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| Riferimento: | A53742 |
| Autore | Giovanni Ambrogio BRAMBILLA |
| Anno: | 1660 ca. |
| Zona: | Piazza Colonna |
| Luogo di Stampa: | Roma |
| Misure: | 320 x 535 mm |
| Riferimento: | A53742 |
| Autore | Giovanni Ambrogio BRAMBILLA |
| Anno: | 1660 ca. |
| Zona: | Piazza Colonna |
| Luogo di Stampa: | Roma |
| Misure: | 320 x 535 mm |
Colonna di Marco Aurelio (detta Antonina) con la statua di san Paolo.
Acquaforte e bulino, 1589, firmata e datata in lastra «Nicolaus van Aelst Bruxellensis formiis aeneis incis[am] dicauit Anno MDLXXXVIIII» negli esemplari di primo stato. Incisa da Ambrogio Brambilla - monogramma AMBR sul piedistallo nei soli esemplari di primo stato - per l’editore Nicolas van Aelst.
Esemplare nel secondo stato, con l’imprint “Si Stampano in Roma da gio Iacomo De Rossi alla Pace” che sostituisce quello del Van Aelst.
Nella prima stesura della stampa (1595 circa) è raffigurata la chiesa di San Pantaleo, e poi i palazzi della piazza; dopo un lungo restauro, gli esorcismi e la benedizione, il 27 ottobre 1588 finalmente i Romani poterono vedere la colonna libera da ogni impedimento in tutto il suo splendore. La statua dell’apostolo, con la consueta iconografia della spada che ricorda la sua morte per decapitazione, era rivolta verso via del Corso, ma subito dopo Sisto V volle che la statua fosse girata con lo sguardo verso san Pietro. Il grande bronzo dell’apostolo Paolo venne realizzato dallo scultore fiorentino Costantino de Servi (1554-1622) che lavorò anche per il principe di Galles e per l’imperatore Rodolfo II.
In questo secondo stato la lastra è completamente ritoccata per raffigurare le modifiche urbanistiche nella piazza; vediamo Palazzo Chigi, già Aldobrandini, nella sua veste attuale. Nel 1665 il palazzo è terminato nella sua struttura; devono solo essere portati a termine i lavori di finitura delle facciate, come gli imbotti delle finestre e il portone su piazza Colonna. L’alacrità con cui i lavori procedono fa sì che sia Lievin Cruyl che Giovanni Battista Falda rappresentino il palazzo come terminato nelle loro incisioni.
Bibliografia
Marigliani, Lo splendore di Roma nell’Arte incisoria del Cinquecento (2016), n. IV.22; C. D’Onofrio, 1965, p. 184; C. Witcombe, 2008, pp. 361, 364.
Giovanni Ambrogio BRAMBILLA (1575-90)
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Pittore e incisore Milanese. Dal 14 Gennaio 1575 risulta residente a Roma. Nel 1579 venne candidato come membro della Congregazione dei Virtuosi del Pantheon, cui venne ammesso il 14 Giugno 1579. Un’epigrafe del 6 Novembre 1584 lo definisce “Ambrosius Brambilla madiolanensis picture in Urbe”. Le sue incisioni sono nel catalogo di Vaccari del 1614, compresi i soggetti devozionali, i ritratti e i quadri di costume (giochi da tavolo, eventi eccezionali, cerimonie e carte topografiche). Lavorò tra gli altri per Panzera, Van Aelst e Claudio Duchetti.
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Giovanni Ambrogio BRAMBILLA (1575-90)
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Pittore e incisore Milanese. Dal 14 Gennaio 1575 risulta residente a Roma. Nel 1579 venne candidato come membro della Congregazione dei Virtuosi del Pantheon, cui venne ammesso il 14 Giugno 1579. Un’epigrafe del 6 Novembre 1584 lo definisce “Ambrosius Brambilla madiolanensis picture in Urbe”. Le sue incisioni sono nel catalogo di Vaccari del 1614, compresi i soggetti devozionali, i ritratti e i quadri di costume (giochi da tavolo, eventi eccezionali, cerimonie e carte topografiche). Lavorò tra gli altri per Panzera, Van Aelst e Claudio Duchetti.
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