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| Riferimento: | S48557 |
| Autore | Abraham ORTELIUS |
| Anno: | 1586 ca. |
| Zona: | Terra Santa |
| Luogo di Stampa: | Anversa |
| Misure: | 455 x 355 mm |
| Riferimento: | S48557 |
| Autore | Abraham ORTELIUS |
| Anno: | 1586 ca. |
| Zona: | Terra Santa |
| Luogo di Stampa: | Anversa |
| Misure: | 455 x 355 mm |
Magnifica mappa raffigurante la vita e il viaggio di Abramo in Terra Santa, realizzata da Ortelius sulla base di informazioni tratte da Tolomeo, ma soprattutto dalla Bibbia, in particolare per le illustrazioni della vita di Abramo – dalla partenza da Ur fino alla morte – raffigurate in 22 medaglioni.
Questa splendida carta storico-geografica pubblicata nel Parergon di Abraham Ortelius. Esemplare nel secondo stato di due descritto da Van den Broecke, pubblicato da Balthasar Moretus nell’edizione postuma del Parergon, stampata nel 1624 (cfr. M. Van den Broecke, Ortelius Atlas Maps, n. 183).
“La carta dedicata alla vita ed al pellegrinaggio di Abramo è ultima carta riguardante la geografia sacra inserita nel Parergon. Si presenta come una fittizia mappa murale montata su bastone, sostenuta da due chiodi, attorniata da una serie di ventidue tondi all'interno dei quali sono raffigurati momenti della vita e del pellegrinaggio compiuto da Abramo. Nella parte superiore ed inferiore della carta murale si legge la volontà di Dio che ordina "Abraham egredere de terra tua, et de cognatione tua, et veni in terram quam monstravero tibi. Et dabo tibi, et semini tuo post te, terram peregrinationis tuae, omnem terram chanaan, in possessionem acternam". La vita di Abramo viene raccontata da Ortelio nei tondi circostanti incominciando dal viaggio in Mesopotamia, in alto a destra, per concludersi con la sepoltura vicino a sua moglie Sara nel campo di Macpela, nei pressi di Hebron, nel pease di Canaan. Al tragitto seguito durante il pellegrinaggio è dedicato un particolare riquadro graduato, nell'angolo in alto a sinistra, corredato da scale grafiche "Leucae" e "Mille Passu. Al di sotto di questo si legge il privilegio di stampa decennale e la data 1586. Dal punto di vista storico cartografico è interessante la raffigurazione del "lago Asfaltide", ovvero Mar Morto, presentato in quella forma che Ortelio ha stimato potesse aver avuto ai tempi di Abramo "ciò avati, che il Signore col solfo & col fuoco del cielo lo abbruciasse". Il perimetro del lago viene raffigurato con tratteggi orizzontali nella valle bagnata dal fiume Giordano, in cui sono collocate le città di Sodoma, Gomorra, Adama, Zeboin e Segor” (cfr. Simonetta Conti in Associazione “Roberto Almagià”, Plinio, Guida e mito delle scoperte geografiche, Il Parergon di Ortelio, conoscenza geo-storica del mondo antico (2023), pp. 54--55, n. 4).
Circa una decade dopo la pubblicazione del “moderno” Theatrum Orbis Terrarum, Ortelius rispose alle “preghiere di amici e studiosi di storia antica, sacra e profana” e compilò una serie di mappe di soggetto biblico e classico, quasi tutte disegnate da lui. Intitolò l’opera “Parergon theatri”, ovvero “aggiunta, appendice, del Theatrum”, ma al tempo stesso anche complementare al Theatrum: il Paregon theatri forniva per il mondo antico lo stesso materiale che Ortelius aveva fornito per il mondo moderno con il Theatrum: carte geografiche. Lo spirito del Parergon è tutto riassunto nel motto historiae oculus geographia riportato sul frontespizio: la geografia è l’occhio della storia. Le mappe del mondo antico avevano lo scopo di “rendere più chiari gli storici antichi e i poeti”. Le mappe del Paregon sono di tre tipologie: antiche regioni; carte letterarie e carte bibliche.
