Tavola dei Venti

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Riferimento: A54497
Autore Fabrizio PADOVANI
Anno: 1601
Zona: Tavola dei Venti
Luogo di Stampa: Bologna
Misure: 140 x 145 mm
500,00 €

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Riferimento: A54497
Autore Fabrizio PADOVANI
Anno: 1601
Zona: Tavola dei Venti
Luogo di Stampa: Bologna
Misure: 140 x 145 mm
500,00 €

Descrizione

Diagramma cosmografico e meteorologico estratto dal trattato scientifico di Fabrizio Padovani intitolato Tractatus duo Alter de Ventis Alter Perbrevis de Terraemotu Adiecto Indice copiosissimo pubblicato a Bologna nel 1601.

Il diagramma è strutturato sotto forma di sfera armillare che racchiude il globo terrestre al centro. Questo strumento cartografico e concettuale serviva a studiare l'azione dei venti e la loro classificazione scientifica all'epoca. Al centro del cerchio graduato si trova una rappresentazione emisferica della Terra. Intorno ad essa si sviluppano i cerchi dei tropici, dell'equatore e la fascia obliqua finemente incisa dello Zodiaco con i relativi simboli astrologici e astronomici. Il perimetro esterno, una “Rosa dei Venti Cosmica”, è circondato da un anello di coordinate che riporta i punti cardinali principali (Septentrio per il Nord, Meridies per il Sud, Ortus per l'Est e Occasus per l'Ovest) e la suddivisione classica dei venti collaterali.

Il testo sottostante analizza la nomenclatura dei venti, evidenziando come spesso i diversi autori classici e contemporanei abbiano scambiato, invertito o confuso i nomi dei venti cardinali e collaterali. Nel testo al verso, l'autore discute la classificazione e la ripartizione geografica e astronomica dei dodici venti rispetto alla Terra, allo Zodiaco e ai punti cardinali, raggruppandoli in quattro gruppi principali: tre orientali (orientales), tre occidentali (occidentales), tre settentrionali (septentrionales), tre meridionali (meridionales).

Il Tractatus duo Alter de Ventis Alter Perbrevis de Terraemotu Adiecto Indice copiosissimo rappresenta uno dei primi e più ambiziosi studi della prima età moderna interamente dedicati alla meteorologia, alla natura dei venti e ai terremoti, ponendosi come un ponte tra la filosofia naturale classica e le nuove scoperte geografiche.

Padovani, medico e filosofo originario di Forlì, si basa sulla teoria delle esalazioni di stampo aristotelico. Tuttavia, integra nel trattato i resoconti e le informazioni raccolte dai navigatori che viaggiavano tra i continenti, trasformando lo studio dei venti in uno dei primi esempi di scienza globale.

Padovani analizza come ogni vento acquisisca proprietà calde, fredde, secche o umide a seconda della zona geografica e della fascia climatica da cui si origina. In quanto medico, Padovani dedica un'ampia sezione a come i diversi venti influenzino la salute umana, propagando malattie o alterando gli umori corporei a seconda delle latitudini.

Acquaforte, in ottimo stato di conservazione. Molto rara.

Bibliografia

Riccardi pp. 230-231; Shirley 232.

Fabrizio PADOVANI (attivo tra la seconda metà del XVI secolo e i primi anni del XVII)

Padovani è stato un filosofo, medico e scienziato italiano attivo a Bologna tra il XVI e il XVII secolo. Sebbene la sua opera principale sia rimasta celebre nella storia della scienza, i dettagli strettamente biografici sulla sua vita sono storicamente frammentari, poiché la sua figura viene ricordata soprattutto per i suoi contributi scritti e l'attività accademica. Benché spesso associato all'ambiente accademico e scientifico bolognese (dove pubblicò e operò), Padovani era originario di Forlì. La sua famiglia traeva in realtà le radici storiche da Padova (da cui derivò il cognome), da dove era fuggita secoli prima a causa delle persecuzioni del tiranno Ezzelino da Romano, stabilendosi in Romagna. Nei suoi scritti e nei documenti storici d'epoca, veniva formalmente definito philosophus ac medicus (filosofo e medico). All'epoca, lo studio della medicina era indissolubilmente legato alla filosofia naturale e alla comprensione del cosmo e dei fenomeni terrestri. Oltre a praticare ed essere stimato in Italia, Padovani visse e lavorò come medico in Germania durante una parte della sua vita. Questa esperienza oltralpina e i contatti con l'Europa centrale influenzarono profondamente la sua visione scientifica. Non limitandosi alla medicina dei corpi, Padovani dimostrò un vivo interesse per la meccanica. Nel suo trattato descrisse minuziosamente l'applicazione pratica della forza dell'aria, inserendo illustrazioni di mantici, mulini, fonderie e strumenti tecnologici del tempo.

Fabrizio PADOVANI (attivo tra la seconda metà del XVI secolo e i primi anni del XVII)

Padovani è stato un filosofo, medico e scienziato italiano attivo a Bologna tra il XVI e il XVII secolo. Sebbene la sua opera principale sia rimasta celebre nella storia della scienza, i dettagli strettamente biografici sulla sua vita sono storicamente frammentari, poiché la sua figura viene ricordata soprattutto per i suoi contributi scritti e l'attività accademica. Benché spesso associato all'ambiente accademico e scientifico bolognese (dove pubblicò e operò), Padovani era originario di Forlì. La sua famiglia traeva in realtà le radici storiche da Padova (da cui derivò il cognome), da dove era fuggita secoli prima a causa delle persecuzioni del tiranno Ezzelino da Romano, stabilendosi in Romagna. Nei suoi scritti e nei documenti storici d'epoca, veniva formalmente definito philosophus ac medicus (filosofo e medico). All'epoca, lo studio della medicina era indissolubilmente legato alla filosofia naturale e alla comprensione del cosmo e dei fenomeni terrestri. Oltre a praticare ed essere stimato in Italia, Padovani visse e lavorò come medico in Germania durante una parte della sua vita. Questa esperienza oltralpina e i contatti con l'Europa centrale influenzarono profondamente la sua visione scientifica. Non limitandosi alla medicina dei corpi, Padovani dimostrò un vivo interesse per la meccanica. Nel suo trattato descrisse minuziosamente l'applicazione pratica della forza dell'aria, inserendo illustrazioni di mantici, mulini, fonderie e strumenti tecnologici del tempo.