Bussola, Rosa dei Venti

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Riferimento: S51210.2
Autore Jacob Aertsz COLOM
Anno: 1638
Luogo di Stampa: Amsterdam
Misure: 270 x 410 mm
500,00 €

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Riferimento: S51210.2
Autore Jacob Aertsz COLOM
Anno: 1638
Luogo di Stampa: Amsterdam
Misure: 270 x 410 mm
500,00 €

Descrizione

La pagina descrive strumenti e metodi fondamentali per la navigazione, come la bussola nautica, visibile in alto, una bussola montata su sospensione cardanica - all'interno di una scatola di legno - per mantenerla in piano durante il rollio della nave. In basso è rappresentata la rosa dei venti, utilizzata per determinare la direzione. Il testo e i diagrammi spiegano come utilizzare l'ombra e gli strumenti d'altezza per calcolare la latitudine.

Pubblicata nel terzo ed ultimo volume dell’atlante nautico del Mediterraneo Der Vyerighe Colom di Jacob Aertsz Colom, edizione olandese, pubblicata ad Amsterdam nel 1638.

Jacob Aertsz. Colom entrò nel mercato delle carte durante l’età dell’oro della cartografia olandese e dovette lavorare sodo per emergere tra gli altri produttori di mappe del tempo. Iniziò a costruire globi nei primi anni del 1630, producendo tre diverse coppie di sfere, di derivazione da Jodocus Hondius. Mentre le grandi tipografie di Blaeu e Janssonius erano in competizione nel pubblicare atlanti sempre più grandi e sontuosi, Colom colse l’opportunità di entrare nel mercato della produzione cartografica, individuando nelle guide nautiche e nei portolani una nicchia commercialmente redditizia. Il suo primo atlante nautico fu il Der Vyerighe Colom (1632) una grande raccolta in 3 parti il cui titolo - parafrasando il proprio cognome - significava “la colonna infuocata”. Nel testo annuncia, provocatoriamente, di correggere gli errori trovati nello Zeespiegel di Blaeu che, in tutta risposta, replicò pubblicando il suo Havenwyser (1634) nel quale accusò Colom di plagio. Tuttavia, la raccolta di Blaeu, frettolosa replica con mappe tratte da altre opere precedenti, non riuscì a frenare il successo di Colom; il De Vyerighr Colom fu tradotto in francese e inglese e fu pubblicato in ben 34 edizioni. Colom produsse anche una versione in formato oblungo del De Vyerighr Colom, ingrandita, prima di cimentarsi in un’opera completamente nuova: l’Atlas of Werelts-Water-Deel. A differenza della sua guida, questo atlante nautico copriva tutto il mondo; era evidentemente una risposta commerciale agli altri produttori di mappe olandesi.

Xilografia, finemente colorata a mano, in ottimo stato di conservazione.

Bibliografia

Jason Hubbard, Atlas Maritimo o Mundo Aquatico, 1668 by Jacob Aertz. Colom, in “Map Forum”, Issue 12, Londra 2005; C. Koeman, Atlantes Neerlandici: Bibliography of Terrestrial, Maritime and Celestial Atlases and Pilot Books Published in the Netherlands up to 1880 Vol. IV, pp. 119-124, J. Col 6 A (29, 30); cfr. National Maritime Museum, Catalogue of the Library - Vol. Three, Atlas & Cartography, Londra, 1971, p. 68, n. 76; cfr. R. Shirley, Maps in the Atlases of the British Library, Londra, 2004, pp. 1080-1082; S. Bifolco, "Mare Nostrum, Cartografia nautica a stampa del Mar Mediterraneo" (2020), pp. 132-35.

Jacob Aertsz COLOM (1600-70 circa)

Jacob Aertsz. Colom entrò nel mercato delle carte durante l’età dell’oro della cartografia olandese e dovette lavorare sodo per emergere tra gli altri produttori di mappe del tempo. Iniziò a costruire globi nei primi anni del 1630, producendo tre diverse coppie di sfere, di derivazione da Jodocus Hondius. Mentre le grandi tipografie di Blaeu e Janssonius erano in competizione nel pubblicare atlanti sempre più grandi e sontuosi, Colom colse l’opportunità di entrare nel mercato della produzione cartografica, individuando nelle guide nautiche e nei portolani una nicchia commercialmente redditizia. Il suo primo atlante nautico fu il De Vyerighe Colom (1632) una grande raccolta in 3 parti il cui titolo - parafrasando il proprio cognome - significava “la colonna infuocata”. Nel testo annuncia, provocatoriamente, di correggere gli errori trovati nello Zeespiegel di Blaeu che, in tutta risposta, replicò pubblicando il suo Havenwyser (1634) nel quale accusò Colom di plagio. Tuttavia, la raccolta di Blaeu, frettolosa replica con mappe tratte da altre opere precedenti, non riuscì a frenare il successo di Colom; il De Vyerighr Colom fu tradotto in francese e inglese e fu pubblicato in ben 34 edizioni. Colom produsse anche una versione in formato oblungo del De Vyerighr Colom, ingrandita, prima di cimentarsi in un’opera completamente nuova: l’Atlas of Werelts-Water-Deel. A differenza della sua guida, questo atlante nautico copriva tutto il mondo; era evidentemente una risposta commerciale agli altri produttori di mappe olandesi.

Jacob Aertsz COLOM (1600-70 circa)

Jacob Aertsz. Colom entrò nel mercato delle carte durante l’età dell’oro della cartografia olandese e dovette lavorare sodo per emergere tra gli altri produttori di mappe del tempo. Iniziò a costruire globi nei primi anni del 1630, producendo tre diverse coppie di sfere, di derivazione da Jodocus Hondius. Mentre le grandi tipografie di Blaeu e Janssonius erano in competizione nel pubblicare atlanti sempre più grandi e sontuosi, Colom colse l’opportunità di entrare nel mercato della produzione cartografica, individuando nelle guide nautiche e nei portolani una nicchia commercialmente redditizia. Il suo primo atlante nautico fu il De Vyerighe Colom (1632) una grande raccolta in 3 parti il cui titolo - parafrasando il proprio cognome - significava “la colonna infuocata”. Nel testo annuncia, provocatoriamente, di correggere gli errori trovati nello Zeespiegel di Blaeu che, in tutta risposta, replicò pubblicando il suo Havenwyser (1634) nel quale accusò Colom di plagio. Tuttavia, la raccolta di Blaeu, frettolosa replica con mappe tratte da altre opere precedenti, non riuscì a frenare il successo di Colom; il De Vyerighr Colom fu tradotto in francese e inglese e fu pubblicato in ben 34 edizioni. Colom produsse anche una versione in formato oblungo del De Vyerighr Colom, ingrandita, prima di cimentarsi in un’opera completamente nuova: l’Atlas of Werelts-Water-Deel. A differenza della sua guida, questo atlante nautico copriva tutto il mondo; era evidentemente una risposta commerciale agli altri produttori di mappe olandesi.