Narcissus Indicus Liliaceo-Sphericus

Riferimento: A53350
Autore Filippo ARENA
Anno: 1767
Luogo di Stampa: Palermo
Misure: 300 x 200 mm
300,00 €

Riferimento: A53350
Autore Filippo ARENA
Anno: 1767
Luogo di Stampa: Palermo
Misure: 300 x 200 mm
300,00 €

Descrizione

Magnifica tavola di botanica tratta dal raro La natura e coltura de' fiori fisicamente esposta in due trattati Con nuove ragioni, osservazioni, e sperienze. A vantaggio de' Fioristi, Fisici, Botanici, ed Agricoltori.  Per il P. Filippo Arena Piazzese della Compagnia di Gesù Professor di Mattematica nell'Imperial Collegio di Palermo, stampato In Palermo Appresso Angelo Felicella MDCCLXVII. Impr. Del Castillo.

Una delle più rare ed importanti opere italiane di botanica del Settecento ad opera di Filippo Arena, un prete quasi sconosciuto ai suoi tempi, che anticipa alcuni aspetti del lavoro di Mendel sulla genetica, e scopre per primo l'importante funzione degli insetti nel processo di impollinazione.

Filippo Arena (1708-1789), professore gesuita di matematica e filosofia all'Università di Palermo, con una vera passione per la botanica. “Ma poiché La natura, e coltura de' fiori fu stampata in Sicilia, un'isola lontana dai principali centri intellettuali d'Europa, la sua opera divenne nota solo a una manciata di contemporanei, e i suoi significativi contributi alla storia della botanica non furono mai pienamente riconosciuti. … Il primo volume è dedicato a una trattazione generale di botanica … Contiene infatti una dissertazione straordinariamente avanzata sulla generazione sessuale delle piante, compresa la funzione del polline e l'importanza della sua trasmissione da parte degli insetti, una scoperta che è stata tradizionalmente attribuita al botanico tedesco Joseph Gottlieb Koelreuter … Il secondo volume tratta di orticoltura, in particolare della coltivazione dei fiori" (Tomasi).

Arena si occupò anche dell'incisione delle 65 tavole, che realizzò con l'aiuto del suo collega gesuita Mario Cammerari. Per questo si ispirò ampiamente alla Phytanthoza iconographia di Weinmann (1737-1745).

Acquaforte, finemente colorata a mano, in ottimo stato di conservazione.

Filippo ARENA (Piazza Armerina, 1708 – Roma, 1789)

Filippo Arena è stato un botanico italiano. Gesuita, fu docente di filosofia e matematica. Nella sua opera La natura e la coltura de'fiori (1768) teorizzò l'importanza dell'impollinazione incrociata e il ruolo degli insetti nei processi di fecondazione floreale. Filippo Arena nacque a Piazza (l'odierna Piazza Armerina) nel 1708. Probabilmente frequentò le scuole gesuitiche presso il Collegio della città natale e a soli quindici anni, il 14 novembre 1723, entrò nell’Ordine dei Gesuiti facendo il noviziato a Messina. Nell’ottobre 1725 su trasferì allo Scolasticato del Collegio dei Gesuiti di Palermo dove studiò Retorica. Il 15 novembre di quell’anno prese i primi voti religiosi e due anni dopo fu inviato a insegnare Humanitas nel Collegio di Vizzini. Appena un anno dopo è già nel Collegio Primario di Messina tra i magistri inferiores come professore di Grammatica. Dal 1729 al 1731 torna al Collegio di Piazza come Magister Humaniorum litterarum. In questi continui spostamenti viene sempre incaricato, nonostante la giovane età, di dirigere la Congregazione Mariana. Contemporaneamente completa gli studi aggiungendo ai due anni di Retorica, tre di Filosofia e quattro di Teologia. Alla fine dei suoi studi, nel 1737, viene ordinato sacerdote a Palermo. Dal 1739 viene inviato a insegnare Fisica nel Collegio di Caltagirone dove, nel 1740, gli venne affidato l’insegnamento di Metafisica. Il 14 agosto 1741 fece la solenne professione dei 4 voti, tipica dei Compagnia di Gesù. Nei sei anni successivi Padre Filippo Arena fu a Malta nel cui Collegio insegnò Filosofia e cominciò a insegnare Matematica, cattedra che avrebbe conservato per 23 anni. Nel 1747 fu assegnato al Collegio dei Nobili di Palermo e fece ritorno in Sicilia. In questa istituzione, frequentata dai giovani dell’aristocrazia isolana, mantenne le cattedre di Filosofia e Matematica e fu Praefectus studiorurm (preside) fino al 1751. Poi fu trasferito come professore di Matematica al Collegio Massimo di Palermo, la massima istituzione culturale gesuitica in Sicilia. Dal 1760 in poi fa parte delle commissioni esaminatrici dei candidati non gesuiti al dottorato in Filosofia. Tra il 1754 e il 1758 pubblicò tre opere relative agli studi di fisica, ma solo nel 1767 riuscì a pubblicare il primo dei due volumi di Botanica “La natura, e coltura de’ fiori …” il cui secondo volume ebbe notevoli difficoltà ad ottenere l’imprimatur poiché considerato dal Generale dei gesuiti Lorenzo Ricci “assai debole e di pochissimo merito e gradimento”. In quell’anno i Gesuiti furono espulsi dai possedimenti spagnoli e padre Arena, arrestato il 30 novembre, dovette andare in esilio a Viterbo dove insegnò nel biennio successivo e dove restò per altri tre prima di trasferirsi a Roma nel 1773, anno della soppressione dell’Ordine dei Gesuiti. A Roma nel 1777 pubblicò un nuovo trattato di Fisica che aprì un dibattito ospitato su ben quattro numeri delle Efemeridi letterarie. Non si hanno informazioni sull’attività di padre Filippo Arena negli ultimi anni della sua vita. Morì a Roma nel 1789.

