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| Riferimento: | A53376 |
| Autore | Andrè Thevet |
| Anno: | 1575 |
| Zona: | Carte Celesti |
| Luogo di Stampa: | Parigi |
| Misure: | 160 x 160 mm |
| Riferimento: | A53376 |
| Autore | Andrè Thevet |
| Anno: | 1575 |
| Zona: | Carte Celesti |
| Luogo di Stampa: | Parigi |
| Misure: | 160 x 160 mm |
Ricostruzione dell’universo attraverso una mappa cosmologica xilografica tratta dall'opera La Cosmographie universelle de tout le monde di André Thevet, pubblicata a Parigi nel 1575 dai librai Nicolas Chesneau e Michel Sonnius. Si tratta di un'opera rinascimentale che si occupa della descrizione astronomica e geografica del mondo conosciuto, includendo dettagli sulla sfera celeste e sulla conformazione della Terra.
La descrizione dell’universo si basa sulle nozioni fornite dalla Cosmographia di Petrus Apianus, celebre trattato del 1524, uno dei testi più influenti per la comprensione del sistema geocentrico tolemaico, con la Terra al centro dell'universo, durante il Rinascimento.
André Thevet (Angoulême, 1516 – Parigi, 23 novembre 1590) è stato uno scrittore ed esploratore francese. Frate francescano francese, cosmografo e scrittore. Finanziato dal cardinale Giovanni di Lorena, nel 1549 compì un viaggio nei paesi del Mediterraneo orientale, visitando Creta e le isole dell'Egeo e si trattenne due anni a Costantinopoli. Nel 1552, lasciata la città, partì per l'Egitto e si recò sul Monte Sinai, quindi visitò la Palestina e la Siria. Tornato in Francia nel 1554, pubblicò il resoconto dei suoi viaggi con il titolo Cosmographie du Levant. Poco dopo compì un viaggio in Brasile per il quale divenne celebre descrivendolo nel suo Les Singularitez de la France Antarctique, autrement nommee Amerique: (et) de plusieurs Terres (et) isles decouvertes de nostre Temps (1557). A suo dire la terra australe pullulava di unicorni e nei pressi di Terranova vi era l'isola dei Demoni, abitata da creature demoniache urlanti. I suoi scritti venivano considerati esagerati e mendaci. Thevet divenne il cosmografo ufficiale dei Re di Francia, tra cui Carlo IX ed Enrico III, e compilò la sua "Cosmographie Universelle", con l'intento di descrivere ogni parte del mondo conosciuto. Sorse una disputa con un collaboratore, François de Belleforest, che lasciò il servizio di Thevet per pubblicare la propria Cosmographie nel 1572, prima che l'opera di Thevet venisse finalmente pubblicata nel 1575.
Xilografia, in ottimo stato di conservazione. Rara.
Andrè Thevet (Angoulême 1516 - Parigi 1590)
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Nato a Angoulême intorno al 1516, Thevet divenne frate francescano e intorno al 1550 compì la sua prima spedizione, quando accompagnò il cardinale Jean de Lorraine in Italia e nel bacino del Mediterraneo. Poco dopo, Thevet pubblicò la Cosmographie de Levant, un compendio circa fatti, persone, luoghi, flora e fauna della zona visitata. L’esperienza di Thevet come un viaggiatore attirò l'attenzione di Nicolas Durand, Cavaliere di Villegagnon, che si apprestava a fondare una colonia in quello che è oggi il Brasile: chiese a Thevet di accompagnarlo nella spedizione come suo confessore. Durante il viaggio, Thevet si ammalò e fu costretto a tornare in Francia dopo aver trascorso sole dieci settimane in Brasile. Tuttavia, combinando le sue osservazioni con le informazioni acquisite da altri viaggiatori, realizzò il suo Singularitez de la France Antarctique, pubblicato a Parigi nel 1557, che gli valse il riconoscimento reale e la nomina a cosmografo della corte dei Valois.
Si dedicò poi alla sua opera più ambiziosa, La Cosmographie universelle, una sorta di descrizione di ogni parte del mondo conosciuto, ma un collaboratore François de Belleforest, probabilmente a seguito di un litigio con Thevet, lasciò il suo impiego, pubblicando una propria Cosmographie, ovvero una traduzione della Cosmographia di Sebastian Munster, nel 1572.
Al di là delle accuse di furto del materiale mosse da Thevet, senza dubbio la pubblicazione di Bellforest, tolse successo alla Cosmographie universelle che, con oltre 2000 pagine, apparve a 3 anni di distanza, nel 1575. Thevet continuò a scrivere di viaggi reali e immaginari fino alla morte,nel 1592, lasciando due opere manoscritte: la Gran Insulaire, un almanacco di isole di tutto il mondo, e le Histoire de deux voyages, un resoconto, probabilmente amplificato, dei suoi viaggi nel Nuovo Mondo.
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Andrè Thevet (Angoulême 1516 - Parigi 1590)
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Nato a Angoulême intorno al 1516, Thevet divenne frate francescano e intorno al 1550 compì la sua prima spedizione, quando accompagnò il cardinale Jean de Lorraine in Italia e nel bacino del Mediterraneo. Poco dopo, Thevet pubblicò la Cosmographie de Levant, un compendio circa fatti, persone, luoghi, flora e fauna della zona visitata. L’esperienza di Thevet come un viaggiatore attirò l'attenzione di Nicolas Durand, Cavaliere di Villegagnon, che si apprestava a fondare una colonia in quello che è oggi il Brasile: chiese a Thevet di accompagnarlo nella spedizione come suo confessore. Durante il viaggio, Thevet si ammalò e fu costretto a tornare in Francia dopo aver trascorso sole dieci settimane in Brasile. Tuttavia, combinando le sue osservazioni con le informazioni acquisite da altri viaggiatori, realizzò il suo Singularitez de la France Antarctique, pubblicato a Parigi nel 1557, che gli valse il riconoscimento reale e la nomina a cosmografo della corte dei Valois.
Si dedicò poi alla sua opera più ambiziosa, La Cosmographie universelle, una sorta di descrizione di ogni parte del mondo conosciuto, ma un collaboratore François de Belleforest, probabilmente a seguito di un litigio con Thevet, lasciò il suo impiego, pubblicando una propria Cosmographie, ovvero una traduzione della Cosmographia di Sebastian Munster, nel 1572.
Al di là delle accuse di furto del materiale mosse da Thevet, senza dubbio la pubblicazione di Bellforest, tolse successo alla Cosmographie universelle che, con oltre 2000 pagine, apparve a 3 anni di distanza, nel 1575. Thevet continuò a scrivere di viaggi reali e immaginari fino alla morte,nel 1592, lasciando due opere manoscritte: la Gran Insulaire, un almanacco di isole di tutto il mondo, e le Histoire de deux voyages, un resoconto, probabilmente amplificato, dei suoi viaggi nel Nuovo Mondo.
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