Veduta di Baja presa dal monte nuovo

Riferimento: S40618
Autore Wilhelm Friedrich GMELIN
Anno: 1787
Zona: Pozzuoli
Luogo di Stampa: Napoli
Misure: 590 x 430 mm
700,00 €

Riferimento: S40618
Autore Wilhelm Friedrich GMELIN
Anno: 1787
Zona: Pozzuoli
Luogo di Stampa: Napoli
Misure: 590 x 430 mm
700,00 €

Descrizione

Veduta panoramica del golfo con Pozzuoli e Capri, incisa da William Gmelin, da un dipinto di Jacob Philip Hackert, datato 1787.

L'opera è edita dal fratello di Hackert, Georg Abraham, che aveva una bottega calcografica in Roma, a Piazza di Spagna, ed a Napoli.

Acquaforte e bulino, con margini, in ottimo stato di conservazione.

Edizione del XIX secolo. 

Wilhelm Friedrich GMELIN (Badenweiler 1760 - Roma 1820)

Wilhelm Friedrich Gmelin, incisore di origini tedesche, nasce a Badenweiler nel 1760 e si specializza alla bottega di Christian von Mechel (Basilea 1737- Berlino 1817), soprattutto nella traduzione di vedute da alcuni dei più illustri paesaggisti del Seicento come Nicolas Poussin, Claude Lorrain e Gaspard Dughet, come si evince dalla critica coeva (Tozzi 1994, p. 253), dove grande spazio viene lasciato alla natura, che diventa per la prima volta protagonista assoluta della scena, mentre le figure, di piccole dimensioni, vengono relegate a occupare uno spazio più esiguo e sicuramente secondario. Dal 1786 si trasferisce a Roma e, di lì a poco, grazie ai legami con Jacob Philipp Hackert, si reca a Napoli per tradurre in incisioni le sue vedute (Cavazzi Palladini 1976, pp. 45-46), risiede in Germania tra gli anni tra 1798, e nel 1802 torna a Roma dove, dal 1814, diventa accademico di San Luca, fino alla morte nel 1820. Come sottolinea Le Blanc la sua produzione si caratterizza principalmente per la creazione di ritratti, rilievi di monumenti e vedute della campagna romana e laziale, e una grande quantità di paesaggi desunti principalmente da tele di Claude Lorrain. Oltre alle stampe di traduzione, con paesaggi arcadici e bucolici da Poussin e Lorrain, l'incisore dà vita anche a una serie di vedute di invenzione in cui è già chiaro il suo spirito innovativo che tende ad allontanarsi dalla tradizione del paesaggismo settecentesco per approdare a un linguaggio che prelude alla drammaticità di una interpretazione già pienamente romantica della natura.

Wilhelm Friedrich GMELIN (Badenweiler 1760 - Roma 1820)

Wilhelm Friedrich Gmelin, incisore di origini tedesche, nasce a Badenweiler nel 1760 e si specializza alla bottega di Christian von Mechel (Basilea 1737- Berlino 1817), soprattutto nella traduzione di vedute da alcuni dei più illustri paesaggisti del Seicento come Nicolas Poussin, Claude Lorrain e Gaspard Dughet, come si evince dalla critica coeva (Tozzi 1994, p. 253), dove grande spazio viene lasciato alla natura, che diventa per la prima volta protagonista assoluta della scena, mentre le figure, di piccole dimensioni, vengono relegate a occupare uno spazio più esiguo e sicuramente secondario. Dal 1786 si trasferisce a Roma e, di lì a poco, grazie ai legami con Jacob Philipp Hackert, si reca a Napoli per tradurre in incisioni le sue vedute (Cavazzi Palladini 1976, pp. 45-46), risiede in Germania tra gli anni tra 1798, e nel 1802 torna a Roma dove, dal 1814, diventa accademico di San Luca, fino alla morte nel 1820. Come sottolinea Le Blanc la sua produzione si caratterizza principalmente per la creazione di ritratti, rilievi di monumenti e vedute della campagna romana e laziale, e una grande quantità di paesaggi desunti principalmente da tele di Claude Lorrain. Oltre alle stampe di traduzione, con paesaggi arcadici e bucolici da Poussin e Lorrain, l'incisore dà vita anche a una serie di vedute di invenzione in cui è già chiaro il suo spirito innovativo che tende ad allontanarsi dalla tradizione del paesaggismo settecentesco per approdare a un linguaggio che prelude alla drammaticità di una interpretazione già pienamente romantica della natura.