Come sottolinea Koeman “il Parergon deve essere considerato come lavoro personale di Ortelius. Per quest'opera, infatti, diversamente dal Theatrum, non copiò le mappe di altri cartografi, ma ne disegnò lui stesso di nuove ed originali. Riprese luoghi, regioni e territori delle civiltà classiche illustrandone e spiegandone la storia, una materia molto vicina al suo cuore. Le mappe e le lastre del Parergon devono essere valutate come le più importanti incisioni che rappresentano il diffuso interesse per la geografia classica nel XVI secolo”.
Esemplare con magnifica coloritura, in ottimo stato di conservazione.
Bibliografia
Laor (1986) "Maps of the Holy Land", Meridian, Amsterdam, map 547, p. 78-79. M. van den Broecke and D. Günzburger "The Wanderings of Patriarch Abraham", p. 319-329, in: M. van den Broecke, P. van der Krogt and P. Meurer (eds.) "Abraham Ortelius and the First Atlas", HES Publishers, 1998.
Abraham ORTELIUS (1528 - 1598)
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Abraham Ortel, più noto come Ortelius, nacque ad Anversa nel 1528, e qui avviò un’attività come commerciante di libri e “pittore di mappe”. Viaggiò molto, specialmente per recarsi alle gradi fiere librarie, stabilendo contatti professionali e amichevoli con altri cartografi europei dai quali derivò la sua collezione di mappe. Punto cruciale nella sua carriera fu il 1564, con la pubblicazione della Mappa del Mondo in otto fogli, di cui si conosce solo una copia. Nel 1570 pubblicò, in una stessa scala, la sua collezione di mappe sotto il titolo di Theatrum Orbis Terrarum, opera che di fatto costituì il primo esempio di atlante sistematico, sebbene il termine stesso verrà usato per la prima volta da Mercator venti anni più tardi. Il Theatrum, le cui mappe furono elegantemente incise per lo più da Frans Hogenberg, ottenne un successo immediato e conobbe ben 42 edizioni in varie lingue fino a quella definitiva del 1612, inclusa l’Appendix, pubblicata di tanto in tanto, con le ultime scoperte dell’epoca. Ortelius fu anche il primo a citare le sue fonti menzionando i nomi dei cartografi. Inoltre compilò una serie di mappe storiche col titolo Parergon Theatri. L’opera, contenente anche una riproduzione della Tabula Peutingeriana, edito per la prima volta nel 1579, fu pubblicata sia separatamente sia come parte integrante del Theatrum.
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Abraham ORTELIUS (1528 - 1598)
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Abraham Ortel, più noto come Ortelius, nacque ad Anversa nel 1528, e qui avviò un’attività come commerciante di libri e “pittore di mappe”. Viaggiò molto, specialmente per recarsi alle gradi fiere librarie, stabilendo contatti professionali e amichevoli con altri cartografi europei dai quali derivò la sua collezione di mappe. Punto cruciale nella sua carriera fu il 1564, con la pubblicazione della Mappa del Mondo in otto fogli, di cui si conosce solo una copia. Nel 1570 pubblicò, in una stessa scala, la sua collezione di mappe sotto il titolo di Theatrum Orbis Terrarum, opera che di fatto costituì il primo esempio di atlante sistematico, sebbene il termine stesso verrà usato per la prima volta da Mercator venti anni più tardi. Il Theatrum, le cui mappe furono elegantemente incise per lo più da Frans Hogenberg, ottenne un successo immediato e conobbe ben 42 edizioni in varie lingue fino a quella definitiva del 1612, inclusa l’Appendix, pubblicata di tanto in tanto, con le ultime scoperte dell’epoca. Ortelius fu anche il primo a citare le sue fonti menzionando i nomi dei cartografi. Inoltre compilò una serie di mappe storiche col titolo Parergon Theatri. L’opera, contenente anche una riproduzione della Tabula Peutingeriana, edito per la prima volta nel 1579, fu pubblicata sia separatamente sia come parte integrante del Theatrum.
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