L'Interno della Basilica Vaticana colla Rappresentanza dell'Ordine con cui l'Ecclesiastica Gerarchia de' Cardinali...

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Riferimento: A53194.1
Autore Giuseppe VASI
Anno: 1775
Zona: San Pietro
Luogo di Stampa: Roma
Misure: 970 x 705 mm
1.500,00 €

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Riferimento: A53194.1
Autore Giuseppe VASI
Anno: 1775
Zona: San Pietro
Luogo di Stampa: Roma
Misure: 970 x 705 mm
1.500,00 €

Descrizione

Dedica e titolo nel margine inferiore: Alla Santità del Sommo Pontefice Papa PIO VI. Felicemente Regnante.

L'interno della basilica vaticana colla rappresentanza dell'ordine, con cui l'ecclesiastica gerarchia de' cardinali, arcivescovi, vescovi, prelati, ed altri personaggi, processionalmente colla Santità Sua si porta per celebrare le sagre solenni funzioni/ prostrato à Suoi Ss. piedi Giuseppe Vasi conte palatino, e cavaliere dell'aula lateranense, da se disegnato, ed inciso in rame l'anno del giubileo 1775, umilmente da, dona, e dedica.

Disegnata e incisa durante l'anno giubilare del 1775, la stampa mostra una veduta interna di San Pietro in cui Papa Pio VI, cardinali, arcivescovi, vescovi, prelati e altri dignitari procedono lungo la navata nell'esercizio di funzioni solenni; gli spettatori inginocchiati guardano verso il papa, che è seduto su una portantina sotto un baldacchino o drappo, affiancato da ufficiali che tengono i flabelli. L'architettura della navata è resa nel dettaglio, con didascalie che elencano le tombe, le sculture, i tabernacoli, le cappelle e le decorazioni pittoriche.

Acquaforte, 1775, stampata da due lastre su due fogli uniti al centro.

Magnifica prova, ricca di toni, impressa su due fogli di carta vergata coeva, irregolarmente rifilata al rame e applicata su supporto ottocentesco, piccole ossidazioni, per il resto in ottime condizioni.

Prima edizione, l’unica coeva, di questa magnifica incisione.

Bibliografia

Scalabroni, Giuseppe Vasi, n. 434.

Giuseppe VASI (Corleone, 27 Agosto 1710 - Roma, 16 Aprile 1782)

Pittore e incisore italiano. Dopo aver completato gli studi classici, si dedicò all’arte della stampa a Palermo, probabilmente studiando presso il Collegio Carolino, fondato dai Gesuiti nel 1728, e nel quale Francesco Ciché (prima del 1707; Palermo, 1742) insegnava. Vasi era già un incisore famoso quando, nel 1736, contribuì ad illustrare La reggia in trionfo di Pietro La Placa, in cui si descrivevano le feste celebratesi a Palermo per l’incoronazione di Carlo III di Napoli (futuro Carlo III di Spagna). Lo stesso anno, Vasi si trasferì a Roma dove, in quanto proveniente dal regno di Napoli, gli venne subito offerta la protezione dell’Ambasciatore, il Cardinal Troiano Aquaviva d’Aragona (1694 - 1747). A Roma incontrò altri artisti che lavoravano per lo stesso mecenate: Sebastiano Conca, Luigi Vanvitelli e Ferdinando Fuga. È su questo sfondo che l’opera romana di Vasi, durante la sua permanenza al Palazzo Farnese, dovrebbe essere considerata: il suo monopolio come incisore dei documenti romani del monarca, le lastre per i festival della “Chinea” e gli archi trionfali eretti di fronte ai giardini del Palatino in occasione della temporale sovranità su Roma.

Giuseppe VASI (Corleone, 27 Agosto 1710 - Roma, 16 Aprile 1782)

Pittore e incisore italiano. Dopo aver completato gli studi classici, si dedicò all’arte della stampa a Palermo, probabilmente studiando presso il Collegio Carolino, fondato dai Gesuiti nel 1728, e nel quale Francesco Ciché (prima del 1707; Palermo, 1742) insegnava. Vasi era già un incisore famoso quando, nel 1736, contribuì ad illustrare La reggia in trionfo di Pietro La Placa, in cui si descrivevano le feste celebratesi a Palermo per l’incoronazione di Carlo III di Napoli (futuro Carlo III di Spagna). Lo stesso anno, Vasi si trasferì a Roma dove, in quanto proveniente dal regno di Napoli, gli venne subito offerta la protezione dell’Ambasciatore, il Cardinal Troiano Aquaviva d’Aragona (1694 - 1747). A Roma incontrò altri artisti che lavoravano per lo stesso mecenate: Sebastiano Conca, Luigi Vanvitelli e Ferdinando Fuga. È su questo sfondo che l’opera romana di Vasi, durante la sua permanenza al Palazzo Farnese, dovrebbe essere considerata: il suo monopolio come incisore dei documenti romani del monarca, le lastre per i festival della “Chinea” e gli archi trionfali eretti di fronte ai giardini del Palatino in occasione della temporale sovranità su Roma.