- New
| Riferimento: | S30698 |
| Autore | Claude LORRAINE |
| Anno: | 1636 |
| Misure: | 257 x 197 mm |
| Riferimento: | S30698 |
| Autore | Claude LORRAINE |
| Anno: | 1636 |
| Misure: | 257 x 197 mm |
Il Foro Romano; a destra, l'Arco di Settimio Severo, il tempio di Antonio e Faustina, la chiesa di Santa Francesca Romana, il Colosseo, l'Arco di Tito; a sinistra, il tempio di Saturno e le tre colonne del tempio di Castore e Polluce.
Acquaforte, 1636, firmata con monogramma CL. L. in basso a sinistra. Claude, 1636 in basso a destra sull'estremità della colonna distesa. Titolo, data e firma ripetuta sul margine inferiore: Claude Gellee invent. et sculp. Superior Licencia. 1636. Via Sacra ditto Campa Vaccino di Roma.
Questa stampa è basata sul dipinto di Claude, 'Vue du Campo Vaccino' del 1636, conservato al Louvre di Parigi. Lo studio preparatorio di Claude per questa stampa si trova anche al British Museum.
Esemplare nel sesto stato di nove descritto da Mannocci.
Questa veduta relativamente precoce di uno dei più grandi artisti francesi attivi a Roma nel Seicento è molto simile al dipinto di Lorrain del 1636 conservato al Louvre, che raffigura tutti i principali monumenti del Foro senza però enfatizzarne alcuno in particolare. Il Colosseo, ad esempio, è appena visibile sullo sfondo, dietro la chiesa di Santa Francesca Romana. La profusione di figure – umane e animali – nel Campo Vaccino, o "campo delle mucche" (nome derivato dal bestiame che vi pascolava tra le rovine), sottolinea lo stato di anarchia che regnava in città in quel periodo. In primo piano, soldati di affiliazione incerta conversano, mentre in secondo piano un gruppo è impegnato nella discutibile pratica di scommettere su una corrida. L'apparente inversione casuale della scena da parte di Claude, che testimonia una copia diretta dal dipinto sulla lastra, produce una composizione speculare nella stampa. Così, l'Arco di Settimio Severo, che dovrebbe essere a sinistra, appare a destra. Un simile capovolgimento sarebbe stato considerato un errore madornale per quegli artisti che lavoravano nel periodo di massimo splendore della Veduta un secolo dopo, i quali si preoccupavano soprattutto di presentare vedute topografiche leggibili della città.
Buona prova, impressa su carta vergata priva di filigrana, con piccoli margini, in ottimo stato di conservazione.
Bibliografia
Bartsch 17; Mannocci, The Etchings of Claude Lorrain 17 VI/IX; Le Blanc Le Peintre-Graveur Français 3, 23 III/V; Andrew C. Weislogel, "Mirror of the City: The Printed View in Italy and Beyond, 1450–1940"; Blum, Les Eaux-fortes de Claude Gellée dit le Lorrain (17.V)
Claude LORRAINE (Champagne, Toul, 1600 - Roma 1682)
|
Pittore e incisore. Fu tra i più grandi iniziatori della pittura di paesaggio, in particolare del genere del 'paesaggio classico'. Le opere di Claude Gelleè, meglio noto come Lorraine, che fu particolarmente attento agli effetti della luce, raffigurano una natura serena e maestosa, percorsa da elementi achitettonici o piccole figure di carattere mitologico (Narciso ed Eco, 1644, Londra, National Gallery; Lo sbarco di Cleopatra, 1647, Parigi, Louvre). Esercitò un significativo influsso sullo sviluppo della pittura di paesaggio inglese del Settecento. Giunse a Roma giovanissimo e fu allievo di Agostino Tassi, paesaggista ed esperto di decorazione architettonica. Dal 1626 si stabilì definitivamente a Roma, dove si specializzò nel genere del paesaggio. Strumento prezioso per seguire l'attività del Lorenese è il suo Liber Veritatis, un album di 195 disegni che raccoglie le riproduzioni dei suoi lavori a partire dal 1639, redatto dall'artista per tutelare la propria opera: le sue tele, a partire dagli anni '30, erano divenute oggetto di imitazione.
|
Claude LORRAINE (Champagne, Toul, 1600 - Roma 1682)
|
Pittore e incisore. Fu tra i più grandi iniziatori della pittura di paesaggio, in particolare del genere del 'paesaggio classico'. Le opere di Claude Gelleè, meglio noto come Lorraine, che fu particolarmente attento agli effetti della luce, raffigurano una natura serena e maestosa, percorsa da elementi achitettonici o piccole figure di carattere mitologico (Narciso ed Eco, 1644, Londra, National Gallery; Lo sbarco di Cleopatra, 1647, Parigi, Louvre). Esercitò un significativo influsso sullo sviluppo della pittura di paesaggio inglese del Settecento. Giunse a Roma giovanissimo e fu allievo di Agostino Tassi, paesaggista ed esperto di decorazione architettonica. Dal 1626 si stabilì definitivamente a Roma, dove si specializzò nel genere del paesaggio. Strumento prezioso per seguire l'attività del Lorenese è il suo Liber Veritatis, un album di 195 disegni che raccoglie le riproduzioni dei suoi lavori a partire dal 1639, redatto dall'artista per tutelare la propria opera: le sue tele, a partire dagli anni '30, erano divenute oggetto di imitazione.
|