| Riferimento: | S42733.32 |
| Autore | Eugenio Interguglielmi |
| Anno: | 1885 ca. |
| Misure: | 260 x 205 mm |
| Riferimento: | S42733.32 |
| Autore | Eugenio Interguglielmi |
| Anno: | 1885 ca. |
| Misure: | 260 x 205 mm |
Albumina su carta, acquarellata e applicata su supporto coevo, circa 1885/90. L'immagine riporta in basso la dicitura dello storico studio fotografico di Giuseppe Incorpora (Palermo), sebbene la ripresa originale sia stata storicamente attribuita a un altro grande maestro della fotografia siciliana dell'Ottocento, Eugenio Interguglielmi (1850-1911) [cfr. Eugenio Interguglielmi Fotografo di usi, costumi di scene di vita in Sicilia, di Giovanni Fanelli – 2019 – p. 33].
Mostra un tradizionale carretto siciliano affollato e trainato da un mulo; questo specifico scatto è una stampa all'albumina poi acquarellata a mano per risaltare i tipici colori accesi del folklore dell'isola. Le ruote e le fiancate del carro presentano le classiche decorazioni geometriche e narrative siciliane, accompagnate dalle sgargianti bardature piumate e rosse sul capo e sul dorso dell'animale.
Eugenio Interguglielmi (Palermo, 26 febbraio 1850 – Palermo, 1911) è stato un fotografo italiano, allievo di Giuseppe Incorpora e dallo zio Stefano Bugliarelli che fu senz'altro il primo ad aprire uno studio stabile in città fin dal 1842. Intergluglielmi fu chiamato il "ritrattista della Belle Epoque" palermitana per i nomi prestigiosi della nobiltà e dell'alta borghesia che si facevano ritrarre nella sua bottega. Perfino Sua Altezza Imperiale, il gran duca di Russia Costantino Costantinovich, e il duca imperiale Vladimir Aleksandrovič Romanov, furono suoi clienti. Il figlio Eugenio jr. (1876-1948) fu ben presto associato allo studio del padre che nel 1900 si trasferì vicino a quello degli Incorpora. In questa nuova sede, gli Intergugliemi aprirono ben tre loggiati e nelle varie esposizioni alle quali presero parte ricevettero premi e medaglie, nonché il titolo di Fotografi della Real Casa. Il padre Eugenio non si dedicò soltanto al ritratto ma si interessò anche alle feste popolari, alle vedute della campagna siciliana, ai monumenti e ai costumi. In effetti, il suo interesse per la parte documentaria risultò assai importante e si mostrò nella sua complessità in particolare verso i monumenti e le opere d'arte tant'è vero che fu l'unico siciliano a prendere parte all'Esposizione Nazionale di Palermo del 1891-1892, insieme ad Incorpora e a Seffer. Occasione che gli consentirà di entrare in contatto con gli Alinari ed altri grandi fotografi dell'epoca. Espose vedute di monumenti siciliani, realizzati appositamente per l'Esposizione, che l'editore Fratelli Treves pubblicò nel loro periodico edito appositamente per la mostra.
Giuseppe Incorpora senior (Palermo, 18 settembre 1834 – Palermo, 14 agosto 1914) è stato un fotografo italiano. Il re Umberto I d'Italia lo nominò Cavaliere del Regno, dandogli anche il titolo di "fotografo della Real Casa". Nato a Palermo nel 1834 nel quartiere Tribunali, senza padre, fu allevato dalla madre che, assieme alle due sorelle nubili e agiate, ne curò l'educazione e l'istruzione, affidandolo a un ajo religioso di origine francese. Il suo estro speculativo, il fascino che su di lui esercitava la nuova tecnica di dipingere con la luce e la sua perfetta conoscenza del francese. lo misero presto in contatto con i primi fotografi itineranti che dalla natia Francia, si spingevano e spesso si fermavano in Sicilia. Ebbe certi e proficui contatti con Laisné e Gustave Emile Chauffourier e da loro apprese i rudimenti della nuova tecnologia. Già nel 1859 fotografava per diletto e per curiosità. Nel 1859 conobbe Eugène Sevaistre, altro fotografo itinerante fermatosi a Palermo e maestro nella produzione di stereogrammi. Sevaistre fu l'autore delle riprese effettuate a Palermo fra fine maggio e i primi di giugno del 1860, allorché Palermo insorse contro i Borboni e accolse entusiasticamente Giuseppe Garibaldi che con i suoi Mille e i ‘picciotti’ della provincia di Trapani e di Palermo, aveva raggiunto la capitale dell'isola. Giuseppe Incorpora e Eugène Sevaistre ebbero certamente un sodalizio nella produzione in serie delle vedute stereoscopiche scattate durante i moti di fine maggio, fotogrammi che rappresentano un documento straordinario sia degli avvenimenti che riproducono che della tecnica di ripresa fuori studio, poi classificata e definita reportage. Visitò e ritrasse Garibaldi, sia nel suo alloggio su Porta Nuova, come documenta la foto autografa marcata G. Incorpora ancora posseduta dalla famiglia, che in studio, nel giugno 1860. Nello stesso anno aveva attrezzato infatti un nuovo atelier in via Montesanto, trasferendosi poi in via Butera, in uno dei palazzi dei Trabia, e poi ancora, apertasi la Strada Nuova verso i Colli, con l'addizione extra moenia del Regalmici, a porta Maqueda, nel palazzo Tagliavia. In questo lungo periodo, l'attività fotografica di Giuseppe Incorpora fu conosciuta in tutta l'Europa, avendo egli esposto da Dublino a Vienna, da Parigi a Torino, allora capitale del Regno d'Italia. Premiatissimo e apprezzato ovunque, strinse rapporti con i più importanti fotografi d'Europa, divenne