| Riferimento: | A53565 |
| Autore | Pierre MORTIER |
| Anno: | 1704 ca. |
| Zona: | Siena |
| Luogo di Stampa: | Amsterdam |
| Misure: | 528 x 415 mm |
| Riferimento: | A53565 |
| Autore | Pierre MORTIER |
| Anno: | 1704 ca. |
| Zona: | Siena |
| Luogo di Stampa: | Amsterdam |
| Misure: | 528 x 415 mm |
Il titolo SIENNE. Ville de la Toscana, Elle est capitale du Siennoise è inciso su un cippo nell'angolo in basso a destra; sotto il titolo l'indirizzo dell'editore A Amsterdam par Pierre Mortier Avec Privil.ge; su una tabella nell'angolo in basso a sinistra: SALVE O VIRGO SENAM VETEREM QUE CERNIS AMOENAM; sotto: NOTABILI DELLA CITTA' con centodieci riferimenti toponomastici. Intorno alla città i nomi delle porte. Dall'alto in senso orario: P.Romana; P. la Giustizia; P.Tufi; P.S.Marcho; P.Fonte Blanda; P.Camullia; P.Ovile; P.Sviene. In alto a destra, fuori dal riquadro:LXX.
Magnifica pianta prospettica di Siena pubblicata in Pierre Mortier, Nouveau théatre d'Italie, Amsterdam, 1704, quale integrazione al progetto di Johannes Baleu, iniziato nel 1663, del grande "libro delle città", manchevole delle piante di gran parte della parte settentrionale della penisola.
Il Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre, suddivisi in Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli e Sicilia. Alla sua morte i suoi eredi danno alla luce altri due volumi datati 1682 incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata “Nouveau Theatre de l’Italie”. L’opera è in quattro volumi e comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese.
“Non ci sono indicazioni che l'immagine edita da Pierre Mortier appartenesse alle tavole già incise da Joan Blaeu prima dell'incendio della stamperia. Le grandi dimensioni e l'eccellente qualità grafica non sono accompagnate da nessun tratto originale rispetto alla Vanni- De Jode. In basso a destra sopra il titolo si vedono lo stemma mediceo e i due stemmi senesi, come erano apparsi in Merian e Jansson. A sinistra sopra la tabella delle cose notabili è rappresentata santa Caterina, inginocchiata al cospetto della Vergine alla quale chiede protezione per la città di Siena. La pianta urbana riprende in modo pressoché fedele il rilievo di Francesco Vanni; il punto di vista moto rialzato descrive interamente la forma della città, orientata anche in questo caso in modo da presentare l'area settentrionale verso il basso. Fuori dalle mura, antistante Porta Camollia, si vede l'arco trionfale innalzato in occasione dell'ingresso a Siena di Cosimo I de Medici nel 1560. Manca il Torrazzo, demolito nel 1580, ma è rappresentata la colonna eretta nel 1492 per commemorare l'incontro tra Federigo III ed Eleonora di Portogallo patrocinato da Pio II; in posizione più esterna si vede una fortificazione identificabile nell'Antiporto. A destra fuori dalle mura si distingue la zona della Lizza e la fortezza di Santa Barbara, costruita a partire dal 1561 e ultimata nel 1580. Il tessuto urbano compreso entro il perimetro murario si compone di edifici di diverso tipo e presenta ampi spazi non edificati; è data ampia visibilità alla rete viaria, accentuando in particolare l'asse che taglia in senso longitudinale la città e che da Porta Camollia si dirama verso Porta Tufi (in alto a destra) e Porta Romana (in alto a sinistra). Tra gli edifici riconoscibili si distingue in basso a destra la chiesa di san Domenico e più in alto la Cattedrale di Santa Maria Assunta. In alto a destra si vede la Chiesa del Carmine, priva del campanile distrutto nella seconda metà del XVI secolo e ricostruito solo nei primi anni del XVII secolo. In alto a destra, in prossimità di Porta Tufi si vede la Chiesa di Sant'Agostino, ancora affiancata dal campanile romanico che crollerà nell'incendio del 1747. In alto a sinistra, in prossimità di Porta Romana è visibile il complesso di Santa Maria dei Servi; più in basso si distingue la chiesa di santo Spirito, sormontata dalla grande cupola cinquecentesca. In prossimità di Porta Ovile, a sinistra, si vedono la chiesa e il monastero di San Francesco. Al centro della città nel punto di raccordo tra la via dei Banchi di Sopra e la via dei Banchi di Sotto si estende piazza del Campo, dove si affaccia il Palazzo pubblico sormontato dalla torre del Mangia” (cfr. Atlante storico iconografico delle città toscane, http://asict.arte.unipi.it/index.html/scheda_indice.php?loc=Siena&op_s=353&page=5 ).