Filippo ARENA (Piazza Armerina, 1708 – Roma, 1789)

Filippo Arena è stato un botanico italiano. Gesuita, fu docente di filosofia e matematica. Nella sua opera La natura e la coltura de'fiori (1768) teorizzò l'importanza dell'impollinazione incrociata e il ruolo degli insetti nei processi di fecondazione floreale. Filippo Arena nacque a Piazza (l'odierna Piazza Armerina) nel 1708. Probabilmente frequentò le scuole gesuitiche presso il Collegio della città natale e a soli quindici anni, il 14 novembre 1723, entrò nell’Ordine dei Gesuiti facendo il noviziato a Messina. Nell’ottobre 1725 su trasferì allo Scolasticato del Collegio dei Gesuiti di Palermo dove studiò Retorica. Il 15 novembre di quell’anno prese i primi voti religiosi e due anni dopo fu inviato a insegnare Humanitas nel Collegio di Vizzini. Appena un anno dopo è già nel Collegio Primario di Messina tra i magistri inferiores come professore di Grammatica. Dal 1729 al 1731 torna al Collegio di Piazza come Magister Humaniorum litterarum. In questi continui spostamenti viene sempre incaricato, nonostante la giovane età, di dirigere la Congregazione Mariana. Contemporaneamente completa gli studi aggiungendo ai due anni di Retorica, tre di Filosofia e quattro di Teologia. Alla fine dei suoi studi, nel 1737, viene ordinato sacerdote a Palermo. Dal 1739 viene inviato a insegnare Fisica nel Collegio di Caltagirone dove, nel 1740, gli venne affidato l’insegnamento di Metafisica. Il 14 agosto 1741 fece la solenne professione dei 4 voti, tipica dei Compagnia di Gesù. Nei sei anni successivi Padre Filippo Arena fu a Malta nel cui Collegio insegnò Filosofia e cominciò a insegnare Matematica, cattedra che avrebbe conservato per 23 anni. Nel 1747 fu assegnato al Collegio dei Nobili di Palermo e fece ritorno in Sicilia. In questa istituzione, frequentata dai giovani dell’aristocrazia isolana, mantenne le cattedre di Filosofia e Matematica e fu Praefectus studiorurm (preside) fino al 1751. Poi fu trasferito come professore di Matematica al Collegio Massimo di Palermo, la massima istituzione culturale gesuitica in Sicilia. Dal 1760 in poi fa parte delle commissioni esaminatrici dei candidati non gesuiti al dottorato in Filosofia. Tra il 1754 e il 1758 pubblicò tre opere relative agli studi di fisica, ma solo nel 1767 riuscì a pubblicare il primo dei due volumi di Botanica “La natura, e coltura de’ fiori …” il cui secondo volume ebbe notevoli difficoltà ad ottenere l’imprimatur poiché considerato dal Generale dei gesuiti Lorenzo Ricci “assai debole e di pochissimo merito e gradimento”. In quell’anno i Gesuiti furono espulsi dai possedimenti spagnoli e padre Arena, arrestato il 30 novembre, dovette andare in esilio a Viterbo dove insegnò nel biennio successivo e dove restò per altri tre prima di trasferirsi a Roma nel 1773, anno della soppressione dell’Ordine dei Gesuiti. A Roma nel 1777 pubblicò un nuovo trattato di Fisica che aprì un dibattito ospitato su ben quattro numeri delle Efemeridi letterarie. Non si hanno informazioni sull’attività di padre Filippo Arena negli ultimi anni della sua vita. Morì a Roma nel 1789.