Stato della Chiesa

Riferimento: CO-133
Autore Giovanni Antonio MAGINI
Anno: 1607 ca.
Zona: Stato della Chiesa
Luogo di Stampa: Bologna
Misure: 430 x 375 mm
600,00 €

Riferimento: CO-133
Autore Giovanni Antonio MAGINI
Anno: 1607 ca.
Zona: Stato della Chiesa
Luogo di Stampa: Bologna
Misure: 430 x 375 mm
600,00 €

Descrizione

In alto, nel cartiglio di destra il titolo STATO DELLA CHIESA. Nel cartiglio a sinistra la dedica All’ Ill.mo et Rev.mo S.or mio Sig.re et padrone col.mo il S.or Cardinale Giulio Savelli leg.to di Bol.a. Fabio di Gio: Ant.o Magini Paduano. In basso a sinistra, sormontata dai simboli papali e dallo stemma di papa Paolo V (Camillo Borghese 1552-1621 (eletto papa il 16 maggio 1605), la scala grafica Scala di Miglia trenta (30 miglia pari a mm 45). A destra lungo il bordo  la firma Beniamin Wright Ang.fe. Orientazione nei quattro lati al centro con il nome dei punti cardinali Septentrio, Meridies, Oriens, Occidens, il nord in alto. Graduazione ai margini di 1’ in 1’ da 41° 20’ a 45° di latitudine, e da 31° 36’ a 37° 15’ di longitudine.

Carta geografica tratta dal L’Italia a cura di Fabio Magini, edito a Bologna nel 1620, tre anni dopo la prematura morte del padre.

Composto da un breve testo descrittivo di sole 24 carte, l’opera è corredata di 61 carte geografiche della penisola, e costituisce il primo esempio di atlante italiano. L’opera è per intero di mano del Magini, che iniziò la realizzazione delle carte nel 1594 circa, dando alla luce per prima nel 1595 la carta del territorio di Bologna. Tutte le carte vennero alle stampe quindi prima del 1620, nelle loro stesure provvisorie, successivamente corrette ed aggiornate per l’edizione definitiva. Per la realizzazione delle lastre il Magini si servì di due dei più famosi intagliatori dell’epoca: il belga Arnoldo Arnoldi e l’inglese Benjamin Wright.

La carta raffigura l'intera Italia centrale, includendo lo Stato della Chiesa, il Ducato di Urbino e gran parte della Toscana, ed è la risultante delle singole carte precedentemente realizzate dal Magini. L'incisore è l'inglese Benjamin Wright.

Acquaforte, finemente colorata a mano, in ottimo stato di conservazione.

Bibliografia

Almagià (1960): pp. 24-25, tav. XXXV; Cassano (1990): pp. 36-37; F. Ronca e A. Sorbini (a cura di) "Le antiche terre del Ducato di Spoleto", p. 52, n. 12.

Giovanni Antonio MAGINI (1555 - 1617)

Giovanni Antonio Magini è stato un affermato matematico, astronomo, e cartografo italiano. Come cartografo, il suo nome è legato all’atlante “Italia”, che fu pubblicato dal figlio Fabio nel 1620, tre anni dopo la prematura morte del padre. Composto da un breve testo descrittivo di sole 24 carte, l’opera è corredata di 61 carte geografiche della penisola, e costituisce il primo esempio di atlante italiano. L’opera è per intero di mano del Magini, che iniziò la realizzazione delle carte nel 1594 circa, dando alla luce per prima nel 1595 la carta del territorio di Bologna. Tutte le carte vennero alle stampe quindi prima del 1620, nelle loro stesure provvisorie, successivamente corrette ed aggiornate per l’edizione definitiva. Per la realizzazione delle lastre il Magini si servì di due dei più famosi intagliatori dell’epoca: il belga Arnorldo Arnoldi e l’inglese Benjamin Wright. L’importanza di questo lavoro del Magini è notevolissima, come pure l’influenza sulla cartografia della penisola per i successivi due secoli: da Ortelius ai principali cartografi ed editori olandesi, tutta la cartografia della penisola è tratta dal lavoro del matematico padovano.

Bibliografia

Almagià (1960): pp. 24-25, tav. XXXV; Cassano (1990): pp. 36-37; F. Ronca e A. Sorbini (a cura di) "Le antiche terre del Ducato di Spoleto", p. 52, n. 12.

Giovanni Antonio MAGINI (1555 - 1617)

Giovanni Antonio Magini è stato un affermato matematico, astronomo, e cartografo italiano. Come cartografo, il suo nome è legato all’atlante “Italia”, che fu pubblicato dal figlio Fabio nel 1620, tre anni dopo la prematura morte del padre. Composto da un breve testo descrittivo di sole 24 carte, l’opera è corredata di 61 carte geografiche della penisola, e costituisce il primo esempio di atlante italiano. L’opera è per intero di mano del Magini, che iniziò la realizzazione delle carte nel 1594 circa, dando alla luce per prima nel 1595 la carta del territorio di Bologna. Tutte le carte vennero alle stampe quindi prima del 1620, nelle loro stesure provvisorie, successivamente corrette ed aggiornate per l’edizione definitiva. Per la realizzazione delle lastre il Magini si servì di due dei più famosi intagliatori dell’epoca: il belga Arnorldo Arnoldi e l’inglese Benjamin Wright. L’importanza di questo lavoro del Magini è notevolissima, come pure l’influenza sulla cartografia della penisola per i successivi due secoli: da Ortelius ai principali cartografi ed editori olandesi, tutta la cartografia della penisola è tratta dal lavoro del matematico padovano.