Roma - Acquedotti veduta generale

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Riferimento: S30362.2
Autore James ANDERSON
Anno: 1870 ca.
Zona: Acquedotti
Misure: 255 x 195 mm
200,00 €

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Riferimento: S30362.2
Autore James ANDERSON
Anno: 1870 ca.
Zona: Acquedotti
Misure: 255 x 195 mm
200,00 €

Descrizione

Albumina su carta, applicata su supporto coevo, circa 1870/75 circa.

Priva di firma, la fotografia riporta in basso l’iscrizione "Roma. Via Appia Nuova e acquedotti di Claudio" ed è attribuita a James Anderson. Le maestose arcate dell'acquedotto romano (Aqua Claudia / Felice) che attraversano la campagna romana lungo la Via Appia Nuova. Scattata prima del 1877, anno della morte dell'autore, documenta un paesaggio bucolico e suburbano oggi in parte trasformato dall'urbanizzazione della periferia romana.

Al verso del supporto cartaceo è applicata una fotografia della Via Appia Antica, sempre attribuita a James Anderson. La celebre regina viarum (la regina delle strade), con i resti di antichi monumenti funerari romani e mausolei che costeggiano il tracciato sterrato. Si notano alcune figure umane in piedi lungo la strada, tra cui due carabinieri, immortalati in un paesaggio rurale e archeologico. Sul lato sinistro spiccano i caratteristici pini domestici e cipressi che da sempre definiscono il panorama della campagna romana lungo l'Appia.

James Isaac Atkinson Anderson (Blencarn, 11 marzo 1813 – Roma, 27 febbraio 1877) è stato un pittore e fotografo britannico, stabilitosi a Roma dal 1838. Menzionato tra i pittori attivi a Roma in una guida del 1841, e ne ritroviamo la firma nella Rubrica degli artisti del Caffè Greco, qualificandosi come "Pittore, via del Muro Nuovo, n. 89", ma anche come "Anderson James fotografo, fuori Porta del Popolo, n. 19". Il che mostra come Anderson, che nel venire a Roma doveva aver immaginato di costruirsi una carriera come realizzatore di acquerelli nel mercato da sempre fiorente delle illustrazioni e vedute della città - ad uso dei forestieri, ma non solo - avesse già cominciato a lavorare anche con la nuova tecnica fotografica, realizzando dei calotipi (procedimento brevettato nel 1841). A Roma visse fino alla morte, creandovi la propria casa fotografica, alla quale tre generazioni di Anderson; prima con il figlio Domenico (1854-1938), e poi con i figli di questi, Alessandro e Giorgio, procurarono una lunga fortuna internazionale.

James ANDERSON (Blencarn 1813 - Roma 1877)

James Isaac Atkinson Anderson (Blencarn, 11 marzo 1813 – Roma, 27 febbraio 1877) è stato un pittore e fotografo britannico, stabilitosi a Roma dal 1838. Nacque in una famiglia di agricoltori nel villaggio di Blencarn, in Cumbria. Dopo un periodo di studio della pittura ad acquerello a Parigi, nel 1838 arriva a Roma e prende il nome d'arte di W. Nugent Dumbar. Con questo nome e tre vedute apprezzate partecipa ad una mostra alla palazzina Valadier di piazza del Popolo nel 1839; viene poi menzionato tra i pittori attivi a Roma in una guida del 1841, e ne ritroviamo la firma nella Rubrica degli artisti del Caffè Greco, qualificandosi alla lettera D - in una data imprecisata, ma anteriore al 1845, quando il Caffè aprì la Rubrica - come "Pittore, via del Muro Nuovo, n. 89". La cosa curiosa è che la stessa mano firma, alla lettera A, una nota "Anderson James fotografo, fuori Porta del Popolo, n. 19". Il che mostra come Anderson, che nel venire a Roma doveva aver immaginato di costruirsi una carriera come realizzatore di acquerelli nel mercato da sempre fiorente delle illustrazioni e vedute della città - ad uso dei forestieri, ma non solo - avesse già cominciato a lavorare anche con la nuova tecnica fotografica, realizzando dei calotipi (procedimento brevettato nel 1841). L'artista, anglicano, si ambientò bene, a Roma, dove prese anche moglie (Maria De Mutis, che tra il 1854 e il 1863 gli diede quattro figli maschi, e morì di colera nel 1867), e i suoi figli furono poi tutti battezzati cattolici (la città, del resto, era ancora capitale dello Stato Pontificio). A Roma visse fino alla morte, creandovi la propria casa fotografica, alla quale tre generazioni di Anderson; prima con il figlio Domenico (1854-1938), e poi con i figli di questi, Alessandro e Giorgio, procurarono una lunga fortuna internazionale. L'azienda, creata nel 1851, durò fino al 1963 quando la Società Anonima Domenico Anderson venne rilevata da un Istituto Italiano per la Collaborazione Culturale, con sede in via del Collegio Romano 2. La qualità documentaria delle immagini fotografiche - ovviamente più fedeli al vero delle incisioni - andava intanto conquistando il mercato dei viaggiatori, studiosi e appassionati di antichità, soprattutto stranieri: Anderson se ne rese presto conto e intensificò il proprio lavoro in questo campo. Nel 1851, poi, affidò la distribuzione delle proprie opere alla libreria Spithöver. Nel 1859 Anderson pubblicò il suo primo ed unico catalogo (Catalogue des photographies de Rome de James Anderson): 28 pagine in formato 9 x 13, con la descrizione sommaria di 667 fotografie.