amico dei fratelli Lumière a Parigi, fotografò re e principi ereditari. Tra i clienti più illustri il Kaiser Guglielmo II di Germania, Donna Franca Florio, il re Edoardo VII del Regno Unito e Alessandra di Danimarca; ancora, nobili come il barone Luigi Tulumello e molti altri ancora. Il re Umberto e la regina Margherita, tanto soddisfatti delle foto eseguite aggiunsero alla parcella un prezioso fermacravatte in smalto azzurro e oro con una U in brillanti e a conferirgli, nel novembre 1880, il brevetto reale, autorizzandolo a innalzare lo stemma reale sull'insegna dello studio. Nella stessa data Giuseppe fu nominato Cavaliere del Regno per meriti artistici. Socio effettivo, dalla fondazione della celebre Società Fotografica Italiana, a Firenze, effettuò interessanti comunicazioni tecniche, fu nominato Commendatore dell'Ordine londinese della Minerva, Cavaliere dell'Ordine dell'Iftikar dal Bey di Tunisi nel 1881 e Giurì d'onore all'Esposizione Nazionale del 1891 a Palermo. Nel 1907 ricevette l'ambita visita di Auguste Lumière che gli portò alcune lastre sensibilizzate per il colore con il celebre processo autochrome. Il figlio Francesco, al quale aveva ceduto il suo posto nell'azienda, sorretto dall'esperienza di Lumière, le impressionò con le immagini dei genitori. Si spense il 14 agosto 1914. Collaborò con Eugenio Interguglielmi e i due furono i primi fotografi del capoluogo siciliano. Entrambi furono premiati all'Esposizione di Palermo nel 1891-92, dove fu premiato anche Enrico Seffer, che insieme ai due componeva i tre fotografi palermitani più noti di fine secolo. Tra i soggetti fotografati da Incorpora vi sono Giuseppe Garibaldi, Umberto I e Margherita di Savoia, La sua attività fu portata avanti dai figli Francesco e Giovanni dal nipote Giuseppe Jr.
Eugenio Interguglielmi (Palermo 1850 - 1911)
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Eugenio Interguglielmi (Palermo, 26 febbraio 1850 – Palermo, 1911) è stato un fotografo italiano, discendente del pittore e decoratore Elia Interguglielmi, nonché la sua famiglia era già nota nel 1700 per aver dato i natali a scultori, pittori ed architetti. Iniziò a fotografare nel 1863 a Palermo, imparando da Giuseppe Incorpora e dallo zio Stefano Bugliarelli che fu senz'altro il primo ad aprire uno studio stabile in città fin dal 1842, anche se disponiamo ben poche informazioni. Fu lo zio stesso che, dopo qualche tempo, una volta che ebbe maturato l'apprendistato, finanziò l'apertura di uno studio ad Eugenio nel centro di Palermo, in Via Vittorio Emanuele vicino a quello dello zio. I risultati e i guadagni cominciarono ad affluire tanto che Intergluglielmi fu chiamato il "ritrattista della Belle Epoque" palermitana per i nomi prestigiosi della nobiltà e dell'alta borghesia che si facevano ritrarre nella sua bottega. Perfino Sua Altezza Imperiale, il gran duca di Russia Costantino Costantinovich, e il duca imperiale Vladimir Aleksandrovič Romanov, furono suoi clienti. Il figlio Eugenio jr. (1876-1948) fu ben presto associato allo studio del padre che nel 1900 si trasferì vicino a quello degli Incorpora. In questa nuova sede, gli Intergugliemi aprirono ben tre loggiati e nelle varie esposizioni alle quali presero parte ricevettero premi e medaglie, nonché il titolo di Fotografi della Real Casa. Il padre Eugenio non si dedicò soltanto al ritratto ma si interessò anche alle feste popolari, alle vedute della campagna siciliana, ai monumenti e ai costumi. In effetti, il suo interesse per la parte documentaria risultò assai importante e si mostrò nella sua complessità in particolare verso i monumenti e le opere d'arte tant'è vero che fu l'unico siciliano a prendere parte all'Esposizione Nazionale di Palermo del 1891-1892, insieme ad Incorpora e a Seffer. Occasione che gli consentirà di entrare in contatto con gli Alinari ed altri grandi fotografi dell'epoca. Espose vedute di monumenti siciliani, realizzati appositamente per l'Esposizione, che l'editore Fratelli Treves pubblicò nel loro periodico edito appositamente per la mostra. Lo studioso Michele Di Dio ha rilevato come, partendo proprio da quell'esposizione, sia testimoniato l'interesse per la nascente architettura industriale tanto che Interguglielmi associò al proprio studio il fotografo palermitano Benedetto Bronzetti (1870-1944), specializzato soprattutto in questo genere di riprese. La figlia Celestina (1880-1957) sposò il Bronzetti e dal matrimonio nacque Eugenio Bronzetti (1906-1997), altro fotografo degno di nota della fotografia siciliana. Dopo la morte di Eugenio nel 1911 (alcuni testi riportano la data del 1909), l'attività passò al figlio Eugenio jr. che, oltre alla ritrattistica, si dedicò anche alle vedute della città e dei dintorni, incrementandone l'attività, ma vide anche distrutti i loggiati a causa dei bombardamenti alleati del 1943 e gran parte dell'archivio storico degli Interguglielmi. Dopo Eugenio jr, lo studio fu preso in mano dal figlio Roberto (1912-1999) che ha cessato l'attività nel 1981. Dopo la morte di Roberto l'attività è stata ripresa da uno degli eredi, Cristiano Mattina, figlio della figlia Maria Concetta che si è assunto l'onere della conservazione dei materiali rimasti.
