Agri Patavini

Riferimento: s25080
Autore Matteo CADORIN
Anno: 1670
Zona: Padova
Luogo di Stampa: Padova
Misure: 190 x 200 mm
150,00 €

Riferimento: s25080
Autore Matteo CADORIN
Anno: 1670
Zona: Padova
Luogo di Stampa: Padova
Misure: 190 x 200 mm
150,00 €

Descrizione

Dettagliata carta geografica del territorio di Padova arricchita da importante cartiglio con il titolo e sormontato dal leone marciano.

In alto a destra vignetta del patrono della città San Antonio ed in basso secondo cartiglio con la scala metrica e compasso.

Tratta dall'Itinerario d'Italia di Francesco scoto pubblicato a Padova nel 1670 da Matteo Cadorin.

Incisione in rame, rifilata agli angoli a sinistra, per il resto in perfette condizioni.

Matteo CADORIN (attivo a Padova dal 1639)

Editore, libraio e stampatore, documentato a Padova dal 1639, di cui quasi nulla si conosce dalla letteratura dei repertori. E' qualificato erroneamente incisore dal Bénézit, mentre già il Mariette e lo Heinecken lo dicono più esattamente editore. Anche lo Zani scrive di lui "pittore, incisore, mercante". Lo Heinecken specifica che "secondo la consuetudine dei mercanti di stampe, egli incise sulle stampe dei suoi fondi solo il proprio nome, creando così molta confusione nella storia dell'incisione". Il soprannome Bolzetta gli derivò dall'aver sposato la figlia di Francesco Bolzetta, della nota famiglia di editori e librai padovani. Troviamo documentato il C. nella carica di "stimador da libri" presso il Monte di pietà di Padova negli anni 1647, 1658, 1662, con il compito di stimare i libri che, soprattutto dagli "scolari" dello Studio patavino, venivano impegnati al Monte. Questo attesta che egli era libraio ed editore. L'equivoco sulla sua attività di incisore fu soprattutto ingenerato dall'avere contrassegnato solo con il proprio nome sette acqueforti del Carpioni: i sei fogli componenti il fregio con gli Dei del Mare e l'Orazione di Cristo nell'Orto (altre recano il nome dell'artista e del Cadorin). Quasi tutti i contrassegni sono accompagnati dalla parola "forma", il che lascia intravvedere il ruolo del padovano come stampatore oltre che, s'intende, di mercante. Accanto ai rami del Carpioni, che rappresentano a tutt'oggi la parte più qualificata dell'attività di stampatore del Cadorin, egli licenziò una serie di opere di non alto livello artistico, piante, vedute, carte geografiche, vignette e ritratti. Tutte recano la firma dell'incisore ed un contrassegno che quasi generalmente suona così: "In Padova per Matteo Cadorin" (a significare il ruolo di stampatore).

Matteo CADORIN (attivo a Padova dal 1639)

Editore, libraio e stampatore, documentato a Padova dal 1639, di cui quasi nulla si conosce dalla letteratura dei repertori. E' qualificato erroneamente incisore dal Bénézit, mentre già il Mariette e lo Heinecken lo dicono più esattamente editore. Anche lo Zani scrive di lui "pittore, incisore, mercante". Lo Heinecken specifica che "secondo la consuetudine dei mercanti di stampe, egli incise sulle stampe dei suoi fondi solo il proprio nome, creando così molta confusione nella storia dell'incisione". Il soprannome Bolzetta gli derivò dall'aver sposato la figlia di Francesco Bolzetta, della nota famiglia di editori e librai padovani. Troviamo documentato il C. nella carica di "stimador da libri" presso il Monte di pietà di Padova negli anni 1647, 1658, 1662, con il compito di stimare i libri che, soprattutto dagli "scolari" dello Studio patavino, venivano impegnati al Monte. Questo attesta che egli era libraio ed editore. L'equivoco sulla sua attività di incisore fu soprattutto ingenerato dall'avere contrassegnato solo con il proprio nome sette acqueforti del Carpioni: i sei fogli componenti il fregio con gli Dei del Mare e l'Orazione di Cristo nell'Orto (altre recano il nome dell'artista e del Cadorin). Quasi tutti i contrassegni sono accompagnati dalla parola "forma", il che lascia intravvedere il ruolo del padovano come stampatore oltre che, s'intende, di mercante. Accanto ai rami del Carpioni, che rappresentano a tutt'oggi la parte più qualificata dell'attività di stampatore del Cadorin, egli licenziò una serie di opere di non alto livello artistico, piante, vedute, carte geografiche, vignette e ritratti. Tutte recano la firma dell'incisore ed un contrassegno che quasi generalmente suona così: "In Padova per Matteo Cadorin" (a significare il ruolo di stampatore).