joseph Chafrion disegnò ed incise la mappa su commissione del governatore e capitano generale dello Stato di Milano, don Giovanni Tommaso Enriquez de Cabrera in quanto il territorio ligure rappresentava un collegamento strategico tra la Spagna e il Ducato di Milano, che fu un possedimento spagnolo dal 1535 al 1706. L'opera di Chafrion rappresenta un netto progresso rispetto alle precedenti rappresentazioni cartografiche, divenendo un caposaldo imprescindibile per quanto riguarda la rappresentazione del territorio ligure nella sua interezza.
“Lo Chaffrion descrive efficacemente e con una certa suggestione pittorica la natura del territorio ligure, stretto fra lo spartiacque appenninico e il mare, solcato da fiumi brevi e impetuosi che scorrono sul fondo di strette valli incassate nel rilievo. Risalta con imponenza il disegno dell'orografia, che descrive la catena alpina, nel tratto compreso fra le Cozie e le Marittime e la dorsale appenninica che circonda ad arco la Liguria, frammentata da isolati gruppi montuosi e da brevi catene, disposte in senso longitudinale. La rete stradale e i confini sono delineati con grande accuratezza: dalla principale via costiera, che percorre la regione in tutta la sua lunghezza, si dipartono numerose diramazioni che raccordano la Riviera all'entroterra, ad esempio da Oneglia al Colle di Tenda, da Finale verso il fiume Bormida, da Savona verso Ceva” (cfr. G. Ferro, La Liguria nelle Carte e nelle Vedute Antiche).
José Chafrion (nato Josep Chafrion nel 1653 a Valencia) è stato un famoso ingegnere militare, al servizio del Re di Spagna. È noto per aver diretto la costruzione del Castello di Montjuic tra il 1694 e il 1697 e la fortificazione di altre piazze in Catalogna. Nel 1671, all'età di 18 anni, si recò a Roma dove fu discepolo del vescovo Juan Caramuel y Lobkowitz. Nel maggio del 1673, Chafrion divenne assistente dell'ingegnere maggiore dell'esercito dello Stato di Milano. Era noto come illustre fisico-matematico e difese pubblicamente la sua tesi finale presso il Collegio Romano dell'Ordine dei Gesuiti nella città di Roma. Servì il re Carlo II di Spagna nello Stato di Milano dal 1684 al 1691 circa, prima come capitano del Tercio de la Mar a Napoli e, dal settembre 1686, come capitano del Tercio de Lombardia. In seguito, fu capitano dei corazzieri.
Il motivo dell’incredibile rarità della carta originale di Chafrion, che non appare essere tale solo per la grande confusione che si è creata con la sua copia di Marcantonio dal Re, ci viene spiegato da Massimi Quaini nel suo saggio per The History of Cartography: “Two other incidents illuminate the attitude of the Genoese authorities toward accurate maps of the Republic. These authorities actively tried to hinder the publication of the Carta de la Rivera de Genova con sus verdaderos confines y caminos (Milan, 1685) by José Chafrion, a Catalan military engineer at the service of the governor of Milan and considered withdrawing the engraved plates before printing to protect the state’s military and diplomatic status. The second episode concerned the French cartographer Ludovico della Spina, who in 1696 presented the Genoese authorities with a map of their state, and as “Geographer to the King” offered the Republic his services. Although they judged the map “very diligent, duly adjusted to the facts . . . and worthy of seeing the light of day”, the Genoese government nevertheless asked the author not to print it. The Republic’s wariness of printed maps stemmed from the fear that the publication of a new official map might spark diplomatic conflict by resurrecting border disputes, particularly with the Republic’s more aggressive neighbor, the Duchy of Savoy. The Republica adopted a sort of prudent neutrality, relying more on its system of natural and manmade defenses than on force of arms, while the Duchy of Savoy followed a much bolder and more aggressive foreign policy. […] As one can see from the episode of the Chafrion map, the Republic expressed concern not over simple maps but over maps that revealed “knowledge of mountain passes and of the weakness of [military] sites” works that met the needs of the military campaigner or the territorial administrator” (cfr. Cartographic Activities in the Republic of Genoa, Corsica, and Sardinia in the Renaissance, in “The History of Cartography, Volume 3: Cartography in the European Renaissance”, p. 863. Sebbene si parli della carta di Chafrion, anche qui viene, però, illustrato l’esemplare della British Library della copia di Marcantonio dal Re, scambiata per la carta originale).
