| Riferimento: | S50259 |
| Autore | Raffaello GUIDI |
| Anno: | 1598 ca. |
| Misure: | 340 x 585 mm |
| Riferimento: | S50259 |
| Autore | Raffaello GUIDI |
| Anno: | 1598 ca. |
| Misure: | 340 x 585 mm |
Deposizione, da Federico Barocci. Il corpo di Gesù viene sollevato su un sudario bianco verso una bara a sinistra dove è inginocchiata Maria Maddalena, mentre Maria piange, affiancata da altre due donne. Sopra una lastra di marmo, in primo piano a sinistra, si trovano la corona di spine, il chiodo, le tenaglie e il martello.
Bulino, 1598, con la scritta in basso a sinistra "Federicus Barotÿus Vrbinas inventor". Scritta su uno stendardo sotto entrambi i lati di uno stemma su due colonne, ciascuna di quattro righe: Huc genus humanum vultus, huc lumina flecte, / Quo' Sol aspectans pallet, et ora tegit. / Inspicies ne oculis siccis, qui cuncta creavit, / Stipte depositu, quo male nostra tullit? // Ne fugias miserae Matris dolorem, / Neu Comitum planctus voce gemente sequi. / Quin, alij ante sacrum quam velent corpus, et ungant, / Pronus ego lacrimis vulnera sancta lavem. Federico Borromeo Cardinali ampliss:mo Tit. S. Mariae de Angelis Archiepiscopo Mediolanesi in devoti animi testimonium. 1598. Raphael guidi scolpsit.
Sul margine inferiore, al centro, stemma araldico di Borromeo Federico, uno scudo inquartato, sormontato nel mezzo da un sole e da un cappello cardinalizio con tre ordini di nappe.
Esemplare di secondo stato, con l’indirizzo di Cesare Capranica abraso. Sotto la corona di spine, il nuovo imprint: Gio. Batta. Rossi f. in P. Navona.
Il dipinto di Barocci qui riprodotto fu probabilmente copiato da Raffaello Guidi attraverso il foglio inciso da Aegidius Sadeler tra il 1595 e il 1597, nel suo soggiorno veronese. Lo stesso soggetto era stato ripreso anche da Philippe Thomassin tra il 1585 e il 1590. Federigo Borromeo, a cui è dedicata la stampa, è indicato come Arcivescovo di Milano, il che la farebbe risalire al 1595 o a una data successiva. I versi nel margine inferiore sono del poeta veronese Flaminio Valerini. La dedica a Federico Borromeo potrebbe essere stata finalizzata a ottenere un potente sostegno, e probabilmente anche un regalo.
Barocci aveva originariamente realizzato il dipinto, da cui deriva questa stampa, tra il 1579 e il 1582 come pala d'altare per la cappella della Confraternita della Croce e del Sacramento a Senigallia.
Questa incisione riproducente mostra il dipinto nel verso giusto, con la parte superiore arcuata originale, e in generale la rappresentazione è molto accurata. Ci sono alcuni sottili aggiustamenti nelle dimensioni relative che sembrano avvicinare il gruppo di figure: la recinzione e il cancello in secondo piano sono ingranditi e quindi avanzano, comprimendo lo spazio per le figure. Il modo in cui il nastro su cui è scritta l'iscrizione avvolge lo stemma, crea un piano in avanti dietro il quale si apre lo spazio pittorico.
Bellissima prova, impressa su carta vergata priva di filigrana, tracce di colla e piccole abrasioni al verso, per il resto in buono stato di conservazione.
Bibliografia
Silvia Massa, Le incisioni di riproduzione di Raffaello Guidi, in “Grafica d’Arte” n. 99, pp. 8-13, n. 12; Nagler G.K., Neues Allgemeines Künstler-Lexikon, V 5, p. 441; M. Bury, 'The Print in Italy 1550-1620', n. 68 (Aegidius Sadeler).
