Venise - La tour de l'Horloge construite en 1496

  • New
Riferimento: S30363.11
Autore Carlo PONTI
Anno: 1870 ca.
Zona: Venezia
Misure: 380 x 290 mm
150,00 €

  • New
Riferimento: S30363.11
Autore Carlo PONTI
Anno: 1870 ca.
Zona: Venezia
Misure: 380 x 290 mm
150,00 €

Descrizione

Albumina su carta, applicata su supporto coevo, circa 1870/75 circa.

Fotografia raffigurante la Torre dell'Orologio in Piazza San Marco a Venezia, affiancata dalle Procuratie Vecchie.

Carlo Ponti, (1820 – 1893), è stato un fotografo e ottico "nativo di Milano ma suddito Svizzero". Si stabilisce a Parigi, dove rimase per otto anni per formarsi come ottico presso le officine ottiche Cauchoix, licenziatario del brevetto Daguerre, quindi si trasferisce a Venezia. Nella città lagunare apre un atelier di ottica e fotografia. Tra il 1854 e il 1875 documentò tutta l'Italia settentrionale, senza dimenticare Roma, curando e pubblicando sia le proprie immagini che quelle di altri fotografi, tra le quali quelle di un fotografo assai famoso all'epoca a Venezia: Carlo Naya. Nel 1855 pubblica il catalogo di vedute fotografiche di Venezia: 160 immagini, ciascuna con la propria didascalia, tutte introdotte da un testo che ne ripercorreva le vicende architettoniche. Nello stesso anno prende parte all'Esposizione universale di Parigi, venendo premiato. Nel 1852 apre due negozi in Riva degli Schiavoni, diretti dal fratello Giuseppe, e nel 1863 quello di Piazza San Marco. In questo negozio abitualmente vende fotografie anche di altri fotografi veneziani usando spesso il marchio della sua ditta. Nel 1862 ottiene un grande successo all'Grande esposizione di Londra con un nuovo visore per le stampe fotografiche di sua invenzione: l'aletoscopio. In seguito, inventa anche nuovi obiettivi per la macchina fotografica e il megaletoscopio, un apparecchio per creare effetti che simulavano il giorno e la notte come nel diorama. Nel 1866, primo a Venezia, può fregiarsi del titolo di fotografo di sua Maestà il Re d'Italia.

Carlo PONTI (Milano ? 1820 - Venezia 1893)

Carlo Ponti, nato Carlo Antonio Daniele Ponti (Sagno, 6 novembre 1820 – Venezia, 16 novembre 1893), è stato un fotografo e ottico svizzero. Figlio di Antonio e di Marianna Nobile, nacque a Sagno, divenuto in seguito una frazione del comune di Breggia. La data di nascita del 1820 è quella riportata dal Dizionario Storico della Svizzera, mentre altre fonti collocano la nascita di Ponti tra il 1821 e il 1824. Un più recente studio afferma che Ponti sia nato a Milano il 7 novembre 1820, secondo quanto riportato nel registro dei matrimoni della Chiesa di San Zaccaria di Venezia nel 1863 in occasione del secondo matrimonio, redatto dal parroco, Giambattista Domeneghini e verificato nei registri parrocchiali della chiesa di Santa Maria del Carmine a Milano che riportano l'atto di nascita e di battesimo. Certa è la notizia che i genitori fossero svizzeri ed il padre esercitasse la professione di pittore. Peraltro, il Foglio di Famiglia austriaco/veneziano redatto dall'interessato stesso negli anni 1850, 1857 e 1869, riporta la dicitura "Nativo di Milano ma suddito Svizzero" (iure sangunis). Si stabilisce a Parigi, dove rimase per otto anni per formarsi come ottico presso le officine ottiche Cauchoix, licenziatario del brevetto Daguerre, quindi si trasferisce a Venezia. Nella città lagunare apre un atelier di ottica e fotografia. A quanto è dato sapere, nel 1857 sposa Isabella Maria Spinelli, figlia di Donato, ma il matrimonio non dura a lungo per la morte della moglie avvenuta a Sagno il 17 gennaio 1861. Due anni dopo, il 24 gennaio 1863 sposa la veneziana Elena Maria Angelina Radonovich, di circa vent'anni più giovane, testimone il fotografo Ferdinando Callegari. Non trascura il suo lavoro dato che tra il 1854 e il 1875 documentò tutta l'Italia settentrionale, senza dimenticare Roma, curando e pubblicando sia le proprie immagini che quelle di altri fotografi, tra le quali quelle di un fotografo assai famoso all'epoca a Venezia: Carlo Naya. Nel 1855 pubblica il catalogo di vedute fotografiche di Venezia: 160 immagini, ciascuna con la propria didascalia, tutte introdotte da un testo che ne ripercorreva le vicende architettoniche. Nello stesso anno prende parte all'Esposizione universale di Parigi, venendo premiato. Nel 1852 apre due negozi in Riva degli Schiavoni, diretti dal fratello Giuseppe, e nel 1863 quello di Piazza San Marco. In questo negozio abitualmente vende fotografie anche di altri fotografi veneziani usando spesso il marchio della sua ditta. Nel 1862 ottiene un grande successo all'Grande esposizione di Londra con un nuovo visore per le stampe fotografiche di sua invenzione: l'aletoscopio. In seguito, inventa anche nuovi obiettivi per la macchina fotografica e il megaletoscopio, un apparecchio per creare effetti che simulavano il giorno e la notte come nel diorama. Nel 1866, primo a Venezia, può fregiarsi del titolo di fotografo di sua Maestà il Re d'Italia. Muore all'Ospedale Civile di Venezia il 16 novembre, cieco e semi dimenticato. La stampa cittadina non riporta la data del funerale e le sue spoglie, prima sepolte in un campo comune, finiranno poi nell'ossario del Cimitero di San Michele a Venezia.