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Eugenio Interguglielmi (Palermo 1850 - 1911)
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Eugenio Interguglielmi (Palermo, 26 febbraio 1850 – Palermo, 1911) è stato un fotografo italiano, discendente del pittore e decoratore Elia Interguglielmi, nonché la sua famiglia era già nota nel 1700 per aver dato i natali a scultori, pittori ed architetti. Iniziò a fotografare nel 1863 a Palermo, imparando da Giuseppe Incorpora e dallo zio Stefano Bugliarelli che fu senz'altro il primo ad aprire uno studio stabile in città fin dal 1842, anche se disponiamo ben poche informazioni. Fu lo zio stesso che, dopo qualche tempo, una volta che ebbe maturato l'apprendistato, finanziò l'apertura di uno studio ad Eugenio nel centro di Palermo, in Via Vittorio Emanuele vicino a quello dello zio. I risultati e i guadagni cominciarono ad affluire tanto che Intergluglielmi fu chiamato il "ritrattista della Belle Epoque" palermitana per i nomi prestigiosi della nobiltà e dell'alta borghesia che si facevano ritrarre nella sua bottega. Perfino Sua Altezza Imperiale, il gran duca di Russia Costantino Costantinovich, e il duca imperiale Vladimir Aleksandrovič Romanov, furono suoi clienti. Il figlio Eugenio jr. (1876-1948) fu ben presto associato allo studio del padre che nel 1900 si trasferì vicino a quello degli Incorpora. In questa nuova sede, gli Intergugliemi aprirono ben tre loggiati e nelle varie esposizioni alle quali presero parte ricevettero premi e medaglie, nonché il titolo di Fotografi della Real Casa. Il padre Eugenio non si dedicò soltanto al ritratto ma si interessò anche alle feste popolari, alle vedute della campagna siciliana, ai monumenti e ai costumi. In effetti, il suo interesse per la parte documentaria risultò assai importante e si mostrò nella sua complessità in particolare verso i monumenti e le opere d'arte tant'è vero che fu l'unico siciliano a prendere parte all'Esposizione Nazionale di Palermo del 1891-1892, insieme ad Incorpora e a Seffer. Occasione che gli consentirà di entrare in contatto con gli Alinari ed altri grandi fotografi dell'epoca. Espose vedute di monumenti siciliani, realizzati appositamente per l'Esposizione, che l'editore Fratelli Treves pubblicò nel loro periodico edito appositamente per la mostra. Lo studioso Michele Di Dio ha rilevato come, partendo proprio da quell'esposizione, sia testimoniato l'interesse per la nascente architettura industriale tanto che Interguglielmi associò al proprio studio il fotografo palermitano Benedetto Bronzetti (1870-1944), specializzato soprattutto in questo genere di riprese. La figlia Celestina (1880-1957) sposò il Bronzetti e dal matrimonio nacque Eugenio Bronzetti (1906-1997), altro fotografo degno di nota della fotografia siciliana. Dopo la morte di Eugenio nel 1911 (alcuni testi riportano la data del 1909), l'attività passò al figlio Eugenio jr. che, oltre alla ritrattistica, si dedicò anche alle vedute della città e dei dintorni, incrementandone l'attività, ma vide anche distrutti i loggiati a causa dei bombardamenti alleati del 1943 e gran parte dell'archivio storico degli Interguglielmi. Dopo Eugenio jr, lo studio fu preso in mano dal figlio Roberto (1912-1999) che ha cessato l'attività nel 1981. Dopo la morte di Roberto l'attività è stata ripresa da uno degli eredi, Cristiano Mattina, figlio della figlia Maria Concetta che si è assunto l'onere della conservazione dei materiali rimasti.
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