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| Riferimento: | A52906 |
| Autore | Giacomo GASTALDI |
| Anno: | 1556 ca. |
| Zona: | Sumatra |
| Luogo di Stampa: | Venezia |
| Misure: | 365 x 270 mm |
| Riferimento: | A52906 |
| Autore | Giacomo GASTALDI |
| Anno: | 1556 ca. |
| Zona: | Sumatra |
| Luogo di Stampa: | Venezia |
| Misure: | 365 x 270 mm |
La prima mappa di un'isola del sud-est asiatico basata su osservazioni reali.
La mappa di Sumatra (chiamata anche Taprobana) di Giacomo Gastaldi, orientata con il sud in alto.
Pubblicata nel terzo volume del compendio di viaggi di Giovanni Battista Ramusio, "Delle Navigationi et Viaggi", del 1556. I numeri di pagina stampati sono stati corretti in "433" e "434" (invece di "430" e "434") e compaiono rispettivamente negli angoli in alto a sinistra e in alto a destra della mappa.
Questa pregevole mappa xilografica di Sumatra è la prima mappa di un'isola indonesiana basata su dati empirici reali. Si basa sulle osservazioni dei fratelli Parmentier, francesi che forzarono il blocco portoghese delle Indie Orientali e sbarcarono sulla costa occidentale di Sumatra. Entrambi i fratelli morirono di febbre e il loro equipaggio non accumulò grandi ricchezze, il che dissuase i francesi dall'inviare ulteriori spedizioni. Prima della mappa di Ramusio, Sumatra era stata confusa con lo Sri Lanka e le mappe dell'isola contenevano una geografia congetturale basata principalmente su Marco Polo. La mappa è orientata con il sud in alto e la forma dell'isola e molte delle sue caratteristiche sono raffigurate con discreta precisione. Tuttavia, le vicine coste della Malesia e di Giava sono completamente assenti, sebbene siano mostrate diverse piccole isole circostanti, come Bancha (Banca). Affascinanti scene dell'interno mostrano vegetazione, animali e figure indigene al lavoro e nel tempo libero, e sono presenti numerose navi e creature marine.
L'essenziale raccolta di viaggi e resoconti di Ramusio è "una delle prime e più importanti raccolte di viaggi e resoconti di viaggio del XVI secolo" (Church). La raccolta di Ramusio è una pubblicazione fondamentale per la storia dell'esplorazione e dei viaggi. Ramusio, funzionario veneziano, dedicò decenni alla raccolta di immagini, resoconti e fonti per la sua imponente collezione di viaggi e spedizioni. Il suo obiettivo era aggiornare le conoscenze geografiche dell'antichità, messe in discussione dalle interazioni europee con le Americhe, l'Africa e l'Asia. In particolare, desiderava che la sua opera fosse utile ai cartografi per aggiornare le loro rappresentazioni del mondo conosciuto. Le mappe silografiche che illustrano l’opera sono considerate opera del famoso cartografo piemontese Giacomo Gastaldi.
Xilografia con pregevole colorazione a mano successiva, in buone condizioni.