Carlo PONTI (Milano ? 1820 - Venezia 1893)

Carlo Ponti, nato Carlo Antonio Daniele Ponti (Sagno, 6 novembre 1820 – Venezia, 16 novembre 1893), è stato un fotografo e ottico svizzero. Figlio di Antonio e di Marianna Nobile, nacque a Sagno, divenuto in seguito una frazione del comune di Breggia. La data di nascita del 1820 è quella riportata dal Dizionario Storico della Svizzera, mentre altre fonti collocano la nascita di Ponti tra il 1821 e il 1824. Un più recente studio afferma che Ponti sia nato a Milano il 7 novembre 1820, secondo quanto riportato nel registro dei matrimoni della Chiesa di San Zaccaria di Venezia nel 1863 in occasione del secondo matrimonio, redatto dal parroco, Giambattista Domeneghini e verificato nei registri parrocchiali della chiesa di Santa Maria del Carmine a Milano che riportano l'atto di nascita e di battesimo. Certa è la notizia che i genitori fossero svizzeri ed il padre esercitasse la professione di pittore. Peraltro, il Foglio di Famiglia austriaco/veneziano redatto dall'interessato stesso negli anni 1850, 1857 e 1869, riporta la dicitura "Nativo di Milano ma suddito Svizzero" (iure sangunis). Si stabilisce a Parigi, dove rimase per otto anni per formarsi come ottico presso le officine ottiche Cauchoix, licenziatario del brevetto Daguerre, quindi si trasferisce a Venezia. Nella città lagunare apre un atelier di ottica e fotografia. A quanto è dato sapere, nel 1857 sposa Isabella Maria Spinelli, figlia di Donato, ma il matrimonio non dura a lungo per la morte della moglie avvenuta a Sagno il 17 gennaio 1861. Due anni dopo, il 24 gennaio 1863 sposa la veneziana Elena Maria Angelina Radonovich, di circa vent'anni più giovane, testimone il fotografo Ferdinando Callegari. Non trascura il suo lavoro dato che tra il 1854 e il 1875 documentò tutta l'Italia settentrionale, senza dimenticare Roma, curando e pubblicando sia le proprie immagini che quelle di altri fotografi, tra le quali quelle di un fotografo assai famoso all'epoca a Venezia: Carlo Naya. Nel 1855 pubblica il catalogo di vedute fotografiche di Venezia: 160 immagini, ciascuna con la propria didascalia, tutte introdotte da un testo che ne ripercorreva le vicende architettoniche. Nello stesso anno prende parte all'Esposizione universale di Parigi, venendo premiato. Nel 1852 apre due negozi in Riva degli Schiavoni, diretti dal fratello Giuseppe, e nel 1863 quello di Piazza San Marco. In questo negozio abitualmente vende fotografie anche di altri fotografi veneziani usando spesso il marchio della sua ditta. Nel 1862 ottiene un grande successo all'Grande esposizione di Londra con un nuovo visore per le stampe fotografiche di sua invenzione: l'aletoscopio. In seguito, inventa anche nuovi obiettivi per la macchina fotografica e il megaletoscopio, un apparecchio per creare effetti che simulavano il giorno e la notte come nel diorama. Nel 1866, primo a Venezia, può fregiarsi del titolo di fotografo di sua Maestà il Re d'Italia. Muore all'Ospedale Civile di Venezia il 16 novembre, cieco e semi dimenticato. La stampa cittadina non riporta la data del funerale e le sue spoglie, prima sepolte in un campo comune, finiranno poi nell'ossario del Cimitero di San Michele a Venezia.