Galliae Veteris Typus

Riferimento: S46140
Autore Abraham ORTELIUS
Anno: 1594 ca.
Zona: Francia
Luogo di Stampa: Anversa
Misure: 495 x 395 mm
600,00 €

Riferimento: S46140
Autore Abraham ORTELIUS
Anno: 1594 ca.
Zona: Francia
Luogo di Stampa: Anversa
Misure: 495 x 395 mm
600,00 €

Descrizione

Splendida carta storico-geografica dell’antica Gallia, pubblicata nel Parergon di Abraham Ortelius.

Esemplare dalla rara edizione italiana del Theatrum Orbis Terrarum stampata ad Anversa da Jean Baptiste Vrients nel 1608 e quindi nel 1612. Un secondo stato della lastra; a partire dal 1601, appena a nord dei Pirenei fu aggiunto due volte "MAVRI"; a nord-ovest della catena montuosa del Giura fu aggiunto "SEQ:VA:NI.". "Marsi:lia" [Marsiglia] fu cambiato in: "Massilia".

Nel cartiglio in basso a destra, il  titolo e il privilegio di stampa: GAL:|LIÆ VE:|TERIS/Typus. | "Ex conatibus Geogra:|phicis Abrah. Ortelij".  In basso a destra "Cum Priuilegio Imp. | Reg. et Cancel. Brab. | 1594”.

In alto a destra, entro cartiglio, la dedica a Eduardo (Edward) Dilft -  signore , signore di Levergem, borgomastro del contado di Anversa – e a Karol (van) Mechelen, nobile di Anversa: AMPLISS. VIRIS DD. | EDVARDO VAN DER | DILFT, ET CAROLO MA:|LINEO, NOBILITATE RE:|RVMQ. PERITIA CLARISS. | VRBISQ. ANTVERP. COSS. | ABRAH. ORTELIVS | L.M. DEDICABAT. | "Nomenclaturæ et positionis loco:|rum huius tabulæ testimonia, | pete ex Thesauro nostro | Geographico".

Questa mappa  è stata realizzata da Ortelius sulla base di autori classici tra cui Strabone, Plinio, Virgilio, Ovidio e Cesare.

Nel Parergon è contenuta anche un’altra mappa della stessa area territoriale, con il titolo Gallia Vetus. (Van den Broecke, 196). La differenza sostanziale è la Galliae Veteris Typus qui descritta si basa su fonti geografiche antiche piuttosto che su fonti militari antiche ed è molto più dettagliata. Contiene la più grande quantità di testo che si possa trovare su qualsiasi mappa di Ortelius (circa 16.000 parole), a testimonianza dell'importanza che Ortelisi vi attribuiva. La trattazione che egli dedica a questa carta è la controparte civile della Gallia Vetus che sia nell'aspetto che nel testo di accompagnamento è dedicata più esclusivamente a un'immagine militare della Francia e dei suoi Druidi. Il testo pone un forte accento sull'epoca romana, in particolare su quanto riportato dall'antico geografo Strabone.

Circa una decade dopo la pubblicazione del “moderno” Theatrum Orbis Terrarum, Ortelius rispose alle “preghiere di amici e studiosi di storia antica, sacra e profana” e compilò una serie di mappe di soggetto biblico e classico, quasi tutte disegnate da lui. Intitolò l’opera “Parergon theatri”, ovvero “aggiunta, appendice, del Theatrum”, ma al tempo stesso anche complementare al Theatrum: il Paregon theatri forniva per il mondo antico lo stesso materiale che Ortelius aveva fornito per il mondo moderno con il Theatrum: carte geografiche. Lo spirito del Parergon è tutto riassunto nel motto historiae oculus geographia riportato sul frontespizio: la geografia è l’occhio della storia. Le mappe del mondo antico avevano lo scopo di “rendere più chiari gli storici antichi e i poeti”. Le mappe del Paregon sono di tre tipologie: antiche regioni; carte letterarie e carte bibliche.

