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| Riferimento: | A54501 |
| Autore | Giovanni Antonio MAGINI |
| Anno: | 1596 |
| Zona: | Carta Marina |
| Luogo di Stampa: | Venezia |
| Misure: | 180 x 140 mm |
| Riferimento: | A54501 |
| Autore | Giovanni Antonio MAGINI |
| Anno: | 1596 |
| Zona: | Carta Marina |
| Luogo di Stampa: | Venezia |
| Misure: | 180 x 140 mm |
Rara prima edizione del 1596, con testo latino al verso.
Questa carta nautica del mondo è una riduzione della grande carta murale di Gerard Mercator del 1569, realizzata da Giovanni Magini per la sua versione della Geographia di Tolomeo (1596). È tra le prime carte - non opera dello stesso Mercator - a utilizzare la sua celebre proiezione cilindrica centrale.
Riprendendo un elemento della sua illustre fonte, la piccola carta di Magini è elegantemente arricchita da linee di rotta (o linee di lossodromia). Pur non essendo utili alla navigazione su una carta di dimensioni così ridotte, esse comunicano al lettore l'idea di "navigabilità", riflettendo un mondo in cui le circumnavigazioni erano ormai una realtà.
La rappresentazione del continente americano da parte di Magini – all'epoca ancora in gran parte inesplorato dagli europei – è in larga misura ipotetica. La costa orientale sporge verso est, conseguenza di misurazioni imprecise della longitudine e della declinazione magnetica. Non compaiono fiumi lungo la costa del Golfo. È riconoscibile il San Lorenzo, mentre un fiume che sfocia nel Golfo di California corrisponde approssimativamente al Colorado. È indicata Città del Messico. Lungo la costa atlantica è segnalato il mitico regno di Norumbega. La regione del Pacifico nord-occidentale è rappresentata in modo quasi interamente ipotetico, con la presenza dei regni apocrifi di Anian (derivato da Marco Polo), Quivira (un regno dell'oro associato alla spedizione di Coronado) e Tolm (derivato sempre da Marco Polo).
Sebbene la carta preceda la scoperta ufficiale dell'Australia, avvenuta nel 1606, un ampio promontorio che si estende verso nord dalla Terra Australis ricorda in modo evidente la costa occidentale del continente australe. Lungo la costa sono indicate le terre di Maletur e Lucach, ancora menzionate da Marco Polo.
La Geographiae universae tum veteris tum novae absolutissimum opus voluminibus distinctum maginiana, che contiene 63 incisioni in rame finemente intagliate da Girolamo Porro, venne stampata a Venezia nel 1596, con un testo in latino. L’opera unisce i testi classici della geografia antica a un ricco apparato di carte incise aggiornate secondo le conoscenze del XVI secolo. Questa Geographia rappresenta un momento di passaggio tra la tradizione tolemaica e la cartografia moderna, ed è oggi considerata una delle più significative opere geografiche del Rinascimento. Venne, nel 1597, copiata da Petrus Keschedt, un editore di Colonia; le mappe delle due edizioni sono pressoché uguali, ma un più accurato esame ne evidenzia le numerose differenze. Con la traduzione in italiano di Lorenzo Cernoti viene ristampata, sempre a Venezia, con il titolo Geografia cioè descrittione universale della Terra (1598); in questa edizione le mappe intagliate da Porro sono inserite nel foglio di testo. Una ristampa postuma della traduzione italiana del libro viene, infine, stampata a Padova dai fratelli Galignani nel 1621.
Girolamo Porro (1520-1604) fu un incisore, umanista, illustratore, cartografo ed editore veneziano. Nato a Padova, visse gran parte della sua vita a Venezia. Collaborò con numerosi e importanti umanisti veneziani, tra cui Camillo Camilli, Scipione Barbuo, Porcacchi, Ruscelli e Ariosto. In ambito cartografico realizzò poche opere, ma tra queste figurano lavori di grande rilievo, come le carte per l'opera di Porcacchi *Isole più famose del mondo* (1572).
Acquaforte e bulino, testo latino al verso, in ottimo stato di conservazione.
Bibliografia
R. Shirley, The Mapping of the World, n. 196; F. Fatichenti, Specificità, fortuna e auctoritas del canone tolemaico, in Bifolco/Ronca “Cartografia e topografia italiana del XVI secolo”, pp. 65-72.
Giovanni Antonio MAGINI (1555 - 1617)
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Giovanni Antonio Magini è stato un affermato matematico, astronomo, e cartografo italiano. Come cartografo, il suo nome è legato all’atlante “Italia”, che fu pubblicato dal figlio Fabio nel 1620, tre anni dopo la prematura morte del padre. Composto da un breve testo descrittivo di sole 24 carte, l’opera è corredata di 61 carte geografiche della penisola, e costituisce il primo esempio di atlante italiano. L’opera è per intero di mano del Magini, che iniziò la realizzazione delle carte nel 1594 circa, dando alla luce per prima nel 1595 la carta del territorio di Bologna. Tutte le carte vennero alle stampe quindi prima del 1620, nelle loro stesure provvisorie, successivamente corrette ed aggiornate per l’edizione definitiva. Per la realizzazione delle lastre il Magini si servì di due dei più famosi intagliatori dell’epoca: il belga Arnorldo Arnoldi e l’inglese Benjamin Wright. L’importanza di questo lavoro del Magini è notevolissima, come pure l’influenza sulla cartografia della penisola per i successivi due secoli: da Ortelius ai principali cartografi ed editori olandesi, tutta la cartografia della penisola è tratta dal lavoro del matematico padovano.
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Giovanni Antonio MAGINI (1555 - 1617)
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Giovanni Antonio Magini è stato un affermato matematico, astronomo, e cartografo italiano. Come cartografo, il suo nome è legato all’atlante “Italia”, che fu pubblicato dal figlio Fabio nel 1620, tre anni dopo la prematura morte del padre. Composto da un breve testo descrittivo di sole 24 carte, l’opera è corredata di 61 carte geografiche della penisola, e costituisce il primo esempio di atlante italiano. L’opera è per intero di mano del Magini, che iniziò la realizzazione delle carte nel 1594 circa, dando alla luce per prima nel 1595 la carta del territorio di Bologna. Tutte le carte vennero alle stampe quindi prima del 1620, nelle loro stesure provvisorie, successivamente corrette ed aggiornate per l’edizione definitiva. Per la realizzazione delle lastre il Magini si servì di due dei più famosi intagliatori dell’epoca: il belga Arnorldo Arnoldi e l’inglese Benjamin Wright. L’importanza di questo lavoro del Magini è notevolissima, come pure l’influenza sulla cartografia della penisola per i successivi due secoli: da Ortelius ai principali cartografi ed editori olandesi, tutta la cartografia della penisola è tratta dal lavoro del matematico padovano.
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