Dunque, la carta subì la censura governativa, la stessa che colpì anche la successiva mappa di Ludovico della Spina (Louis de Lépine). Censura che ne impedì la diffusione. L'opera dello Chafrion rappresenta un netto progresso nei confronti delle precedenti raffigurazioni cartografiche diventando un caposaldo imprescindibile per quanto riguarda la raffigurazione del territorio ligure nella sua interezza, infatti sarà imitata e ristampata più volte: da Domenico de Rossi a Roma nel 1697, da Andrew Dury sarà pubblicata a Londra nel 1764, sempre a Londra nel 1783 seguì l'edizione del Faden, ed infine nel 1784 l'opera del Gravier prima nell'edizione torinese e successivamente, sempre nello stesso anno, quella genovese. Tra queste derivazioni, ora dobbiamo aggiungere la copia di Marcantonio dal Re, che fino ad oggi è stata confusa con l’originale carta di Chafrion. Tuttavia, forse sarebbe bastato guardare le informazioni biografiche relative al Dal Re, nato a Bologna nel 1697, per escludere l’impossibilità di un suo coinvolgimento nella carta di Chafrion del 1685. Non convince, tantomeno, la possibilità che questi sia stato l’editore di un’edizione postuma della carta originale. Analizzando con attenzione le due carte, infatti, è evidente come sia state ricavate da matrici differenti. Toponimi, monti, linee di costa e quanto altro sono completamente diversi ad un attento esame comparativo. Possiamo concludere, quindi, che la carta di Dal Re, è una fedele e ingannevole copia dell’originale di Chafrion; un plagio che mantiene la data originale (1685) e la firma di Chafrion. Dal punto di vista editoriale la carta di Chafrion reca nel cartiglio la dicitura: Se venden en Milan en Casa de el Quinto à la Plaza de los Mercaderes; in basso a destra Autor Sculpsit. Nella copia di Marcantonio dal Re scompaiono i dettagli editoriali nel cartiglio, sostituiti da un imprint in basso a destra “Si vendono in Milano da Marc. Ant. del Re Incisore in Rame alla Piazza de' Mercanti presso le scuole Palatine”. La datazione della copia di Dal Re si può ottenere dalla sua biografia; trasferitosi da Bologna a Milano, nel 1726 smerciava all'insegna dell'Aquila imperiale in contrada S. Margherita; passò poi nel 1739 in "P.zza Mercanti al Portico superiore delle Scuole Palatine" nella loggia degli Osii che aveva ottenuto in affitto in seguito a sua richiesta al vicario di Provvisione per poter disporre di locali luminosi adatti alla sua attività. Dunque, dall’imprint presente sulla sua carta della Liguria, si deduce come questa sia sicuramente successiva al 1739.
Mappa intelata entro cornice, protetta da vetro, (900 x 2500mm, misure interne). 8 fogli di mappa più legende a stampa laterali applicate anticamente su tela (difetti alle giunture, mancanze e restauri antichi soprattutto alle legende).
Considerata da molti autorevoli studiosi la più importante carta murale della Liguria. Non conosciamo altri esemplari che abbiano la legenda.
Il solo esemplare istituzionale di questa carta che siamo stati in grado di censire è quello conservato presso la Moravian Library di Brno, nella Repubblica Ceca.
