Roma - Basilica di S. Pietro con obelisco, fontana, parte del colonnato del Bernini e Palazzo Vaticano

Riferimento: S43733.24
Autore Giacomo Brogi
Anno: 1870 ca.
Misure: 247 x 195 mm
150,00 €

Riferimento: S43733.24
Autore Giacomo Brogi
Anno: 1870 ca.
Misure: 247 x 195 mm
150,00 €

Descrizione

Albumina su carta, applicata su supporto coevo, circa 1870/75 circa. Priva di firma, la fotografia riporta il numero di serie: n. 6471 seguito dall’iscrizione "ROMA - Basilica di S. Pietro con obelisco, fontana, parte del colonnato Bernini, e Palazzo Vaticano". L'inquadratura, definita nei registri d'epoca come veduta panoramica presa dall'alto, fa parte della ricca campagna fotografica che la ditta Brogi di Firenze ha dedicato alla città di Roma e ai suoi principali monumenti sacri a partire dagli anni '70 dell'Ottocento. Molti dei negativi originali e dei cataloghi commerciali della ditta Brogi sono confluiti all'inizio del Novecento proprio nell'Archivio Alinari, motivo per cui i due riferimenti storici sono strettamente legati

Questa celebre veduta venne immortalata dal fotografo fiorentino Giacomo Brogi durante le sue estese campagne documentarie nello Stato Pontificio e nella neonata capitale d'Italia. L'inquadratura zenitale, catturata da una posizione sopraelevata sul lato della scomparsa Spina di Borgo, valorizza l'impianto architettonico del Bernini e la maestosità della facciata del Maderno prima delle radicali trasformazioni urbanistiche del Novecento. I dettagli nitidi mostrano carrozze d'epoca e passanti che attraversano l'immenso piazzale.

Giacomo Brogi (Firenze, 6 aprile 1822 – Firenze, 29 novembre 1881) iniziò la sua attività lavorativa di fotografo nel 1856 circa, fondando una propria ditta attorno al 1864: "Edizioni Brogi Firenze", specializzata in ritrattistica e successivamente in fotografie di opere d'arte, in particolare nella riproduzione della scultura e nelle panoramiche. Eseguì diverse campagne fotografiche nelle regioni italiane e ne organizzò una importante in Medio Oriente, in particolar modo fotografando i Luoghi Santi, venendo insignito per questo ultimo lavoro di medaglia d'argento dal Papa Pio IX. La Ditta Brogi partecipò nel 1873 all'esposizione di Vienna, nel 1881 a quella di Milano e nel 1889 partecipò all'Esposizione Universale di Firenze esponendo opere fuori concorso a puro titolo di patrocinio. Alla sua morte la gestione dell'attività passò al figlio Carlo (1850-1925), uno dei promotori della Società Fotografica Italiana e che si distinse nella lotta per la difesa dei diritti della categoria dei fotografi mentre l'altro figlio, Alfredo, prese in mano l'amministrazione. La ditta cessò nel 1950 circa e pochi anni dopo il patrimonio Brogi entrò a far parte dell'Archivio Alinari.

Giacomo Brogi (Firenze 1822 -1881)

Giacomo Brogi (Firenze, 6 aprile 1822 – Firenze, 29 novembre 1881) è stato un fotografo italiano. All'età di 11 anni iniziò a lavorare presso l'editore Batelli e frequentò la scuola d'incisione del Perfetti. Successivamente, nel 1846, anno del matrimonio con Enrichetta Baldelli, passò a lavorare con il calcografo Achille Paris come ritoccatore. Iniziò la sua attività lavorativa di fotografo nel 1856 circa, fondando una propria ditta attorno al 1864: "Edizioni Brogi Firenze", specializzata in ritrattistica e successivamente in fotografie di opere d'arte, in particolare nella riproduzione della scultura e nelle panoramiche. Eseguì diverse campagne fotografiche nelle regioni italiane e ne organizzò una importante in Medio Oriente, in particolar modo fotografando i Luoghi Santi, venendo insignito per questo ultimo lavoro di medaglia d'argento dal Papa Pio IX. La Ditta Brogi partecipò nel 1873 all'esposizione di Vienna, nel 1881 a quella di Milano e nel 1889 partecipò all'Esposizione Universale di Firenze esponendo opere fuori concorso a puro titolo di patrocinio. Alla sua morte la gestione dell'attività passò al figlio Carlo (1850-1925), uno dei promotori della Società Fotografica Italiana e che si distinse nella lotta per la difesa dei diritti della categoria dei fotografi mentre l'altro figlio, Alfredo, prese in mano l'amministrazione. Con la morte di Carlo, l'eredità passo alla figlia Eugenia e al marito Laurati che morì l'anno seguente nel 1926. Del periodo che segue si hanno notizie abbastanza scarse, sappiamo che nel 1940, il figlio Giorgio Laurati cercò di rilanciare lo Stabilimento fotografico grazie anche all'opera di Gino Malenotti, all'epoca noto per la sua capacità di fotografare le statue, anche grazie allo studioso ungherese Jenō Làny per il suo lavoro sulle opere di Donatello che si avvalse delle immagini di Malenotti. La ditta cessò nel 1950 circa e pochi anni dopo il patrimonio Brogi entrò a far parte dell'Archivio Alinari.

Giacomo Brogi (Firenze 1822 -1881)

Giacomo Brogi (Firenze, 6 aprile 1822 – Firenze, 29 novembre 1881) è stato un fotografo italiano. All'età di 11 anni iniziò a lavorare presso l'editore Batelli e frequentò la scuola d'incisione del Perfetti. Successivamente, nel 1846, anno del matrimonio con Enrichetta Baldelli, passò a lavorare con il calcografo Achille Paris come ritoccatore. Iniziò la sua attività lavorativa di fotografo nel 1856 circa, fondando una propria ditta attorno al 1864: "Edizioni Brogi Firenze", specializzata in ritrattistica e successivamente in fotografie di opere d'arte, in particolare nella riproduzione della scultura e nelle panoramiche. Eseguì diverse campagne fotografiche nelle regioni italiane e ne organizzò una importante in Medio Oriente, in particolar modo fotografando i Luoghi Santi, venendo insignito per questo ultimo lavoro di medaglia d'argento dal Papa Pio IX. La Ditta Brogi partecipò nel 1873 all'esposizione di Vienna, nel 1881 a quella di Milano e nel 1889 partecipò all'Esposizione Universale di Firenze esponendo opere fuori concorso a puro titolo di patrocinio. Alla sua morte la gestione dell'attività passò al figlio Carlo (1850-1925), uno dei promotori della Società Fotografica Italiana e che si distinse nella lotta per la difesa dei diritti della categoria dei fotografi mentre l'altro figlio, Alfredo, prese in mano l'amministrazione. Con la morte di Carlo, l'eredità passo alla figlia Eugenia e al marito Laurati che morì l'anno seguente nel 1926. Del periodo che segue si hanno notizie abbastanza scarse, sappiamo che nel 1940, il figlio Giorgio Laurati cercò di rilanciare lo Stabilimento fotografico grazie anche all'opera di Gino Malenotti, all'epoca noto per la sua capacità di fotografare le statue, anche grazie allo studioso ungherese Jenō Làny per il suo lavoro sulle opere di Donatello che si avvalse delle immagini di Malenotti. La ditta cessò nel 1950 circa e pochi anni dopo il patrimonio Brogi entrò a far parte dell'Archivio Alinari.