| Riferimento: | A52552 |
| Autore | Tommaso CUCCIONI |
| Anno: | 1848 ca. |
| Zona: | Roma |
| Luogo di Stampa: | Roma |
| Misure: | 660 x 550 mm |
| Riferimento: | A52552 |
| Autore | Tommaso CUCCIONI |
| Anno: | 1848 ca. |
| Zona: | Roma |
| Luogo di Stampa: | Roma |
| Misure: | 660 x 550 mm |
Rara pianta di Roma della metà del secolo XIX, incisa da Luigi Nisi Cavalieri e pubblicata da Tommaso Cuccioni. La pianta, seppur non datata, è riconducibile al 1848 e venne ristampata nel 1863.
“La data compare su un indice allegato pubblicato da Salviucci: nella seconda edizione (Scaccia Scarafoni n. 310) conservata ala BVE (Biblioteca Nazionale di Roma), l’indice è invece pubblicato dalla tipografia di E. Saninberghi. I lotti edificati sono campiti a tratteggio ed i resti archeologici sono chiaramente leggibili per la campitura nera. La raffigurazione della città termina alla cinta muraria e tutt’attorno si staglia su campo bianco. Sulla sinistra elenco dei XIV rioni. Secondo Scaccia Scarafoni la pianta è in scala 1:8800” (cfr. Marigliani, Le Piante di Roma nelle collezioni private, p. 362, n. 296).
Acquaforte, impressa su carta coeva, tagliata a scacchi ed applicata su supporto di tela, più volte ripiegata ad astuccio, leggera brunitura, per il resto in buono stato di conservazione. Esemplare da viaggio di questa rara pianta di Roma.
Bibliografia
Scaccia Scarafoni n. 310; Marigliani, Le Piante di Roma nelle collezioni private, p. 362, n. 296.
Tommaso CUCCIONI (Roma, 1790 circa – 23 agosto 1864)
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È uno dei primi e più rinomati fotografi romani dell'Ottocento di cui conosciamo la data di morte (1864), ma non quella di nascita. La sua attività iniziale fu però quella d'incisore e calcografo, dedicandosi al commercio di stampe, con negozio prima in via della Croce, n. 88, e poi in via Condotti, n. 18, come risulta dai repertori dell'epoca di Gregorio XVI che lo indicano come mercante di stampe, quadri ed oggetti di belle arti. Negli anni Quaranta, insieme alla vendita di stampe calcografiche, iniziò anche quella di dagherrotipie e calotipie che non eseguiva ancora personalmente, ma commissionava ad altri professionisti romani delle origini e soprattutto a G. Caneva, suo grande amico. Solo dopo il 1851, vale a dire dopo la messa a punto del processo al collodio umido, il Cuccioni iniziò la sua nuova e fortunatissima carriera di fotografo in quanto solo allora, e non prima, la fotografia si pose realmente come mezzo alternativo - rispetto alle altre tecniche riproduttive del passato - nel campo della produzione e della riproduzione dell'immagine.
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Tommaso CUCCIONI (Roma, 1790 circa – 23 agosto 1864)
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È uno dei primi e più rinomati fotografi romani dell'Ottocento di cui conosciamo la data di morte (1864), ma non quella di nascita. La sua attività iniziale fu però quella d'incisore e calcografo, dedicandosi al commercio di stampe, con negozio prima in via della Croce, n. 88, e poi in via Condotti, n. 18, come risulta dai repertori dell'epoca di Gregorio XVI che lo indicano come mercante di stampe, quadri ed oggetti di belle arti. Negli anni Quaranta, insieme alla vendita di stampe calcografiche, iniziò anche quella di dagherrotipie e calotipie che non eseguiva ancora personalmente, ma commissionava ad altri professionisti romani delle origini e soprattutto a G. Caneva, suo grande amico. Solo dopo il 1851, vale a dire dopo la messa a punto del processo al collodio umido, il Cuccioni iniziò la sua nuova e fortunatissima carriera di fotografo in quanto solo allora, e non prima, la fotografia si pose realmente come mezzo alternativo - rispetto alle altre tecniche riproduttive del passato - nel campo della produzione e della riproduzione dell'immagine.
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