Per un confronto tra il nostro esemplare originale di Chafrion e la copia di Marcantonio dal Re, rimandiamo a questo esemplare digitalizzato della Bibliotheque Nationale de France
https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b53011968b/f1.item.zoom
Bibliografia
Pietro Barozzi, La Carta de la Rivera de Genova di Joseph Chafrion (1685), in “La Sardegna nel mondo mediterraneo”; G. Ferro, La Liguria nelle Carte e nelle Vedute Antiche (1992); M. Quaini, Per la Storia della Cartografia a Genova e in Liguria. Formazione e ruolo degli ingegneri-geografi nella vita della Repubblica (1656-1717), pp. 230-231, fig. 5; M. Quaini, Cartographic Activities in the Republic of Genoa, Corsica, and Sardinia in the Renaissance, in “The History of Cartography, Volume 3: Cartography in the European Renaissance”, pp. 863-864.
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José Chafrion (nato Josep Chafrion nel 1653 a Valencia - Barcellona, 1698) è stato un famoso ingegnere militare, al servizio del re di Spagna. È noto per aver diretto la costruzione del Castello di Montjuic tra il 1694 e il 1697 e la fortificazione di altre piazze in Catalogna. La sua opera principale è il libro Escuela de Palas, o Curso mathematico del 1693; un'opera fondamentale per gli ingegneri militari dell'epoca. Iniziò i suoi primi studi nella città natale, dove ebbe come maestro José Zaragoza. Nel 1671, all'età di 18 anni, si recò a Roma dove fu discepolo del vescovo Juan Caramuel y Lobkowitz. Nel maggio del 1673, Chafrion divenne assistente dell'ingegnere maggiore dell'esercito dello Stato di Milano. Era noto come illustre fisico-matematico e difese pubblicamente la sua tesi finale presso il Collegio Romano dell'Ordine dei Gesuiti nella città di Roma. Nel 1682 assistette Caramuel nei suoi ultimi giorni di vita e Caramuel gli lasciò la sua copiosa biblioteca. Servì il re Carlo II di Spagna nello Stato di Milano dal 1684 al 1691 circa, prima come capitano del Tercio de la Mar a Napoli e, dal settembre 1686, come capitano del Tercio de Lombardia. In seguito, fu capitano dei corazzieri. Nel gennaio 1688 fu incaricato dai giurati della città di Valencia di redigere un piano del porto di El Grao. Nel settembre 1688 scoppia la Guerra dei Nove Anni tra la Francia e il Ducato di Savoia. Nel 1690, José Chafrion fu ferito nella battaglia di Stafarda; fu inoltre presente alla demolizione della fortezza di Guastalla, capitale del Ducato di Guastalla, e all'assedio di Casale Monferrato. Nel 1691 fu nominato aiutante di campo o assistente del governatore dello Stato di Milano, Diego Dávila Mesía y Guzmán, III marchese di Leganés, che mantenne la carica dal 1691 al 1698. Intorno al 1693 fu nominato ingegnere maggiore in Catalogna con il grado di maestro di campo di fanteria e quartiermastro generale. La guerra continua e Chafrion partecipa alla Battaglia del Ter, il 26 maggio 1694, nota anche come Battaglia di Torroella, e a tutte le altre azioni militari in Catalogna contro l'esercito francese. Nel 1696 viene firmato il Trattato di Torino (1696). Sua è la relazione tecnica a Carlos Adrián de Sucre e Ives (Famiglia Sucre), marchese di Preux, datata 6 agosto 1697, che raccomanda la resa della città di Barcellona alle truppe francesi durante l'Assedio di Barcellona. La decisione finale fu presa da Diego Hurtado de Mendoza y Sandoval, conte di La Corzana e viceré di Catalogna. La guerra si concluse nel settembre 1697 con il Trattato di Rijswijk. Morì a Barcellona il 10 luglio 1698, all'età di 45 anni, e fu sepolto nella cappella della Virgen de los Dolores nel convento di Nuestra Senora del Buen Suceso dell'Ordine dei Servi. La sua bara fu portata a spalla da quattro generali.
