| Riferimento: | A50004 |
| Autore | Giacomo PINCHETTI |
| Anno: | 1800 |
| Zona: | Mantova |
| Luogo di Stampa: | Milano |
| Misure: | 585 x 730 mm |
| Riferimento: | A50004 |
| Autore | Giacomo PINCHETTI |
| Anno: | 1800 |
| Zona: | Mantova |
| Luogo di Stampa: | Milano |
| Misure: | 585 x 730 mm |
Importante pianta topografica della città di Mantova e dei suoi dintorni. Disegnata da Giuseppe Caniani, essa restituisce con nitidezza e precisione i luoghi della città e le località limitrofe, attraverso l'adozione di un rigoroso metodo di rilevamento e di una tecnica esecutiva di ottimo livello. Sul margine superiore e nella "Dichiarazione" laterale, riccamente ornata con motivi che rimandano all'attività bellica, le legende didascaliche illustrano il sistema difensivo della città e le fasi dell'attacco austriaco del 1799.
L'assedio di Mantova fu un episodio avvenuto nel contesto della guerra della seconda coalizione. La città, conquistata nel 1797 dai francesi dopo un lungo assedio da parte dell'Armata d'Italia di Napoleone Bonaparte, fu nuovamente sottoposta ad un lungo assedio, questa volta da parte delle truppe austro-russe di Suvorov e Kray. L'assedio si concluse il 28 luglio 1799 quando a Castellucchio venne firmata la capitolazione di Mantova, sottoscrizione apposta dal generale francese Foissac-Latour e dal generale austriaco Kray.
Pinchetti pubblica una prima stesura della mappa dell’assedio già nel 1799, stampata a Milano dai fratelli Bordiga: “In questo secondo esemplare disegnato dal geografo Pinchetti, il rigore dei metodi di rilevamento si accompagna ad un ottimo livello di tecnica esecutiva e restituisce un'immagine nitida e precisa della città e dei dintorni, che sembra quasi anticipare le moderne e sofisticare tecniche dell'aerofogrammetria. Rispetto alla precedente carta, come si desume dal tracciato delle coordinate geografiche, qui l'orientamento è slittato verso destra di circa trenta gradi; sopra il margine superiore, e nella Dichiarazione laterale, riccamente ornata, le consuete legende didascaliche illustrano il sistema difensivo della città e le fasi dell'attacco austriaco del 1799. In basso si leggono i nomi degli autori: Milano 1800 Pinchetti Geog(ra)fo e Giuseppe Caniani incise Milano” (cfr. D. Ferrari, Mantova nelle stampe, p. 98).
Il geografo Giacomo Pinchetti fu al servizio dell'Ufficio del Censo tra 1788 e 1796, per il quale compilò una grande topografia dello stato di Milano e del ducato di Mantova; nel 1799 eseguì lavori cartografici per l'Armata Francese; Giuseppe Caniani, calcografo, fu attivo a Milano nel primo Ottocento, incidendo numerose battaglie e assedi, nonchè diversi progetti presentati a concorsi indetti dal Governo di Milano.
Acquaforte, impressa su carta vergata coeva, leggera e diffusa brunitura, per il resto in buono stato di conservazione. Esemplare più volte ripiegato, ad astuccio.
Bibliografia
D. Ferrari, Mantova nelle stampe, p. 98, n. 134.
Giacomo PINCHETTI (attivo 1786/1810 circa)
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Giacomo Pinchetti, originario di Bagnacavallo, è perito al servizio dell’Ufficio del censo di Mantova impegnato già dal 1776 nelle «operazioni della generale misura di questa provincia» sotto la direzione dell’ingegnere Pirovano. Nel 1786 Pinchetti è chiamato come disegnatore stabile presso l’Ufficio generale del censo di Milano. La sua attività principale è la realizzazione, insieme al disegnatore Borroni con il quale dirige gli alunni disegnatori del Censo, dei «diversi tipi dinotanti la linea territoriale con gli stati esteri da rimettere alle rispettive Intend. Politiche». Inoltre, nel 1794 un documento attesta il compenso di 400 zecchini per il lavoro sostenuto al fine di realizzare la «Carta degli Astronomi», prima carta lombarda fondata su osservazioni astronomiche e rilevamento geodetico. È grazie a queste competenze che Pinchetti è proposto da Backler D’Albe quale disegnatore di prima classe da impiegare nel Deposito della guerra di Milano nella sezione topografica. La primissima organizzazione del Deposito topografico milanese, nel corso del 1797, si deve quindi all’operato di Louis Bacler D’Albe il quale nei pochissimi anni di permanenza a Milano s’impegna principalmente alla realizzazione della Carte du Théâtre de la guerre dans les Alpes et en Italie: l’iniziativa maggiore di questi anni alla quale partecipò anche Pinchetti, il quale, tuttavia, non accetta l’incarico offertogli da D’Albe in seno al Deposito. Dopo questo rifiuto la carriera di Pinchetti continua quale perito del Censo e geografo impegnato successivamente nella realizzazione della Carta della Repubblica Italiana affidata nel 1802 da Melzi, vice presidente della Repubblica Italiana, alla direzione degli astronomi: carta esemplare della querelle riguardante i mutamenti della produzione cartografica tra la fine del Settecento e i primi dell’Ottocento e dello scontro o passaggio della topografia sotto la direzione di organismi militari a scapito delle molteplici tradizioni locali di astronomi e periti catastali.
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Giacomo PINCHETTI (attivo 1786/1810 circa)
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Giacomo Pinchetti, originario di Bagnacavallo, è perito al servizio dell’Ufficio del censo di Mantova impegnato già dal 1776 nelle «operazioni della generale misura di questa provincia» sotto la direzione dell’ingegnere Pirovano. Nel 1786 Pinchetti è chiamato come disegnatore stabile presso l’Ufficio generale del censo di Milano. La sua attività principale è la realizzazione, insieme al disegnatore Borroni con il quale dirige gli alunni disegnatori del Censo, dei «diversi tipi dinotanti la linea territoriale con gli stati esteri da rimettere alle rispettive Intend. Politiche». Inoltre, nel 1794 un documento attesta il compenso di 400 zecchini per il lavoro sostenuto al fine di realizzare la «Carta degli Astronomi», prima carta lombarda fondata su osservazioni astronomiche e rilevamento geodetico. È grazie a queste competenze che Pinchetti è proposto da Backler D’Albe quale disegnatore di prima classe da impiegare nel Deposito della guerra di Milano nella sezione topografica. La primissima organizzazione del Deposito topografico milanese, nel corso del 1797, si deve quindi all’operato di Louis Bacler D’Albe il quale nei pochissimi anni di permanenza a Milano s’impegna principalmente alla realizzazione della Carte du Théâtre de la guerre dans les Alpes et en Italie: l’iniziativa maggiore di questi anni alla quale partecipò anche Pinchetti, il quale, tuttavia, non accetta l’incarico offertogli da D’Albe in seno al Deposito. Dopo questo rifiuto la carriera di Pinchetti continua quale perito del Censo e geografo impegnato successivamente nella realizzazione della Carta della Repubblica Italiana affidata nel 1802 da Melzi, vice presidente della Repubblica Italiana, alla direzione degli astronomi: carta esemplare della querelle riguardante i mutamenti della produzione cartografica tra la fine del Settecento e i primi dell’Ottocento e dello scontro o passaggio della topografia sotto la direzione di organismi militari a scapito delle molteplici tradizioni locali di astronomi e periti catastali.
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