Veduta della Basilica di S. Pietro in Vaticano, fondata da Costantino Magno...

Riferimento: A54232
Autore Giovanni ACQUARONI
Anno: 1820 ca.
Zona: San Pietro
Luogo di Stampa: Roma
Misure: 235 x 185 mm
130,00 €

Riferimento: A54232
Autore Giovanni ACQUARONI
Anno: 1820 ca.
Zona: San Pietro
Luogo di Stampa: Roma
Misure: 235 x 185 mm
130,00 €

Descrizione

Bella veduta di San Pietro realizzata dall'incisore e calcografo Giovanni Acquaroni, attivo a Roma nella prima metà del XIX secolo e noto collaboratore per le prestigiose raccolte di vedute romane edite da editori storici dell'epoca (come Piale e Franzetti).

L'opera offre una spettacolare e minuziosa prospettiva di Piazza San Pietro, con la facciata della Basilica, la maestosa cupola, l'obelisco centrale e l'abbraccio del celebre colonnato berniniano. La scena è animata in primo piano da personaggi e carrozze d'epoca che restituiscono fedelmente l'atmosfera della Roma pontificia ottocentesca. In basso è presente la doppia didascalia bilingue (italiano e francese), un tratto distintivo delle produzioni destinate ai viaggiatori internazionali del celebre Grand Tour.

Acquaforte, in ottimo stato di conservazione.

Giovanni ACQUARONI (attivo prima metà del sec. XIX)

Incisore in rame, attivo nella prima metà del sec. XIX. Mancano di lui dati anagrafici precisi e i lessicografi ne ignorano per solito il nome. Attivissimo dal 1826, al servizio della Calcografia Camerale e dell'editoria privata in Roma (Franzetti, Cuccioni, Antonelli, Piale, Monaldini), in quell'anno collabora alla Nuova raccolta di cento principali vedute di Roma e sue vicinanze del Piale, insieme con Pietro Parboni, Francesco Rinaldi e Pietro Ruga. Nello stesso anno egli firma un Interno del Pantheon per l'Antonelli, che lo diffonde specialmente all'estero, e licenzia una Pianta delle vestigia di Roma secondo le osservazioni di Antonio De Romanis... di Antonio Nibby,a cura di Venanzio Monaldini libraio, da cui la sua reputazione di cartografo esce consolidata e gli vale nel 1827 e 1829 l'incarico da parte della Calcografia Camerale di incidere due grandi Piante di Roma, una diversa dall'altra. Ma le sue condizioni di salute, già da tempo cagionevoli, non gli permettono di mantenere integralmente l'impegno; per cui nel maggio del 1834, come risulta da un'annotazione sullo Stato degli incisori che sono arretrati ne' lavori di quell'Istituto, chiede che l'incarico venga commutato in una pianta sola, da incidere "per lo prezzo di p(aoli) 3000 circa" (si tratta forse della Pianta di Roma sul principio del sec. XIX, inserita, come anonima, nel catalogo della Calcografia Camerale).

Giovanni ACQUARONI (attivo prima metà del sec. XIX)

Incisore in rame, attivo nella prima metà del sec. XIX. Mancano di lui dati anagrafici precisi e i lessicografi ne ignorano per solito il nome. Attivissimo dal 1826, al servizio della Calcografia Camerale e dell'editoria privata in Roma (Franzetti, Cuccioni, Antonelli, Piale, Monaldini), in quell'anno collabora alla Nuova raccolta di cento principali vedute di Roma e sue vicinanze del Piale, insieme con Pietro Parboni, Francesco Rinaldi e Pietro Ruga. Nello stesso anno egli firma un Interno del Pantheon per l'Antonelli, che lo diffonde specialmente all'estero, e licenzia una Pianta delle vestigia di Roma secondo le osservazioni di Antonio De Romanis... di Antonio Nibby,a cura di Venanzio Monaldini libraio, da cui la sua reputazione di cartografo esce consolidata e gli vale nel 1827 e 1829 l'incarico da parte della Calcografia Camerale di incidere due grandi Piante di Roma, una diversa dall'altra. Ma le sue condizioni di salute, già da tempo cagionevoli, non gli permettono di mantenere integralmente l'impegno; per cui nel maggio del 1834, come risulta da un'annotazione sullo Stato degli incisori che sono arretrati ne' lavori di quell'Istituto, chiede che l'incarico venga commutato in una pianta sola, da incidere "per lo prezzo di p(aoli) 3000 circa" (si tratta forse della Pianta di Roma sul principio del sec. XIX, inserita, come anonima, nel catalogo della Calcografia Camerale).