Le sue opere principali sono:
1685 Carta de la Rivera de Génova con sus verdaderos confines y caminos
1685 Topografía de Liguria dedicado al Excelentísimo Señor Conde de Melgar, Gobernador y Capitán General del Estado de Milán
1687 La Sabbioneta
1687 Planta de las Fortificaciones de las Ciudades, Plazas y Castillos del Estado de Milán
1693 Escuela de Palas, o sea Curso mathemático
1695 Diseño del Baluarte de Tierra delante del Portal de Tallers en Barcelona
Planta del Cuartel de Ostalric
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José Chafrion (nato Josep Chafrion nel 1653 a Valencia - Barcellona, 1698) è stato un famoso ingegnere militare, al servizio del re di Spagna. È noto per aver diretto la costruzione del Castello di Montjuic tra il 1694 e il 1697 e la fortificazione di altre piazze in Catalogna. La sua opera principale è il libro Escuela de Palas, o Curso mathematico del 1693; un'opera fondamentale per gli ingegneri militari dell'epoca. Iniziò i suoi primi studi nella città natale, dove ebbe come maestro José Zaragoza. Nel 1671, all'età di 18 anni, si recò a Roma dove fu discepolo del vescovo Juan Caramuel y Lobkowitz. Nel maggio del 1673, Chafrion divenne assistente dell'ingegnere maggiore dell'esercito dello Stato di Milano. Era noto come illustre fisico-matematico e difese pubblicamente la sua tesi finale presso il Collegio Romano dell'Ordine dei Gesuiti nella città di Roma. Nel 1682 assistette Caramuel nei suoi ultimi giorni di vita e Caramuel gli lasciò la sua copiosa biblioteca. Servì il re Carlo II di Spagna nello Stato di Milano dal 1684 al 1691 circa, prima come capitano del Tercio de la Mar a Napoli e, dal settembre 1686, come capitano del Tercio de Lombardia. In seguito, fu capitano dei corazzieri. Nel gennaio 1688 fu incaricato dai giurati della città di Valencia di redigere un piano del porto di El Grao. Nel settembre 1688 scoppia la Guerra dei Nove Anni tra la Francia e il Ducato di Savoia. Nel 1690, José Chafrion fu ferito nella battaglia di Stafarda; fu inoltre presente alla demolizione della fortezza di Guastalla, capitale del Ducato di Guastalla, e all'assedio di Casale Monferrato. Nel 1691 fu nominato aiutante di campo o assistente del governatore dello Stato di Milano, Diego Dávila Mesía y Guzmán, III marchese di Leganés, che mantenne la carica dal 1691 al 1698. Intorno al 1693 fu nominato ingegnere maggiore in Catalogna con il grado di maestro di campo di fanteria e quartiermastro generale. La guerra continua e Chafrion partecipa alla Battaglia del Ter, il 26 maggio 1694, nota anche come Battaglia di Torroella, e a tutte le altre azioni militari in Catalogna contro l'esercito francese. Nel 1696 viene firmato il Trattato di Torino (1696). Sua è la relazione tecnica a Carlos Adrián de Sucre e Ives (Famiglia Sucre), marchese di Preux, datata 6 agosto 1697, che raccomanda la resa della città di Barcellona alle truppe francesi durante l'Assedio di Barcellona. La decisione finale fu presa da Diego Hurtado de Mendoza y Sandoval, conte di La Corzana e viceré di Catalogna. La guerra si concluse nel settembre 1697 con il Trattato di Rijswijk. Morì a Barcellona il 10 luglio 1698, all'età di 45 anni, e fu sepolto nella cappella della Virgen de los Dolores nel convento di Nuestra Senora del Buen Suceso dell'Ordine dei Servi. La sua bara fu portata a spalla da quattro generali.
Le sue opere principali sono:
1685 Carta de la Rivera de Génova con sus verdaderos confines y caminos
1685 Topografía de Liguria dedicado al Excelentísimo Señor Conde de Melgar, Gobernador y Capitán General del Estado de Milán
1687 La Sabbioneta
1687 Planta de las Fortificaciones de las Ciudades, Plazas y Castillos del Estado de Milán
1693 Escuela de Palas, o sea Curso mathemático
1695 Diseño del Baluarte de Tierra delante del Portal de Tallers en Barcelona
Planta del Cuartel de Ostalric
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