Acquaforte, finemente colorata a mano, in ottimo stato di conservazione.
Bibliografia
Bortolotti, 1982, p.95,99,128,131; Pellegrini, 1986, pp.130-132.
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Pierre Mortier (1661 - 1711) o Pieter Mortier è stato un cartografo, incisore e venditore di stampe attivo ad Amsterdam tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo. Mortier, allora noto come Pieter, nacque a Leida. Si trasferì a Parigi dal 1681 al 1685, adottando il nome francese Pierre, che mantenne per tutta la sua carriera. Durante la sua permanenza in Francia, sviluppò profondi legami francesi portando la sofisticata tecnologia di stampa e l'esperienza olandese ai nascenti editori di mappe francesi come Guillaume De L'Isle (1675 - 1726), Alexis-Hubert Jaillot (1632 circa - 1712) e Nicholas de Fer (1646 - 1720). Di conseguenza, gran parte dell'attività di Mortier si basava sulla pubblicazione di edizioni abbellite di alta qualità di mappe francesi contemporanee, generalmente con il permesso degli autori originali. Nel contesto generale della cartografia mondiale, questo era un vantaggio significativo, poiché la maggior parte delle case editrici di carte olandesi era ormai caduta nel miasma della ristampa delle proprie opere obsolete. Al contrario, i cartografi francesi producevano le carte più accurate e aggiornate del mondo. Il lavoro cartografico di Mortier culminò nel magnifico atlante nautico Le Neptune Francois. Nel 1690 gli fu conferito il Privilegio, una prima forma di diritto d'autore. Alla morte di Pierre, nel 1711, l'attività fu ereditata dalla vedova. Nel 1721, il figlio Cornelius Mortier assunse la gestione quotidiana dell'azienda. Cornelius si associò al cognato Jean Covens per formare una delle più grandi società cartografiche della storia - Covens e Mortier - che continuò a pubblicare mappe e atlanti fino al 1866 circa.
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Pierre Mortier (1661 - 1711) o Pieter Mortier è stato un cartografo, incisore e venditore di stampe attivo ad Amsterdam tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo. Mortier, allora noto come Pieter, nacque a Leida. Si trasferì a Parigi dal 1681 al 1685, adottando il nome francese Pierre, che mantenne per tutta la sua carriera. Durante la sua permanenza in Francia, sviluppò profondi legami francesi portando la sofisticata tecnologia di stampa e l'esperienza olandese ai nascenti editori di mappe francesi come Guillaume De L'Isle (1675 - 1726), Alexis-Hubert Jaillot (1632 circa - 1712) e Nicholas de Fer (1646 - 1720). Di conseguenza, gran parte dell'attività di Mortier si basava sulla pubblicazione di edizioni abbellite di alta qualità di mappe francesi contemporanee, generalmente con il permesso degli autori originali. Nel contesto generale della cartografia mondiale, questo era un vantaggio significativo, poiché la maggior parte delle case editrici di carte olandesi era ormai caduta nel miasma della ristampa delle proprie opere obsolete. Al contrario, i cartografi francesi producevano le carte più accurate e aggiornate del mondo. Il lavoro cartografico di Mortier culminò nel magnifico atlante nautico Le Neptune Francois. Nel 1690 gli fu conferito il Privilegio, una prima forma di diritto d'autore. Alla morte di Pierre, nel 1711, l'attività fu ereditata dalla vedova. Nel 1721, il figlio Cornelius Mortier assunse la gestione quotidiana dell'azienda. Cornelius si associò al cognato Jean Covens per formare una delle più grandi società cartografiche della storia - Covens e Mortier - che continuò a pubblicare mappe e atlanti fino al 1866 circa.
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