Sette statue drappeggiate

Riferimento: A54056
Autore Jan de BISSCHOP
Anno: 1670 ca.
Misure: 130 x 220 mm
150,00 €

Riferimento: A54056
Autore Jan de BISSCHOP
Anno: 1670 ca.
Misure: 130 x 220 mm
150,00 €

Descrizione

Tavola tratta dall’opera Paradigmata graphices variorum artificum di Jan de Bisscshop

Pubblicata per la prima volta a L’Aja nel 1671, contiene 57 tavole – tutte incise da Bisschop - che riproducono disegni di maestri italiani del Rinascimento, tra cui Giulio Romano, Michelangelo e Raffaello. Ogni tavola reca il monogramma latino dell’artista: JE. f. (Johannes Episcopius fecit)

Il volume è spesso rilegato con i Signorum veterum icones (1668), altra celebre opera di Bisschop.

Acquaforte, in ottimo stato di conservazione.

Jan de BISSCHOP (1628–1671)

Jan de Bisschop era il figlio di Harmen Jansz, de Bisschop e Aaltje Adriaensz. van Noort. Jan preferiva chiamarsi Episcopius (termine latino per vescovo) poiché aveva una forte preferenza per la lingua latina. Si presume che fosse un apprendista di Bartolomeo Breenbergh, sebbene fosse un dillettante. Jan studiò legge a Leida, stabilendosi quindi come avvocato a L’Aia nel 1652, dove intrattenne stretti legami e amicizia con la famiglia Huygens, in particolare con Constantijn Huygens Jr.. Insieme a Jacob van der Does Sr., Maerten Lengele, Willem Doudijns e probabilmente Constantijn Huygens Jr., Jan de Bisschop fondò un’accademia di disegno per promuovere il classicismo. Le pubblicazioni più importanti sul classicismo di De Bisschops sarebbero seguite diversi anni dopo con i “Signorum veterum Icones” e “Paradigmata Graphices Variorum Artificium”, opera con incisioni su disegni di maestri italiani. Jan de Bisschop morì di tubercolosi nel 1671, dopo di che i suoi disegni e stampe furono messi all'asta.

Jan de BISSCHOP (1628–1671)

Jan de Bisschop era il figlio di Harmen Jansz, de Bisschop e Aaltje Adriaensz. van Noort. Jan preferiva chiamarsi Episcopius (termine latino per vescovo) poiché aveva una forte preferenza per la lingua latina. Si presume che fosse un apprendista di Bartolomeo Breenbergh, sebbene fosse un dillettante. Jan studiò legge a Leida, stabilendosi quindi come avvocato a L’Aia nel 1652, dove intrattenne stretti legami e amicizia con la famiglia Huygens, in particolare con Constantijn Huygens Jr.. Insieme a Jacob van der Does Sr., Maerten Lengele, Willem Doudijns e probabilmente Constantijn Huygens Jr., Jan de Bisschop fondò un’accademia di disegno per promuovere il classicismo. Le pubblicazioni più importanti sul classicismo di De Bisschops sarebbero seguite diversi anni dopo con i “Signorum veterum Icones” e “Paradigmata Graphices Variorum Artificium”, opera con incisioni su disegni di maestri italiani. Jan de Bisschop morì di tubercolosi nel 1671, dopo di che i suoi disegni e stampe furono messi all'asta.