Come sottolinea Koeman “il Parergon deve essere considerato come lavoro personale di Ortelius. Per quest'opera, infatti, diversamente dal Theatrum, non copiò le mappe di altri cartografi, ma ne disegnò lui stesso di nuove ed originali. Riprese luoghi, regioni e territori delle civiltà classiche illustrandone e spiegandone la storia, una materia molto vicina al suo cuore. Le mappe e le lastre del Parergon devono essere valutate come le più importanti incisioni che rappresentano il diffuso interesse per la geografia classica nel XVI secolo”.

Tutto quell gran paese della terra, il quale vien abbracciato dall'Oceano, dal mar Mediterraneo, dall'Alpi, dalle montagne del Pirenero, & dal fiume Rheno, fu dagli antichi chiamato Gallia, overo Galatia, & gli habitati Celti...Il nome altresì della Gallia sappiamo essersi disteso oltra l'Alpi sin al fiume Rubicone; peroche quella parte dell'Italia fu gia tempo da Galli posseduta. Ma qui proponiamo di rappresentar la vera Gallia solamente, li cui termini habbiam statuito il mare, il fiume & le montagne. Questa gli antichi appellarono d'oltre all'Alpi, si come l'altra di qua dall'Alpi" (p. xj). Plinio divide questo territorio in due parti. La prima si chiama provincia Narbonese, un tempo detta Bracata, antica provincia senatoria corrispondente al territorio che affaccia sul mediterraneo, lodato per la sua ricchezza ed ha conservato per antonomasia, il nome di Provenza. Questa è separata dall'Italia dal fiume Varo e dalla catena delle Alpi, mentre è divisa dal resto della Gallia dai monti Cevenne e Giura. La seconda parte è chiamata Comata e Plinio propone l'assetto che le diede Augusto nel 27 a. C. dividendola al suo interno in tre territori, i cui confini sono stabiliti dal corso dei fiumi: dallo Scaldi alla Senna troviamo la Gallia Belgica, di qui alla Garonna la Celtica detta anche Lugdunese; infine sino alla sporgenza dei Pirenei, la Gallia Aquitanica, chiamata dapprima Aremorica.

Questa carta della Gallia farà la sua comparsa nel Parergon a partire dal 1595, mentre nelle edizioni precedenti dal 1590 al 1592 era presente solo la carta dal titolo Gallia Vetus Ad Iulij Caesaris commentaria realizzata utilizzando come unica fonte i Commentarii de Bello Gallico di Giulio Cesare. In questa carta la Gallia era divisa in tre parti: Belgica, Celtica e Aquitanica, mentre la Narbonese era considerata Provincia Romanorum. A partire dal 1608 questa carta venne rimpiazzata da una nuova edizione della stessa la quale è riconoscibile per alcuni particolari quali: il differente modo di scrivere "CHRIS:/TO" al posto di "CHRI:/STO" ed alcune differenze nell'elenco delle persone famose che corre lungo i margini sinistro e destro. La prima carta: GALLIÆ VETERIS TYPUS del 1594, è dedicata da Ortelio a Eduardo Vander Dilft e Carolo Malineo, consoli della Clarissima città di Anversa: AMPLISS. VIRIS DD. DILFT, ET CAROLO MALINEO, NOBILITATE RERUMQ. PERITIA CLARISS. URBISQ. ANTVERP. COSS. Abrah. Ortelius L.M. Dedicabat. Il cartografo aggiunge la fonte dalla quale provenivano le notizie: Nomenclature et positionis locorum huius tabulæ testimonia, pete ex Thesauro nostro Geographico. Coordinate: 42° a 52° 10' Ne 14° a 33° E. Nella carta si nota una buonissima conoscenza del reticolo fluviale, così come dei massicci montuosi e le principali città, Lutetia Parisii alla confluenza tra i fiumi Sequana (Senna) e Matrona (Marna), fiume che prende il nome dal celtico Matrona e che il cartografo, estremamente esatto, fa nascere presso la città di Andomatunum, oggi Langres. Verso occidente spicca la città di Burdigala (oggi Bordeaux) edificata alla confluenza tra il flumen Garumna (Garonna) e il Duranius (Dordogna); verso est la città di Lugdunum (Lione), fondata da Lucio Munazio Planco alla confluenza tra il Rhodanus (Rodano) e l'Arar (Saona); e infine a sud Massilia (Marsiglia) e sempre sulla costa mediterranea Arelatum (Arles) alla foce del Rodano, ben disegnato nei suoi vari rami e al confine tra il Rodano e la Druentia (oggi Durance), la città di Avenio (Avignone), e infine ad est, il grande Rhenus (Reno) che segna il confine con la Germania. Guardando questa bella carta del Parergon sembra veramente di udire le parole di Cesare: Tota Gallia divisa est in partes tres. (cfr. Simonetta Conti in Associazione “Roberto Almagià”, Plinio, Guida e mito delle scoperte geografiche, Il Parergon di Ortelio, conoscenza geo-storica del mondo antico (2023), pp. 66-67, n. 10).

