Milano - Piazza del Duomo

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Riferimento: S48308.1
Autore Giacomo Brogi
Anno: 1881 ca.
Zona: Milano
Misure: 250 x 195 mm
250,00 €

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Riferimento: S48308.1
Autore Giacomo Brogi
Anno: 1881 ca.
Zona: Milano
Misure: 250 x 195 mm
250,00 €

Descrizione

Albumina su carta, colorata a mano, databile circa al 1881.

Fotografia ritoccata a mano raffigurante Piazza del Duomo a Milano, catalogata come edizione del fotografo e editore fiorentino Giacomo Brogi (numero 4603). La veduta d'epoca della celebre piazza milanese, con l'imponente sagoma del Duomo sullo sfondo, l'ingresso della Galleria Vittorio Emanuele II a sinistra e i caratteristici binari del tram con passanti in abiti di fine secolo. Nell'angolo in basso a sinistra compare la scritta impressa "4603 MILANO Piazza del Duomo", mentre a destra è visibile la dicitura "Edizioni Brogi".

Nel 1881 vennero inaugurate le prime tranvie a cavalli urbane, in occasione dell’Esposizione Nazionale di Milano. La nuova e spaziosissima piazza del Duomo, cuore della città, dovette sembrare il luogo ideale per ospitare il capolinea delle nuove linee tranviarie. Queste, partendo dal centro, seguivano un andamento radiale in direzione delle varie porte della città, ricalcando del resto lo schema urbanistico cittadino. In poco tempo le linee si moltiplicarono. Già nel 1883 i binari avevano completamente invaso la piazza, creando un doppio anello intorno alla statua equestre di Vittorio Emanuele II e circondando completamente la chiesa.

Giacomo Brogi (Firenze, 6 aprile 1822 – Firenze, 29 novembre 1881) iniziò la sua attività lavorativa di fotografo nel 1856 circa, fondando una propria ditta attorno al 1864: "Edizioni Brogi Firenze", specializzata in ritrattistica e successivamente in fotografie di opere d'arte, in particolare nella riproduzione della scultura e nelle panoramiche. Eseguì diverse campagne fotografiche nelle regioni italiane e ne organizzò una importante in Medio Oriente, in particolar modo fotografando i Luoghi Santi, venendo insignito per questo ultimo lavoro di medaglia d'argento dal Papa Pio IX. La Ditta Brogi partecipò nel 1873 all'esposizione di Vienna, nel 1881 a quella di Milano e nel 1889 partecipò all'Esposizione Universale di Firenze esponendo opere fuori concorso a puro titolo di patrocinio. Alla sua morte la gestione dell'attività passò al figlio Carlo (1850-1925), uno dei promotori della Società Fotografica Italiana e che si distinse nella lotta per la difesa dei diritti della categoria dei fotografi mentre l'altro figlio, Alfredo, prese in mano l'amministrazione. La ditta cessò nel 1950 circa e pochi anni dopo il patrimonio Brogi entrò a far parte dell'Archivio Alinari.

Giacomo Brogi (Firenze 1822 -1881)

Giacomo Brogi (Firenze, 6 aprile 1822 – Firenze, 29 novembre 1881) è stato un fotografo italiano. All'età di 11 anni iniziò a lavorare presso l'editore Batelli e frequentò la scuola d'incisione del Perfetti. Successivamente, nel 1846, anno del matrimonio con Enrichetta Baldelli, passò a lavorare con il calcografo Achille Paris come ritoccatore. Iniziò la sua attività lavorativa di fotografo nel 1856 circa, fondando una propria ditta attorno al 1864: "Edizioni Brogi Firenze", specializzata in ritrattistica e successivamente in fotografie di opere d'arte, in particolare nella riproduzione della scultura e nelle panoramiche. Eseguì diverse campagne fotografiche nelle regioni italiane e ne organizzò una importante in Medio Oriente, in particolar modo fotografando i Luoghi Santi, venendo insignito per questo ultimo lavoro di medaglia d'argento dal Papa Pio IX. La Ditta Brogi partecipò nel 1873 all'esposizione di Vienna, nel 1881 a quella di Milano e nel 1889 partecipò all'Esposizione Universale di Firenze esponendo opere fuori concorso a puro titolo di patrocinio. Alla sua morte la gestione dell'attività passò al figlio Carlo (1850-1925), uno dei promotori della Società Fotografica Italiana e che si distinse nella lotta per la difesa dei diritti della categoria dei fotografi mentre l'altro figlio, Alfredo, prese in mano l'amministrazione. Con la morte di Carlo, l'eredità passo alla figlia Eugenia e al marito Laurati che morì l'anno seguente nel 1926. Del periodo che segue si hanno notizie abbastanza scarse, sappiamo che nel 1940, il figlio Giorgio Laurati cercò di rilanciare lo Stabilimento fotografico grazie anche all'opera di Gino Malenotti, all'epoca noto per la sua capacità di fotografare le statue, anche grazie allo studioso ungherese Jenō Làny per il suo lavoro sulle opere di Donatello che si avvalse delle immagini di Malenotti. La ditta cessò nel 1950 circa e pochi anni dopo il patrimonio Brogi entrò a far parte dell'Archivio Alinari.

Giacomo Brogi (Firenze 1822 -1881)

Giacomo Brogi (Firenze, 6 aprile 1822 – Firenze, 29 novembre 1881) è stato un fotografo italiano. All'età di 11 anni iniziò a lavorare presso l'editore Batelli e frequentò la scuola d'incisione del Perfetti. Successivamente, nel 1846, anno del matrimonio con Enrichetta Baldelli, passò a lavorare con il calcografo Achille Paris come ritoccatore. Iniziò la sua attività lavorativa di fotografo nel 1856 circa, fondando una propria ditta attorno al 1864: "Edizioni Brogi Firenze", specializzata in ritrattistica e successivamente in fotografie di opere d'arte, in particolare nella riproduzione della scultura e nelle panoramiche. Eseguì diverse campagne fotografiche nelle regioni italiane e ne organizzò una importante in Medio Oriente, in particolar modo fotografando i Luoghi Santi, venendo insignito per questo ultimo lavoro di medaglia d'argento dal Papa Pio IX. La Ditta Brogi partecipò nel 1873 all'esposizione di Vienna, nel 1881 a quella di Milano e nel 1889 partecipò all'Esposizione Universale di Firenze esponendo opere fuori concorso a puro titolo di patrocinio. Alla sua morte la gestione dell'attività passò al figlio Carlo (1850-1925), uno dei promotori della Società Fotografica Italiana e che si distinse nella lotta per la difesa dei diritti della categoria dei fotografi mentre l'altro figlio, Alfredo, prese in mano l'amministrazione. Con la morte di Carlo, l'eredità passo alla figlia Eugenia e al marito Laurati che morì l'anno seguente nel 1926. Del periodo che segue si hanno notizie abbastanza scarse, sappiamo che nel 1940, il figlio Giorgio Laurati cercò di rilanciare lo Stabilimento fotografico grazie anche all'opera di Gino Malenotti, all'epoca noto per la sua capacità di fotografare le statue, anche grazie allo studioso ungherese Jenō Làny per il suo lavoro sulle opere di Donatello che si avvalse delle immagini di Malenotti. La ditta cessò nel 1950 circa e pochi anni dopo il patrimonio Brogi entrò a far parte dell'Archivio Alinari.