Natività con angeli (Adorazione dei Pastori)

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Riferimento: S42680
Autore Domenico FALCINI
Anno: 1600 ca.
Misure: 220 x 295 mm
800,00 €

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Riferimento: S42680
Autore Domenico FALCINI
Anno: 1600 ca.
Misure: 220 x 295 mm
800,00 €

Descrizione

Bulino, circa 1600/1610, firmato e dedicato – al marchese Giovanni Piedimonte - in lastra in basso a destra: “Dominico toschano f. DD”.

Magnifica e rarissima stampa risalente al manierismo senese dei primi anni del ‘600. La composizione deriva da un soggetto di Hans von Aachen, probabilmente giunto in Italia attraverso il bulino di Egidio Sadeler, rispetto al quale è in controparte. La firma Dominico toschano è riconducibile all’incisore e editore senese Domenico Falcini, sulla cui opera a stampa non esiste ancora un vero e proprio catalogo ragionato.

Domenico Falcini (Del Falcino) nacque a Siena l'8 maggio 1575; è molto probabile che la sua formazione artistica si compisse in patria alla scuola di Francesco Vanni e Ventura Salimbeni e che il Falcini collaborasse con l'editore e incisore Matteo Florimi, come suggeriscono alcuni elementi decorativi, derivati da quest'ultimo, frequenti nelle prime incisioni. Del Falcini si conoscono circa una ottantina di opere, quasi tutte a bulino: questo numero, ad eccezione di pochi esemplari perduti o non reperiti, è stato confermato dalle più recenti indagini storiografiche (cfr. Piazzi, 1985-86).

Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva, rifilata al rame o con piccolissimi margini, applicata su antico supporto di collezione, in ottimo stato di conservazione.

Timbro di collezione al verso di A. Castagnari (Lugt 86).

Bibliografia

Piazzi, Domenico del Falcino incisore senese del XVII secolo, tesi di laurea, Univ. di Siena, fac. di lettere, aa. 1985-86; E. Leuschner, The Pinting Privilege in Tuscany: Falcini, the Florimis and Callot, in “Print Quarterly”, XXV, pp. 243-254; Charles Le Blanc, Manuel de l'amateur d'estampes, Paris 1856, II, p. 214; G.K. Nagler, Die Monogrammisten, II, München 1860, nn. 1100 s., 1299; Maria Cristina Misiti, Falcini Domenico in “Dizionario Biografico degli Italiani” Volume 44 (1994); M. Bury, 'The Print in Italy 1550-1625', p. 225.

Domenico FALCINI (Siena 1575 - 1628)

Domenico Falcini (Del Falcino) nacque a Siena l'8 maggio 1575; è molto probabile che la sua formazione artistica si compisse in patria alla scuola di Francesco Vanni e Ventura Salimbeni e che il Falcini collaborasse con l'editore e incisore Matteo Florimi, come suggeriscono alcuni elementi decorativi, derivati da quest'ultimo, frequenti nelle prime incisioni. Falcini apprese anche la tecnica xilografica a chiaroscuro ideata da Ugo da Carpi e poi ripresa da Domenico Beccafumi e Marco Pino. Tuttavia, non sono oggi note delle sue xilografie, nonostante da più fonti gli siano stati attribuiti alcuni intagli a chiaroscuro: delle tavole incise su tre legni raffiguranti la vita di S. Giovanni Battista disegnate da Giovanni Battista Vanni. Nel 1597 era descritto come “lavorante” di Matteo Florimi. Nel 1607, a Siena, pubblicò le incisioni che lui stesso aveva realizzato, insieme con alcune di Cesare Bassano e Ciamberlano, “Il sacro santo senato di Giesu Christo”. Ottenne il privilegio papale il 12 Dicembre 1603 per coprire una serie di incisioni di tutti gli imperatori a partire da Giulio Cesare. La sua morte è registrata il 14 Maggio 1628, l’epigrafe che fa riferimento alla sua attività recita “stampatore di figure in rame”. Contribuì alla realizzazione della “Descrizione del Sacro Monte della Verna” di Moroni del 1612. Del Falcini si conoscono circa una ottantina di opere, quasi tutte a bulino: questo numero, ad eccezione di pochi esemplari perduti o non reperiti, è stato confermato dalle più recenti indagini storiografiche (Piazzi, 1985-86). Il Falcini lavorò molto per illustrazioni, frontespizi e scudi per tesi, non solo eseguendo le tavole, talvolta di sua invenzione, ma spesso curandone direttamente la stampa.

Domenico FALCINI (Siena 1575 - 1628)

Domenico Falcini (Del Falcino) nacque a Siena l'8 maggio 1575; è molto probabile che la sua formazione artistica si compisse in patria alla scuola di Francesco Vanni e Ventura Salimbeni e che il Falcini collaborasse con l'editore e incisore Matteo Florimi, come suggeriscono alcuni elementi decorativi, derivati da quest'ultimo, frequenti nelle prime incisioni. Falcini apprese anche la tecnica xilografica a chiaroscuro ideata da Ugo da Carpi e poi ripresa da Domenico Beccafumi e Marco Pino. Tuttavia, non sono oggi note delle sue xilografie, nonostante da più fonti gli siano stati attribuiti alcuni intagli a chiaroscuro: delle tavole incise su tre legni raffiguranti la vita di S. Giovanni Battista disegnate da Giovanni Battista Vanni. Nel 1597 era descritto come “lavorante” di Matteo Florimi. Nel 1607, a Siena, pubblicò le incisioni che lui stesso aveva realizzato, insieme con alcune di Cesare Bassano e Ciamberlano, “Il sacro santo senato di Giesu Christo”. Ottenne il privilegio papale il 12 Dicembre 1603 per coprire una serie di incisioni di tutti gli imperatori a partire da Giulio Cesare. La sua morte è registrata il 14 Maggio 1628, l’epigrafe che fa riferimento alla sua attività recita “stampatore di figure in rame”. Contribuì alla realizzazione della “Descrizione del Sacro Monte della Verna” di Moroni del 1612. Del Falcini si conoscono circa una ottantina di opere, quasi tutte a bulino: questo numero, ad eccezione di pochi esemplari perduti o non reperiti, è stato confermato dalle più recenti indagini storiografiche (Piazzi, 1985-86). Il Falcini lavorò molto per illustrazioni, frontespizi e scudi per tesi, non solo eseguendo le tavole, talvolta di sua invenzione, ma spesso curandone direttamente la stampa.