Obelischi fatti erigere da Sisto V

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Riferimento: A53736
Autore Giovanni Ambrogio BRAMBILLA
Anno: 1665 ca.
Zona: Obelischi fatti erigere da Sisto V
Luogo di Stampa: Roma
Misure: 360 x 520 mm
2.800,00 €

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Riferimento: A53736
Autore Giovanni Ambrogio BRAMBILLA
Anno: 1665 ca.
Zona: Obelischi fatti erigere da Sisto V
Luogo di Stampa: Roma
Misure: 360 x 520 mm
2.800,00 €

Descrizione

Serie completa di quattro incisioni all’acquaforte, commissionate all’editore Nicolas Van Aelst, che incaricò il milanese Ambrogio Brambilla dell’intaglio delle lastre, che furono stampate nel 1589. Successivamente, i rami di Van Aelst furono acquisti dalla tipografia De Rossi, che le ristampò aggiornandole con le modifiche urbanistiche alle piazze. Questa seconda stesura delle lastre è databile al periodo 1665/70.

Esemplari di secondo stato, con l’indirizzo di Gian Giacomo de Rossi che sostituisce quello di Nicolas van Aelst e con la firma di Ambrogio Brambilla abrasa.

Le quattro incisioni vennero realizzate per documentare il riposizionamento di quattro obelischi egizi, ordinato da papa Sisto V, che utilizzò programmaticamente il riposizionamento di obelischi antichi come segnale di potenza della Chiesa e del suo papato, e anche come cardini del riordino della città che aveva intrapreso, raddrizzando strade, aprendo rettifili, costruendo e ricostruendo palazzi. Al suo architetto Domenico Fontana fu affidato anche il riposizionamento di tutti gli obelischi.

L'Obelisco Vaticano (piazza San Pietro), spostato ad Alessandria d'Egitto, fu in seguito portato a Roma da Caligola nel 40 e collocato sulla spina del Circo di Nerone. Rimase in questa posizione a fianco dell'antica basilica di San Pietro ed è l'unico obelisco antico di Roma che non sia mai caduto. Fu spostato e posto al centro di piazza san Pietro il 10 settembre del 1586, primo dei quattro che Domenico Fontana fece rialzare. Questo secondo stato della lastra documenta la sistemazione della piazza che fu realizzata da Gian Lorenzo Bernini, sotto Alessandro VII, tra il 1657 ed il 1667. La soluzione finale tenne conto di problemi liturgici, simbolici e delle emergenze architettoniche preesistenti. Lo spazio antistante alla basilica fu suddiviso in due parti: la prima, a forma di trapezio rovescio con il lato maggiore lungo la facciata, la quale, grazie al particolare effetto prospettico, assumeva dimensioni meno imponenti; la seconda di forma ovale con l'imponente colonnato architravato sormontato da sculture.

L'Obelisco Esquilino (piazza dell'Esquilino) fu realizzato probabilmente all'epoca di Domiziano ad imitazione degli obelischi egiziani e collocato insieme all'obelisco del Quirinale all'ingresso del Mausoleo di Augusto. Qui venne ritrovato nel 1527 e fu eretto nel 1587, sempre per ordine di papa Sisto V e ad opera di Domenico Fontana, di fronte all'abside di Santa Maria Maggiore, a segnare il fuoco prospettico verso la basilica della nuova via Sistina voluta dal medesimo. Questo secondo stato della lastra vede l’aggiunta sulla destra della cappella Paolina voluta da Paolo V (1605-1621) nel 1605, speculare a quella edificata da Sisto V (1585-1590). La cappella terminata nella strutta nel 1611 fu completata nella sua parte decorativa nel 1616. Sempre sulla destra, inoltre, si notano le prime costruzioni assenti nella prima edizione di Van Aelst del 1589.

L'Obelisco Lateranense (piazza San Giovanni in Laterano) fu portato a Roma per volere dell'imperatore Costanzo II nel 357 ed eretto sulla spina del Circo Massimo, dove già si trovava l'obelisco Flaminio. Venne ritrovato in tre pezzi nel 1587 e eretto nel 1588, non di fronte al prospetto della basilica, ma in corrispondenza della Loggia delle benedizioni lateranense, punto finale del segmento viario costituito dalla via Merulana - aperta appunto da Sisto V - in continuità prospettica con la basilica di Santa Maria Maggiore. Questo secondo stato della lastra vede l’aggiunta sulla destra dei lavori promulgati da Papa Innocenzo X, che decise il radicale rinnovo della basilica, affidandone l'opera al Borromini. Il progetto era ambizioso e si protrasse a lungo.

L'Obelisco Flaminio (piazza del Popolo) venne portato a Roma nel 10 da Augusto e collocato sulla spina del Circo Massimo. Fu ritrovato nel 1587 ed eretto ad opera di Domenico Fontana, nel 1589. Questo secondo stato vede la lastra emendata con le modifiche alla chiesa di Santa Maria del Popolo ordinate da papa Alessandro VII (Chigi), che – tra il 1655 e il 1660 – fece restaurare la chiesa dandole un aspetto più “attuale”; per questo incaricò Gian Lorenzo Bernini, che le donò la chiara impronta barocca che si può ammirare ancora oggi.

Magnifiche prove, impresse su carta vergata coeva, con ampi margini, consueta piega centrale orizzontale, in ottimo stato di conservazione.

Bibliografia

C. Marigliani, Lo splendore di Roma nell’Arte incisoria del Cinquecento, pp. 151-173, IV, nn. 7, 9, 10, 27, 28; Le Blanc C., Manuel De L'amateur D'estampes, p. 509, n. 8; Nagler G.K., Die Monogrammisten, V, p. 413, n. 27; C. D’onofrio, 1965, P. 160; C. Witcombe, 2008, Pp. 362, 364, 367. A. Grelle Iusco, 1996, p. 172.

Giovanni Ambrogio BRAMBILLA (1575-90)

Pittore e incisore Milanese. Dal 14 Gennaio 1575 risulta residente a Roma. Nel 1579 venne candidato come membro della Congregazione dei Virtuosi del Pantheon, cui venne ammesso il 14 Giugno 1579. Un’epigrafe del 6 Novembre 1584 lo definisce “Ambrosius Brambilla madiolanensis picture in Urbe”. Le sue incisioni sono nel catalogo di Vaccari del 1614, compresi i soggetti devozionali, i ritratti e i quadri di costume (giochi da tavolo, eventi eccezionali, cerimonie e carte topografiche). Lavorò tra gli altri per Panzera, Van Aelst e Claudio Duchetti.

Giovanni Ambrogio BRAMBILLA (1575-90)

Pittore e incisore Milanese. Dal 14 Gennaio 1575 risulta residente a Roma. Nel 1579 venne candidato come membro della Congregazione dei Virtuosi del Pantheon, cui venne ammesso il 14 Giugno 1579. Un’epigrafe del 6 Novembre 1584 lo definisce “Ambrosius Brambilla madiolanensis picture in Urbe”. Le sue incisioni sono nel catalogo di Vaccari del 1614, compresi i soggetti devozionali, i ritratti e i quadri di costume (giochi da tavolo, eventi eccezionali, cerimonie e carte topografiche). Lavorò tra gli altri per Panzera, Van Aelst e Claudio Duchetti.