Franciscus Franck

Riferimento: S7503
Autore Jodocus HONDIUS
Anno: 1645 ca.
Misure: 170 x 245 mm
200,00 €

Riferimento: S7503
Autore Jodocus HONDIUS
Anno: 1645 ca.
Misure: 170 x 245 mm
200,00 €

Descrizione

Incisione tratta dalla celebre raccolta Icones principum, virorum, doctorum, pictorum, chalcographorum, di Anton van Dyck, edita per la prima volta ad Anversa verso il 1640. 

Opera celebre ed importante, vero monumento dell’arte incisoria fiamminga del sec. XVIII, contiene le biografie ed i ritratti degli uomini illustri che Van Dyck aveva conosciuto e con i quali aveva avuto importanti rapporti. 

L’artista ne eseguì le effigi in numerosi dipinti e disegni che poi decise di pubblicare, affidandone la trasposizione calcografica ai migliori incisori del suo tempo, come Bolswert, Pontius, Vorsterman, de Jode, Hollar, molti dei quali aveva avuto come condiscepoli nell’atelier di Rubens. 

"Sir Anthony Van Dyck stands out as the solitary great etcher of the school. Portrait etching had scarcely had an existence before his time, and in his work it suddenly appears at the highest point ever reached in the art" (Hind, p. 165). "The plan of this publication took shape after Van Dyck returned from Italy (1626) and before he went to England (1632). He made careful preparatory drawings in chalk and brush for the publication. He directed and revised the work of the engravers, the best of the Rubens circle; he collaborated with his etching needle in some of the plates and himself etched the most beautiful set, mainly portraits of artists. One of the most brilliant in human characterization is the portrait of Peter Brueghel the Younger, son of the great Peasant Brueghel. It is remarkable that the etching appeared in this sketchy form in the book, proving that the master regarded it as finished. All interest is focussed on the wonderful had. The first edition was published in Antwerp in 1635-1636. Yet it was not complete, and the title-page did not appear before the Gillis Hendricx edition of 1645, engraved by Jacob Neels" (Benesch, Artistic and Intellectual Trends, p. 32.) Hofer, Baroque Book Illustrations 132.

Acquaforte con ritocchi al bulino, stampata su carta vergata coeva, filigrana del “giullare”, con margini, in ottimo stato di conservazione.

Jodocus HONDIUS (Amsterdam 1563 - 1612)

Jodocus Hondt (1563-1612) è meglio conosciuto con la versione latinizzata del suo cognome olandese, Jodocus Hondius; è stato un incisore, cartografo ed editore fiammingo. Nato a Wakken da Olivier de Hondt, e Petronella d’Havertuyn, crebbe a Gand, dove la famiglia si era trasferita, affermandosi inizialmente come incisore, liutaio e costruttore di globi terrestri e celesti. Per sfuggire alle guerre di religione che infiammavano le Fiandre, nel 1584 si trasferì a Londra, dove apprese l’arte della cartografia dagli inglesi Richard Hakluyt e Edward Wright. Era accompagnato dalla sorella Jacomina che in seguito sposò un altro olandese, Pieter van den Berghe. Jodocus sposò, invece, Coletta van den Keere, sorella del cartografo ed incisore Pieter van den Keere. Trasferitosi nel 1593 ad Amsterdam, vi rimase fino alla morte. Jodocus fu il fondatore dell’azienda familiare di editoria e cartografia avviata ad Amsterdam, nonché uno dei più importanti incisori del suo tempo. Nel 1604 acquistò dal nipote di Gerard Mercator le lastre dell’Atlas sive cosmographicae meditationes de fabrica mundi e lo ristampò poi nel 1606 (in latino) con tavole aggiuntive nelle principali lingue. Seguì una versione tascabile dell’opera, l’Atlas Minor, con le carte oggi note come Mercator/Hondius. Tra il 1605 ed il 1610 incise le carte per The Theatre of the Empire of Great Britaine, di John Speed. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1612, il suo lavoro di editore ad Amsterdam fu continuato dalla vedova e dai due figli, Jodocus II e Henricus, in seguito in società con il cognato Jan Jansson.

Jodocus HONDIUS (Amsterdam 1563 - 1612)

Jodocus Hondt (1563-1612) è meglio conosciuto con la versione latinizzata del suo cognome olandese, Jodocus Hondius; è stato un incisore, cartografo ed editore fiammingo. Nato a Wakken da Olivier de Hondt, e Petronella d’Havertuyn, crebbe a Gand, dove la famiglia si era trasferita, affermandosi inizialmente come incisore, liutaio e costruttore di globi terrestri e celesti. Per sfuggire alle guerre di religione che infiammavano le Fiandre, nel 1584 si trasferì a Londra, dove apprese l’arte della cartografia dagli inglesi Richard Hakluyt e Edward Wright. Era accompagnato dalla sorella Jacomina che in seguito sposò un altro olandese, Pieter van den Berghe. Jodocus sposò, invece, Coletta van den Keere, sorella del cartografo ed incisore Pieter van den Keere. Trasferitosi nel 1593 ad Amsterdam, vi rimase fino alla morte. Jodocus fu il fondatore dell’azienda familiare di editoria e cartografia avviata ad Amsterdam, nonché uno dei più importanti incisori del suo tempo. Nel 1604 acquistò dal nipote di Gerard Mercator le lastre dell’Atlas sive cosmographicae meditationes de fabrica mundi e lo ristampò poi nel 1606 (in latino) con tavole aggiuntive nelle principali lingue. Seguì una versione tascabile dell’opera, l’Atlas Minor, con le carte oggi note come Mercator/Hondius. Tra il 1605 ed il 1610 incise le carte per The Theatre of the Empire of Great Britaine, di John Speed. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1612, il suo lavoro di editore ad Amsterdam fu continuato dalla vedova e dai due figli, Jodocus II e Henricus, in seguito in società con il cognato Jan Jansson.