Magnificum Ducale impluvium longe elegantissimum in cuius extrema parte D. Marci Basilicae testudines supereminent

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Riferimento: A53993
Autore Giambattista BRUSTOLON
Anno: 1765 ca.
Misure: 460 x 325 mm
900,00 €

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Riferimento: A53993
Autore Giambattista BRUSTOLON
Anno: 1765 ca.
Misure: 460 x 325 mm
900,00 €

Descrizione

Veduta del cortile di Palazzo Ducale firmata da Giovan Battista Brustolon.

Acquaforte, 1765 circa, da una stampa di Michele Marieschi.

Esemplare nel primo stato di due, avanti il numero 4 aggiunto.

La veduta appartiene alla serie Prospectuum Aedium, Viarumque Insigniorum Urbis Venetiarum [...], una raccolta pubblicata nel 1763 che comprende il frontespizio e dodici vedute che furono copiate, ingrandite e con piccole modifiche, dalla serie di trentotto acqueforti di Visentini da dipinti di Canaletto, pubblicata nel 1742. La raccolta venne portata a 21 vedute (dodici da Canaletto, quattro da Marieschi, cinque da Giovanni Battista Moretti) verso il 1765, senza che il frontespizio venisse aggiornato. Tra il 1776 e il 1779 fu aggiunta la rara incisione raffigurante le Fondamente Nuove con la chiesa di Santa Maria del Pianto (scheda n. 23). Nel Catalogo delle Stampe di Lodovico Furlanetto annesso alla domanda di privilegio presentata dall'editore nel 1779 (Gallo 1941, p. 189) la serie è menzionata, sotto il numero VI, come "N.° 24 Vedute principali di Venezia. Raccolta dedicata al Serenissimo Marco Foscarini". Nella dichiarazione del 28 agosto 1779 sottoscritta da Brustolon ed allegata da Gaspare Gozzi alla relazione ai Riformatori dello Studio di Padova, l'incisore attesta di aver intagliato "per il Sig. Ludovico Furlanetto vedutte N. 21 opure sia N. 22 delle vidutte di Venezia" derivandole dalle incisioni di Visentini e di Marieschi, oltre che da disegni di Canaletto e Moretti. La discordanza sul numero dei fogli va risolta secondo l'indicazione di Brustolon perché le vedute sono ventidue, oltre al frontespizio” (cfr. D. Succi, La Serenissima nello Specchio del rame, vol. 2, p. 865).

Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva, con margini, in perfetto stato di conservazione.

Timbro di collezione in basso a destra: “ML”, descritto da Lugt al numero 1886a come collezionista non identificato. Altro timbro non identificato al verso.

Bibliografia

La Serenissima nello Specchio del rame, vol. 2, pp. 865-870, n. 6 I/II.

Giambattista BRUSTOLON (Venezia 1716 – 1796)

Incisore e stampatore italiano. La sua famiglia era originaria di Belluno. Studiò con Josef Wagner (1706–80). Abile autore di incisioni-riproduzioni, Brustolon utilizzò principalmente una tecnica che combinava l’acquaforte e il bulino e le sue opere vennero pubblicate dai migliori editori di Venezia. È famoso principalmente per aver riprodotto a stampa i dipinti del Canaletto. Nel 1763, per l’editore Ludovico Furlanetto, Brustolon realizzò una serie intitolata Prospectuum aedium, viarumque insigniorum urbis Venetiarum, dedicata al Doge Marco Foscarini e inizialmente composta da 12 vedute di Venezia copiate dal Canaletto. Venne successivamente completata con altre 10 lastre, copie di artisti quali Michele Giovanni Marieschi e Giambattista Moretti, e altre di Canaletto. La seria più famosa di Brustolon, pubblicate anche da Furlanetto, fu Feste dogali, composta da 12 grandi incisioni con rappresentazioni di cerimonie e festival a cui il Doge prendeva parte. Intorno al 1779 Brustolon iniziò a lavorare su una serie di 24 capricci architettonici ispirati al Canaletto, mai completata. Il 29 Settembre 1780 chiese l’esclusiva per rappresentare una serie di 22 stampe di vedute di Roma, i cui disegni originali gli erano stati consegnati dagli eredi del Canaletto. La serie più completa è nella libreria del Museo Correr, a Venezia intitolata Varii prospetti di Roma antica e moderna. Al di la delle stampe riproduttive, Brustolon realizzò anche illustrazioni di libri, ad esempio le lastre per la Dactyliotheca Smithiana (Venezia, 1767) di Antonio Francesco Gori, un catalogo in due volumi di una collezione di gemme di Joseph Smith, pubblicata da Giambattista Pasquali.

Giambattista BRUSTOLON (Venezia 1716 – 1796)

Incisore e stampatore italiano. La sua famiglia era originaria di Belluno. Studiò con Josef Wagner (1706–80). Abile autore di incisioni-riproduzioni, Brustolon utilizzò principalmente una tecnica che combinava l’acquaforte e il bulino e le sue opere vennero pubblicate dai migliori editori di Venezia. È famoso principalmente per aver riprodotto a stampa i dipinti del Canaletto. Nel 1763, per l’editore Ludovico Furlanetto, Brustolon realizzò una serie intitolata Prospectuum aedium, viarumque insigniorum urbis Venetiarum, dedicata al Doge Marco Foscarini e inizialmente composta da 12 vedute di Venezia copiate dal Canaletto. Venne successivamente completata con altre 10 lastre, copie di artisti quali Michele Giovanni Marieschi e Giambattista Moretti, e altre di Canaletto. La seria più famosa di Brustolon, pubblicate anche da Furlanetto, fu Feste dogali, composta da 12 grandi incisioni con rappresentazioni di cerimonie e festival a cui il Doge prendeva parte. Intorno al 1779 Brustolon iniziò a lavorare su una serie di 24 capricci architettonici ispirati al Canaletto, mai completata. Il 29 Settembre 1780 chiese l’esclusiva per rappresentare una serie di 22 stampe di vedute di Roma, i cui disegni originali gli erano stati consegnati dagli eredi del Canaletto. La serie più completa è nella libreria del Museo Correr, a Venezia intitolata Varii prospetti di Roma antica e moderna. Al di la delle stampe riproduttive, Brustolon realizzò anche illustrazioni di libri, ad esempio le lastre per la Dactyliotheca Smithiana (Venezia, 1767) di Antonio Francesco Gori, un catalogo in due volumi di una collezione di gemme di Joseph Smith, pubblicata da Giambattista Pasquali.