Tavola dei Venti

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Riferimento: A54495
Autore Fabrizio PADOVANI
Anno: 1601
Zona: Tavola dei Venti
Luogo di Stampa: Bologna
Misure: 140 x 140 mm
500,00 €

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Riferimento: A54495
Autore Fabrizio PADOVANI
Anno: 1601
Zona: Tavola dei Venti
Luogo di Stampa: Bologna
Misure: 140 x 140 mm
500,00 €

Descrizione

Tavola dei venti, estratta dal trattato scientifico di Fabrizio Padovani intitolato Tractatus duo Alter de Ventis Alter Perbrevis de Terraemotu Adiecto Indice copiosissimo pubblicato a Bologna nel 1601.

Al centro della pagina risalta un'elaborata rosa dei venti a 24 punte, utilizzata dall'autore per mappare le direzioni dei venti e la loro nomenclatura scientifica e tradizionale dell'epoca. Il testo superiore spiega che vi sono autori che suddividono lo spazio in 24 venti. Tra questi cita esplicitamente il celebre architetto romano Vitruvio (nel Libro I, Capitolo 6 del De architectura) e lo scienziato tedesco Georgius Agricola (nel Libro III del De re metallica), il quale assegnò a ciascun vento un nome specifico qui riportato visivamente. Nel testo inferiore si evidenzia l'utilità pratica di questa complessa configurazione geometrica sia per i marinai tedeschi (per orientarsi e dirigere le navi lungo le rotte marine) sia per i minatori che scavano nelle viscere della terra. Questi ultimi utilizzavano la rosa dei venti per orientarsi nelle caverne, tracciare e descrivere l'andamento delle venature metalliche.

Nel testo al verso, l'autore affronta la filosofia naturale e la comprensione scientifica dei fenomeni atmosferici globali dell'epoca, integrando le nozioni classiche con i dati geografici emersi dalle esplorazioni del Nuovo Mondo. All'interno del testo in latino si possono chiaramente distinguere importanti riferimenti storici e scientifici a Strabone, Ipparco e Agricola.

Il Tractatus duo Alter de Ventis Alter Perbrevis de Terraemotu Adiecto Indice copiosissimo rappresenta uno dei primi e più ambiziosi studi della prima età moderna interamente dedicati alla meteorologia, alla natura dei venti e ai terremoti, ponendosi come un ponte tra la filosofia naturale classica e le nuove scoperte geografiche.

Padovani, medico e filosofo originario di Forlì, si basa sulla teoria delle esalazioni di stampo aristotelico. Tuttavia, integra nel trattato i resoconti e le informazioni raccolte dai navigatori che viaggiavano tra i continenti, trasformando lo studio dei venti in uno dei primi esempi di scienza globale.

Padovani analizza come ogni vento acquisisca proprietà calde, fredde, secche o umide a seconda della zona geografica e della fascia climatica da cui si origina. In quanto medico, Padovani dedica un'ampia sezione a come i diversi venti influenzino la salute umana, propagando malattie o alterando gli umori corporei a seconda delle latitudini.

Acquaforte, in ottimo stato di conservazione. Molto rara.

Bibliografia

Riccardi pp. 230-231; Shirley 232.

Fabrizio PADOVANI (attivo tra la seconda metà del XVI secolo e i primi anni del XVII)

Padovani è stato un filosofo, medico e scienziato italiano attivo a Bologna tra il XVI e il XVII secolo. Sebbene la sua opera principale sia rimasta celebre nella storia della scienza, i dettagli strettamente biografici sulla sua vita sono storicamente frammentari, poiché la sua figura viene ricordata soprattutto per i suoi contributi scritti e l'attività accademica. Benché spesso associato all'ambiente accademico e scientifico bolognese (dove pubblicò e operò), Padovani era originario di Forlì. La sua famiglia traeva in realtà le radici storiche da Padova (da cui derivò il cognome), da dove era fuggita secoli prima a causa delle persecuzioni del tiranno Ezzelino da Romano, stabilendosi in Romagna. Nei suoi scritti e nei documenti storici d'epoca, veniva formalmente definito philosophus ac medicus (filosofo e medico). All'epoca, lo studio della medicina era indissolubilmente legato alla filosofia naturale e alla comprensione del cosmo e dei fenomeni terrestri. Oltre a praticare ed essere stimato in Italia, Padovani visse e lavorò come medico in Germania durante una parte della sua vita. Questa esperienza oltralpina e i contatti con l'Europa centrale influenzarono profondamente la sua visione scientifica. Non limitandosi alla medicina dei corpi, Padovani dimostrò un vivo interesse per la meccanica. Nel suo trattato descrisse minuziosamente l'applicazione pratica della forza dell'aria, inserendo illustrazioni di mantici, mulini, fonderie e strumenti tecnologici del tempo.

Fabrizio PADOVANI (attivo tra la seconda metà del XVI secolo e i primi anni del XVII)

Padovani è stato un filosofo, medico e scienziato italiano attivo a Bologna tra il XVI e il XVII secolo. Sebbene la sua opera principale sia rimasta celebre nella storia della scienza, i dettagli strettamente biografici sulla sua vita sono storicamente frammentari, poiché la sua figura viene ricordata soprattutto per i suoi contributi scritti e l'attività accademica. Benché spesso associato all'ambiente accademico e scientifico bolognese (dove pubblicò e operò), Padovani era originario di Forlì. La sua famiglia traeva in realtà le radici storiche da Padova (da cui derivò il cognome), da dove era fuggita secoli prima a causa delle persecuzioni del tiranno Ezzelino da Romano, stabilendosi in Romagna. Nei suoi scritti e nei documenti storici d'epoca, veniva formalmente definito philosophus ac medicus (filosofo e medico). All'epoca, lo studio della medicina era indissolubilmente legato alla filosofia naturale e alla comprensione del cosmo e dei fenomeni terrestri. Oltre a praticare ed essere stimato in Italia, Padovani visse e lavorò come medico in Germania durante una parte della sua vita. Questa esperienza oltralpina e i contatti con l'Europa centrale influenzarono profondamente la sua visione scientifica. Non limitandosi alla medicina dei corpi, Padovani dimostrò un vivo interesse per la meccanica. Nel suo trattato descrisse minuziosamente l'applicazione pratica della forza dell'aria, inserendo illustrazioni di mantici, mulini, fonderie e strumenti tecnologici del tempo.