Raffaello GUIDI (Firenze 1561 circa – Roma, dopo il 1615)
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Le incisioni di Raffaello Guidi, attivo a Roma tra il 1585 e il 1615 circa, non sono mai state oggetto di studi approfonditi. I dati cronologi finora rinvenuti hanno permesso di ricostruire solo parzialmente la vita di Guidi. L’artista era di origini toscane, forse nativo di Firenze, come indicato nella dedica di una stampa firmata Raphael Gaidus Florentinum e in alcuni documenti dove compare la stessa dicitura. L’anno di nascita, fissato dalla maggior parte dei cataloghi e dei repertori al 1540, rappresenta una questione controversa. Bruwaert, pur senza citare le proprie fonti, scrisse che nel 1586 Antonio Tempesta si era annunciato a Raffaello Guidi, di 25 anni; questa informazione porterebbe a posticipare la data al 1561; più ragionevole se si considera che la prima opera datata di Guidi risale al 1585; non solo, ma egli visse almeno fino al 1616 ed ebbe un figlio, Michelangelo, anch'egli incisore, e che questi fece battezzare la propria figlia nel 1617. Sulla base di questi dati si può quindi ipotizzare che Guidi sia nato all'inizio degli anni Sessanta del XVI sec. A proposito del percorso formativo di Guidi non vi sono notizie certe, salvo alcuni riferimenti ad Agostino Carracci e a Cornelis Cort, del cui stile incisorio il Guidi è considerato un continuatore. è comunque probabile che si sia spostato a Roma intorno al 1575; forse questo avvenne tramite Benedetto del Chiaro, stampature e mercante fiorentino, attivo a Roma, che pubblico la prima opera incisa da Guidi, la Madonna di San Giovanni. A questo punto Guidi è stato forse introdotto dal contesto cittadino, nell'ambiente di stampatori e incisori della città, e può aver compiuto il proprio apprendistato con Cort fino alla morte di questi. Potrebbe comunque anche aver conosciuto Agostino Carracci che risiedette a Roma a più riprese già a partire dal 1581.
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Raffaello GUIDI (Firenze 1561 circa – Roma, dopo il 1615)
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Le incisioni di Raffaello Guidi, attivo a Roma tra il 1585 e il 1615 circa, non sono mai state oggetto di studi approfonditi. I dati cronologi finora rinvenuti hanno permesso di ricostruire solo parzialmente la vita di Guidi. L’artista era di origini toscane, forse nativo di Firenze, come indicato nella dedica di una stampa firmata Raphael Gaidus Florentinum e in alcuni documenti dove compare la stessa dicitura. L’anno di nascita, fissato dalla maggior parte dei cataloghi e dei repertori al 1540, rappresenta una questione controversa. Bruwaert, pur senza citare le proprie fonti, scrisse che nel 1586 Antonio Tempesta si era annunciato a Raffaello Guidi, di 25 anni; questa informazione porterebbe a posticipare la data al 1561; più ragionevole se si considera che la prima opera datata di Guidi risale al 1585; non solo, ma egli visse almeno fino al 1616 ed ebbe un figlio, Michelangelo, anch'egli incisore, e che questi fece battezzare la propria figlia nel 1617. Sulla base di questi dati si può quindi ipotizzare che Guidi sia nato all'inizio degli anni Sessanta del XVI sec. A proposito del percorso formativo di Guidi non vi sono notizie certe, salvo alcuni riferimenti ad Agostino Carracci e a Cornelis Cort, del cui stile incisorio il Guidi è considerato un continuatore. è comunque probabile che si sia spostato a Roma intorno al 1575; forse questo avvenne tramite Benedetto del Chiaro, stampature e mercante fiorentino, attivo a Roma, che pubblico la prima opera incisa da Guidi, la Madonna di San Giovanni. A questo punto Guidi è stato forse introdotto dal contesto cittadino, nell'ambiente di stampatori e incisori della città, e può aver compiuto il proprio apprendistato con Cort fino alla morte di questi. Potrebbe comunque anche aver conosciuto Agostino Carracci che risiedette a Roma a più riprese già a partire dal 1581.
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