| Riferimento: | A54194 |
| Autore | Bartolomeo PINELLI |
| Anno: | 1815 |
| Luogo di Stampa: | Roma |
| Misure: | 295 x 220 mm |
| Riferimento: | A54194 |
| Autore | Bartolomeo PINELLI |
| Anno: | 1815 |
| Luogo di Stampa: | Roma |
| Misure: | 295 x 220 mm |
La scena rappresenta un tipico spaccato di vita popolare nella Roma del XIX secolo. Un venditore ambulante (il ciarlatano o imbonitore) sale su uno sgabello in una piazza e mostra serpenti e rimedi miracolosi, attirando l'attenzione e la curiosità di un gruppo di passanti e popolani.
Costume popolare, tratto dalla Nuova raccolta di cinquanta costumi de' contorni di Roma compresi diversi fatti di brigandi disegnati ed incisi all'acqua forte, pubblicata a Roma nel 1815.
Incisione in rame, finemente colorata a mano, in ottimo stato di conservazione.
Bartolomeo PINELLI (Roma, 1781 - Rome, 1835)
|
Stampatore, pittore, scultore e disegnatore italiano. Apprese i rudimenti della scultura dal padre, artigiano di piccole statuette religiose di scarso valore. Questo apprendistato in tenera età incoraggiò Pinelli ad enfatizzare la plasticità e l’espressione rispetto ai valori del Neo-Classicismo, predominanti a Roma. Purtroppo, sono pervenute fino a noi solo pochi esemplari delle sue sculture in terracotta, mentre conosciamo il volume di acqueforti, Gruppi pittoreschi (Roma, 1834), con rappresentazioni di popolani. L’enfasi sul naturalismo e su soggetti di vita quotidiana è di nuovo evidente. Sebbene avesse studiato presso l’Accademia di Belle Arti a Bologna, sostenuto economicamente dal Conte Lambertini, il nipote di Papa Benedetto XIV, Pinelli non aveva interesse a seguire l'iter tradizionale del successo artistico attraverso i soggetti religiosi. Di ritorno a Roma, alla fine del XVIII secolo, decise di vendere le sue opere nei caffè frequentati dai turisti.
|
Bartolomeo PINELLI (Roma, 1781 - Rome, 1835)
|
Stampatore, pittore, scultore e disegnatore italiano. Apprese i rudimenti della scultura dal padre, artigiano di piccole statuette religiose di scarso valore. Questo apprendistato in tenera età incoraggiò Pinelli ad enfatizzare la plasticità e l’espressione rispetto ai valori del Neo-Classicismo, predominanti a Roma. Purtroppo, sono pervenute fino a noi solo pochi esemplari delle sue sculture in terracotta, mentre conosciamo il volume di acqueforti, Gruppi pittoreschi (Roma, 1834), con rappresentazioni di popolani. L’enfasi sul naturalismo e su soggetti di vita quotidiana è di nuovo evidente. Sebbene avesse studiato presso l’Accademia di Belle Arti a Bologna, sostenuto economicamente dal Conte Lambertini, il nipote di Papa Benedetto XIV, Pinelli non aveva interesse a seguire l'iter tradizionale del successo artistico attraverso i soggetti religiosi. Di ritorno a Roma, alla fine del XVIII secolo, decise di vendere le sue opere nei caffè frequentati dai turisti.
|