| Riferimento: | s35936 |
| Autore | Giuseppe VASI |
| Anno: | 1761 |
| Zona: | Palazzo Borromeo o Palazzina di Pio IV |
| Luogo di Stampa: | Roma |
| Misure: | 340 x 215 mm |
| Riferimento: | s35936 |
| Autore | Giuseppe VASI |
| Anno: | 1761 |
| Zona: | Palazzo Borromeo o Palazzina di Pio IV |
| Luogo di Stampa: | Roma |
| Misure: | 340 x 215 mm |
In questa incisione Giuseppe Vasi denomina “Casino della Vigna di Papa Giulio III” l’edificio che oggi viene comunemente chiamato Palazzina di Pio IV (parte sinistra dell’incisione), mentre l’edificio sullo sfondo è noto come Villa Giulia, dal nome di papa Giulio III, per il quale l’intero complesso fu progettato. La villa disponeva di un molo sul fiume Tevere, dove il Papa e il suo seguito sbarcavano quando raggiungevano il sito in barca dal Vaticano (oggi scomparso); l’accesso via terra lungo la Via Flaminia, nei pressi del Tempio di S. Andrea, una cappella costruita dal Papa, era segnalato da una fontana che fu incorporata nella Palazzina di Pio IV, da dove un viale conduceva a Villa Giulia, l’edificio principale. La Villa oggi è celebre a livello internazionale in quanto sede del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
L'edificio sulla sinistra è oggi noto come Palazzo Borromeo ed è perfettamente conservato. Dal 1929 ospita la sede ufficiale dell'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede. La facciata rinascimentale progettata da Pirro Ligorio è visibile ancora oggi all'incrocio tra la via Flaminia e via delle Belle Arti. La fontana si trova ancora addossata all'angolo smussato di Palazzo Borromeo. Tuttavia, il suo aspetto è molto più spoglio e scarno rispetto alla fastosa scenografia del Settecento. L'abbeveratoio, a destra, conosciuto come l'Arcosolio di Benedetto XIV, ha subito il cambiamento più drastico. Per fare spazio al moderno allargamento di via Flaminia e ai binari del tram, la struttura è stata smantellata e rimontata a ridosso del muraglione retrostante, perdendo la sua originaria funzione di sosta per gli animali.
Veduta tratta dalla monumentale opera Delle magnificenze di Roma antica e moderna.
Pubblicata in 10 volumi dal 1747 al 1761, l’opera presenta 238 incisioni in rame, ciascuna incisione con testo narrativo che fornisce informazioni storiche e documentarie.
Conosciuto dai più semplicemente come il "maestro" di Giovanni Battista Piranesi, Giuseppe Vasi rivela in quest'opera monumentale la pienezza della sua creatività grafica.
I 10 libri che la compongono hanno ognuno un frontespizio con titolo e data diversi: Libro primo che contiene le porte e mura; Libro secondo, che contiene le piazze principali di Roma con obelischi, colonne, ed altri ornamenti; Libro terzo, che contiene le basiliche e chiese antiche di Roma; Libro quarto che contiene i palazzi e le vie più celebri; Libro quinto che contiene i ponti e gli edifizj sul Libro sesto che contiene la chiese parrocchiali; Libro settimo che contiene i conventi e case dei chierici regolari; Libro ottavo che contiene i monasteri e conservatorj di donne; Libro nono che contiene i collegj, spedali, e luoghi pii; decimo che contiene le ville e giardini più rimarchevoli.
Le Magnificenze forniscono un panorama completo e al tempo stesso anticonvenzionale dell'Urbe: così, insieme alle consuete, celeberrime inquadrature desunte dalla migliore tradizione vedutistica, si trova anche una Roma insolita, quella che, talvolta, non esiste più. A quest'opera, di centrale importanza nell'editoria romana di metà Settecento, l'Autore aveva lavorato per quasi un ventennio realizzando una monumentale guida dell'Urbe dove accanto alle consuete e celeberrime inquadrature tratte dalla migliore tradizione vedutistica, immortala anche scorci insoliti che sono poi scomparsi con il cambiare della città. Il testo che accompagna le vedute nel primo volume è opera di Giuseppe Bianchini, nel secondo di Orazio Orlandi e nei restanti del Vasi stesso.