James ANDERSON (Blencarn 1813 - Roma 1877)

James Isaac Atkinson Anderson (Blencarn, 11 marzo 1813 – Roma, 27 febbraio 1877) è stato un pittore e fotografo britannico, stabilitosi a Roma dal 1838. Nacque in una famiglia di agricoltori nel villaggio di Blencarn, in Cumbria. Dopo un periodo di studio della pittura ad acquerello a Parigi, nel 1838 arriva a Roma e prende il nome d'arte di W. Nugent Dumbar. Con questo nome e tre vedute apprezzate partecipa ad una mostra alla palazzina Valadier di piazza del Popolo nel 1839; viene poi menzionato tra i pittori attivi a Roma in una guida del 1841, e ne ritroviamo la firma nella Rubrica degli artisti del Caffè Greco, qualificandosi alla lettera D - in una data imprecisata, ma anteriore al 1845, quando il Caffè aprì la Rubrica - come "Pittore, via del Muro Nuovo, n. 89". La cosa curiosa è che la stessa mano firma, alla lettera A, una nota "Anderson James fotografo, fuori Porta del Popolo, n. 19". Il che mostra come Anderson, che nel venire a Roma doveva aver immaginato di costruirsi una carriera come realizzatore di acquerelli nel mercato da sempre fiorente delle illustrazioni e vedute della città - ad uso dei forestieri, ma non solo - avesse già cominciato a lavorare anche con la nuova tecnica fotografica, realizzando dei calotipi (procedimento brevettato nel 1841). L'artista, anglicano, si ambientò bene, a Roma, dove prese anche moglie (Maria De Mutis, che tra il 1854 e il 1863 gli diede quattro figli maschi, e morì di colera nel 1867), e i suoi figli furono poi tutti battezzati cattolici (la città, del resto, era ancora capitale dello Stato Pontificio). A Roma visse fino alla morte, creandovi la propria casa fotografica, alla quale tre generazioni di Anderson; prima con il figlio Domenico (1854-1938), e poi con i figli di questi, Alessandro e Giorgio, procurarono una lunga fortuna internazionale. L'azienda, creata nel 1851, durò fino al 1963 quando la Società Anonima Domenico Anderson venne rilevata da un Istituto Italiano per la Collaborazione Culturale, con sede in via del Collegio Romano 2. La qualità documentaria delle immagini fotografiche - ovviamente più fedeli al vero delle incisioni - andava intanto conquistando il mercato dei viaggiatori, studiosi e appassionati di antichità, soprattutto stranieri: Anderson se ne rese presto conto e intensificò il proprio lavoro in questo campo. Nel 1851, poi, affidò la distribuzione delle proprie opere alla libreria Spithöver. Nel 1859 Anderson pubblicò il suo primo ed unico catalogo (Catalogue des photographies de Rome de James Anderson): 28 pagine in formato 9 x 13, con la descrizione sommaria di 667 fotografie.