Bibliografia
T. Suarez, Early Mapping of Southeast Asia, page 157, fig. 77.
Giacomo GASTALDI (1500 circa – 1565 circa)
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Giacomo Gastaldi nacque, secondo il predicato che accompagna la sua firma nella carta della Spagna del 1544, a Villafranca Piemonte (odierna provincia di Torino), tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo. Sebbene annoverato tra i maggiori cartografi del Cinquecento, le vicende della sua vita sono ignote fino al 1539 quando il suo nome appare per la prima volta in una concessione di privilegio di stampa di un "lunario perpetuo", oggi perduto. All'inizio degli anni '40, doveva essere già noto negli ambienti dotti perché cominciò a lavorare a una serie di carte, dapprima pubblicate separatamente e poi confluite, nell'edizione italiana della Geografia di Tolomeo (Venezia 1548) aggiornata da S. Münster. Il volume comprendeva 60 carte, 26 delle quali erano le tolemaiche tradizionali e 34 le nuove realizzate dal Gastaldi. In breve tempo la sua fama di cartografo si diffuse in Italia e in Europa: divennè il cosmografo ufficiale della Repubblica Veneta. Il Consiglio dei Dieci , su incarico del quale aveva affrescato una sala del Palazzo ducale con le carte dell’Asia e dell’Africa, si riferiva a lui chiamandolo: Mastro Giacomo di Piemonte il nostro Cosmografo. Indiscusso permane il suo apporto alla cartografia italiana: nel 1561 stampò una carta dell’Italia, in cui per la prima volta il profilo delle coste è realizzato facendo riferimento a carte nautiche molto più precise di quelle dei secoli precedenti. Ebbe il grande merito di utilizzare e diffondere nel campo della cartografia la tecnica dell’acquaforte, che consentiva all’incisore di realizzare disegni molto più precisi e nitidi, consentendo una lettura più agevole di esse Quasi tutti i cartografi antecedenti avevano invece usato la tecnica della xilografia, molto meno precisa. Gli furono attribuite centonove carte geografiche, in cui rappresentò praticamente tutto il mondo. Considerato, a torto per lungo tempo un mero discepolo del Ramusio, mentre ad ambedue si deve l'uscita della geografia dal tolemaismo, Gastaldi venne riscoperto dalla geografia dopo l'Unità italiana. Alla fine del XIX secolo A.E. Nordenskjöld lo pose al vertice della cartografia europea cinquecentesca e cinquant'anni dopo l'Almagià, tuttora il suo maggiore studioso, ne ricostruì una valida biografia.
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Giacomo GASTALDI (1500 circa – 1565 circa)
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Giacomo Gastaldi nacque, secondo il predicato che accompagna la sua firma nella carta della Spagna del 1544, a Villafranca Piemonte (odierna provincia di Torino), tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo. Sebbene annoverato tra i maggiori cartografi del Cinquecento, le vicende della sua vita sono ignote fino al 1539 quando il suo nome appare per la prima volta in una concessione di privilegio di stampa di un "lunario perpetuo", oggi perduto. All'inizio degli anni '40, doveva essere già noto negli ambienti dotti perché cominciò a lavorare a una serie di carte, dapprima pubblicate separatamente e poi confluite, nell'edizione italiana della Geografia di Tolomeo (Venezia 1548) aggiornata da S. Münster. Il volume comprendeva 60 carte, 26 delle quali erano le tolemaiche tradizionali e 34 le nuove realizzate dal Gastaldi. In breve tempo la sua fama di cartografo si diffuse in Italia e in Europa: divennè il cosmografo ufficiale della Repubblica Veneta. Il Consiglio dei Dieci , su incarico del quale aveva affrescato una sala del Palazzo ducale con le carte dell’Asia e dell’Africa, si riferiva a lui chiamandolo: Mastro Giacomo di Piemonte il nostro Cosmografo. Indiscusso permane il suo apporto alla cartografia italiana: nel 1561 stampò una carta dell’Italia, in cui per la prima volta il profilo delle coste è realizzato facendo riferimento a carte nautiche molto più precise di quelle dei secoli precedenti. Ebbe il grande merito di utilizzare e diffondere nel campo della cartografia la tecnica dell’acquaforte, che consentiva all’incisore di realizzare disegni molto più precisi e nitidi, consentendo una lettura più agevole di esse Quasi tutti i cartografi antecedenti avevano invece usato la tecnica della xilografia, molto meno precisa. Gli furono attribuite centonove carte geografiche, in cui rappresentò praticamente tutto il mondo. Considerato, a torto per lungo tempo un mero discepolo del Ramusio, mentre ad ambedue si deve l'uscita della geografia dal tolemaismo, Gastaldi venne riscoperto dalla geografia dopo l'Unità italiana. Alla fine del XIX secolo A.E. Nordenskjöld lo pose al vertice della cartografia europea cinquecentesca e cinquant'anni dopo l'Almagià, tuttora il suo maggiore studioso, ne ricostruì una valida biografia.
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