A partire dall'edizione del 1786, l'opera del Vasi, fu aggiornata dal figlio Mariano, che la pubblicò col titolo Raccolta delle più belle vedute antiche, e moderne di Roma, mostrando solo il nome del padre come autore. Questa nuova edizione presentava molte tavole della prima edizione, ed alcune nuove. Anche la pubblicazione di Mariano Vasi fu stampata più volte, sempre con l’aggiunta di nuove tavole.
Veduta tratta dalla prima edizione della monumentale opera.
La presente tavola è la num. 186 del X volume.
Palazzina di Pio IV sorge in quella che era la cosiddetta "vigna vecchia". Tale vigna, come allora venivano chiamate le ville, insieme alla vigna del porto e alla vigna Del Monte costituivano la residenza estiva di papa Giulio III. Sull'area delle tre vigne sorgono attualmente oltre che il palazzo Borromeo anche villa Giulia e villa Poniatowski. Nel 1557 papa Paolo IV Carafa rivendicò la proprietà delle vigne alla Santa Sede (perché acquistate con i mezzi della Chiesa). Oggi il palazzo è sede dell'Ambasciata iitaliana presso la Santa Sede.
Acquaforte, stampata su carta vergata coeva, completa dei margini, in ottimo stato di conservazione.
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Scalabroni 289
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Giuseppe VASI (Corleone, 27 Agosto 1710 - Roma, 16 Aprile 1782)
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Pittore e incisore italiano. Dopo aver completato gli studi classici, si dedicò all’arte della stampa a Palermo, probabilmente studiando presso il Collegio Carolino, fondato dai Gesuiti nel 1728, e nel quale Francesco Ciché (prima del 1707; Palermo, 1742) insegnava. Vasi era già un incisore famoso quando, nel 1736, contribuì ad illustrare La reggia in trionfo di Pietro La Placa, in cui si descrivevano le feste celebratesi a Palermo per l’incoronazione di Carlo III di Napoli (futuro Carlo III di Spagna). Lo stesso anno, Vasi si trasferì a Roma dove, in quanto proveniente dal regno di Napoli, gli venne subito offerta la protezione dell’Ambasciatore, il Cardinal Troiano Aquaviva d’Aragona (1694 - 1747). A Roma incontrò altri artisti che lavoravano per lo stesso mecenate: Sebastiano Conca, Luigi Vanvitelli e Ferdinando Fuga. È su questo sfondo che l’opera romana di Vasi, durante la sua permanenza al Palazzo Farnese, dovrebbe essere considerata: il suo monopolio come incisore dei documenti romani del monarca, le lastre per i festival della “Chinea” e gli archi trionfali eretti di fronte ai giardini del Palatino in occasione della temporale sovranità su Roma.
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Scalabroni 289
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Giuseppe VASI (Corleone, 27 Agosto 1710 - Roma, 16 Aprile 1782)
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Pittore e incisore italiano. Dopo aver completato gli studi classici, si dedicò all’arte della stampa a Palermo, probabilmente studiando presso il Collegio Carolino, fondato dai Gesuiti nel 1728, e nel quale Francesco Ciché (prima del 1707; Palermo, 1742) insegnava. Vasi era già un incisore famoso quando, nel 1736, contribuì ad illustrare La reggia in trionfo di Pietro La Placa, in cui si descrivevano le feste celebratesi a Palermo per l’incoronazione di Carlo III di Napoli (futuro Carlo III di Spagna). Lo stesso anno, Vasi si trasferì a Roma dove, in quanto proveniente dal regno di Napoli, gli venne subito offerta la protezione dell’Ambasciatore, il Cardinal Troiano Aquaviva d’Aragona (1694 - 1747). A Roma incontrò altri artisti che lavoravano per lo stesso mecenate: Sebastiano Conca, Luigi Vanvitelli e Ferdinando Fuga. È su questo sfondo che l’opera romana di Vasi, durante la sua permanenza al Palazzo Farnese, dovrebbe essere considerata: il suo monopolio come incisore dei documenti romani del monarca, le lastre per i festival della “Chinea” e gli archi trionfali eretti di fronte ai giardini del Palatino in occasione della temporale sovranità su Roma.
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