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| Riferimento: | S48308.10 |
| Autore | Anonimo |
| Anno: | 1860 ca. |
| Zona: | Foro Romano |
| Misure: | 370 x 520 mm |
| Riferimento: | S48308.10 |
| Autore | Anonimo |
| Anno: | 1860 ca. |
| Zona: | Foro Romano |
| Misure: | 370 x 520 mm |
Albumina su carta, circa 1860/70.
Lo scatto è effettuato da una posizione elevata, presumibilmente dalle pendici del Campidoglio guardando in direzione sud-est verso il Colosseo. Sulla linea dell'orizzonte si riconoscono chiaramente la mole del Colosseo e il campanile della chiesa di Santa Francesca Romana (adiacente al Tempio di Venere e Roma). L'area appare parzialmente scavata e in una fase di transizione urbanistica e archeologica, con le file di basamenti e colonne isolate prima dei grandi sventramenti e delle ricognizioni sistematiche del Novecento.
La foto documenta il Foro in pieno periodo di scavi pontifici, prima del passaggio di Roma al Regno d'Italia nel 1870), rendendola un pezzo di grandissimo interesse storico.
Una fotografia all'albumina di queste dimensioni (52x37 cm) rientra nella categoria dei grandi formati ottocenteschi, spesso ricavati da lastre negative in vetro al collodio umido di formato "mammoth" o similari. A Roma, tra il 1860 e il 1870, pochissimi fotografi professionisti disponevano delle attrezzature tecniche e delle competenze chimiche necessarie per produrre stampe all'albumina di una tale nitidezza su superfici così ampie.
I principali autori attivi a Roma in quel decennio compatibili con questa qualità e scala sono: Robert MacPherson, celebre per le sue vedute monumentali di Roma in grande formato, caratterizzate da una straordinaria gamma tonale e composizioni rigorose; Gioacchino Altobelli, fotografo ufficiale dell'Accademia di Francia e delle opere pubbliche pontificie, noto per i suoi grandi formati ricchi di dettagli; i Fratelli D'Alessandri, attivi in quel periodo anche con vedute archeologiche di ampie dimensioni.
Anonimo
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