 

Esemplare con magnifica coloritura coeva, carta leggermente brunita, per il resto in ottimo stato di conservazione.

Bibliografia

Cfr. L. Bagrow, A. Ortelli Catalogus Cartographorum; cfr. C. Koeman, Atlantes Neerlandici; Peter H. Meurer, Fontes Cartographici Orteliani, n. 27p; M. Van den Broecke, Ortelius Atlas Maps, n. 196 II/II; Van der Krogt, Koeman’s Atantes Neerlandici: 4000H:31C.

Abraham ORTELIUS (1528 - 1598)

Abraham Ortel, più noto come Ortelius, nacque ad Anversa nel 1528, e qui avviò un’attività come commerciante di libri e “pittore di mappe”. Viaggiò molto, specialmente per recarsi alle gradi fiere librarie, stabilendo contatti professionali e amichevoli con altri cartografi europei dai quali derivò la sua collezione di mappe. Punto cruciale nella sua carriera fu il 1564, con la pubblicazione della Mappa del Mondo in otto fogli, di cui si conosce solo una copia. Nel 1570 pubblicò, in una stessa scala, la sua collezione di mappe sotto il titolo di Theatrum Orbis Terrarum, opera che di fatto costituì il primo esempio di atlante sistematico, sebbene il termine stesso verrà usato per la prima volta da Mercator venti anni più tardi. Il Theatrum, le cui mappe furono elegantemente incise per lo più da Frans Hogenberg, ottenne un successo immediato e conobbe ben 42 edizioni in varie lingue fino a quella definitiva del 1612, inclusa l’Appendix, pubblicata di tanto in tanto, con le ultime scoperte dell’epoca. Ortelius fu anche il primo a citare le sue fonti menzionando i nomi dei cartografi. Inoltre compilò una serie di mappe storiche col titolo Parergon Theatri. L’opera, contenente anche una riproduzione della Tabula Peutingeriana, edito per la prima volta nel 1579, fu pubblicata sia separatamente sia come parte integrante del Theatrum.

Abraham ORTELIUS (1528 - 1598)

Abraham Ortel, più noto come Ortelius, nacque ad Anversa nel 1528, e qui avviò un’attività come commerciante di libri e “pittore di mappe”. Viaggiò molto, specialmente per recarsi alle gradi fiere librarie, stabilendo contatti professionali e amichevoli con altri cartografi europei dai quali derivò la sua collezione di mappe. Punto cruciale nella sua carriera fu il 1564, con la pubblicazione della Mappa del Mondo in otto fogli, di cui si conosce solo una copia. Nel 1570 pubblicò, in una stessa scala, la sua collezione di mappe sotto il titolo di Theatrum Orbis Terrarum, opera che di fatto costituì il primo esempio di atlante sistematico, sebbene il termine stesso verrà usato per la prima volta da Mercator venti anni più tardi. Il Theatrum, le cui mappe furono elegantemente incise per lo più da Frans Hogenberg, ottenne un successo immediato e conobbe ben 42 edizioni in varie lingue fino a quella definitiva del 1612, inclusa l’Appendix, pubblicata di tanto in tanto, con le ultime scoperte dell’epoca. Ortelius fu anche il primo a citare le sue fonti menzionando i nomi dei cartografi. Inoltre compilò una serie di mappe storiche col titolo Parergon Theatri. L’opera, contenente anche una riproduzione della Tabula Peutingeriana, edito per la prima volta nel 1579, fu pubblicata sia separatamente sia come parte integrante del Theatrum.