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| Riferimento: | S27083 |
| Autore | Girolamo RUSCELLI |
| Anno: | 1560 ca. |
| Zona: | Scandinavia |
| Luogo di Stampa: | Venezia |
| Misure: | 265 x 395 mm |
| Riferimento: | S27083 |
| Autore | Girolamo RUSCELLI |
| Anno: | 1560 ca. |
| Zona: | Scandinavia |
| Luogo di Stampa: | Venezia |
| Misure: | 265 x 395 mm |
Acquaforte e bulino, circa 1560, priva di firma ed indicazioni editoriali
Esemplare nella prima versione di due, con il titolo della carta della Scandinavia che inizia con SEPTENTRIONALIUM (poi “corretto” in SEPTENIRIONALIUM), con il toponimo in basso a sinistra DROGEO (poi DEOGEO) e con la graduazione nel margine di destra che inizia dal numero “50” (poi corretto in “59”). Né Burden e né Ginsberg fanno notare, tra le numerose differenze che esistono tra il prima versione della lastra e la successiva, la differenza di graduazione.
Rarissima prima tiratura, priva del testo al verso e prima del taglio della lastra, che compare, occasionalmente, nelle raccolte fattizie cinquecentesche - le cosiddette “Raccolte lafreriane”.
La prima carta raffigura il planisfero tolemaico. Il titolo è impresso in alto al centro: PTOLEMAEI TYPUS. Nel lato sinistro della carta troviamo le indicazioni dei climi tolemaici e la durata del giorno alle varie latitudini. La graduazione della latitudine, di grado in grado, è con numerazione progressiva di 5° in 5°, da 17° sud a 63° nord. Equatore marcato da 0° a 180° est.
La seconda carta raffigura la parte più a nord dell’Europa con la Groenlandia. Il titolo in alto lungo il bordo fuori dal margine graduato: SEPTENTRIONALIUM PARTIUM NOVA TABULA. Orientazione nei quattro lati al centro con il nome dei punti cardinali: SEPTENTRIO, MERIDIES, ORIENS, OCCIDENS. Graduazione ai margini per la latitudine di grado in grado, va da 59° a 76°. Longitudine di 5° in 5° va da 312° ovest a 48° est.
Le due carte sono poi pubblicate in La geografia de Claudio Tolomeo Alessandrino Nuouamente tradotta di Greco in Italiano, da Girolamo Ruscelli, edita per la prima volta a Venezia da Vincenzo Valgrisi nel 1561, e ristampata in più edizioni fino al 1598.
Le mappe sono basate sulle tavole di Giacomo Gastaldi compilate per la Geografia del 1548; incise dai fratelli Livio e Giulio Sanuto, probabilmente anche queste carte furono compilate da Gastaldi. Le mappe del Ruscelli vennero incise due per ogni lastra, successivamente tagliate per essere inserite nell’opera di formato in-quarto; questo il motivo per cui il segno del rame appare solo su tre lati di ciascuna mappa.
Le due carte sono le uniche della serie ad essere presenti nelle raccolte fattizie cinquecentesche, sempre in coppia e prive del testo descrittivo al verso che le accompagna nel libro di Ruscelli. Le troviamo, in particolare ma non esclusivamente, nelle raccolte che recano il frontespizio della raccolta geografica lafreriana Tavole moderne di Geographia. Non sappiamo se Antonio Lafreri godesse di una sorta di diritto per la vendita della carta; non ci convince, comunque, quanto sostiene Alessia Alberti, che identifica la voce n. 4 dell’Indice di Lafreri (il catalogo della stamperia) “Mappamondo di duoi pezzi in forma tonda” con questo foglio (cfr. Alberti, L’Indice di Antonio Lafrery: origini e ricostruzione di un repertorio di immagini a stampa nell’età della Controriforma, p. 113, A3).
La carta più significativa della Geographia di Ruscelli è proprio la Septentrionalium Partium Nova Tabula, basata sulla carta di Nicolò Zeno dell'Atlantico settentrionale, inclusa per la prima volta in un libro di viaggi del 1558 e che descrive un viaggio precolombiano nel "Nuovo Mondo" compiuto nel 1380 dai ventimigliesi Nicolò e Antonio Zeno. La mappa introduce in modo molto dettagliato molte nuove isole fittizie, tra cui la Frislandia (con 32 località nominate), Deogeo, Estotilandia, Estlandia e il monastero di S. Tomas in Groenlandia. Molte di queste isole e luoghi mitici furono rappresentati sulle carte geografiche per secoli, soprattutto perché Gerard Mercator accettò il viaggio di Zeno come autentico e ne adottò gran parte nel suo famoso mappamondo del 1569 e nella sua mappa del Polo Nord del 1595. Abraham Ortelius, a sua volta, utilizzò la mappa come prototipo per la sua mappa dell'Atlantico settentrionale; Frobisher e Davis la utilizzarono per le loro esplorazioni rispettivamente negli anni 1570 e 1580.
Magnifica prova, ricca di toni, impressa su un foglio di carta vergata coeva (ottenuto da due uniti) con filigrana “scudo con fiore e stella”, con pieni margini, in eccellente stato di conservazione.
Bibliografia
S. Bifolco - F. Ronca, Cartografia e topografia italiana del XVI secolo, n. 19; Burden, The mapping of North America, 29; Ginsberg; Printed Maps of Scandinavia and the Arctic, 19; Shirley, The Mapping of the World, 109; Bella, Cartografia Rara (Collezione Novacco), p. 49, 41; Borroni Salvadori, Raccolte, 3 & 4; Nordenskiold collection 7.
Girolamo RUSCELLI (Viterbo 1504 – Venezia 1566)
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Girolamo Ruscelli è stato un umanista, editore e cartografo italiano attivo a Venezia nei primi anni del XVI secolo. Nato a Viterbo, Ruscelli visse ad Aquileia, Padova, Roma e Napoli prima di trasferirsi a Venezia, dove trascorse gran parte della sua vita. Dal punto di vista cartografico, Ruscelli è noto soprattutto per la sua importante revisione della Geographia di Tolomeo, pubblicata nel 1561. Basandosi sull'ampliamento dell’opera Tolomeo di Giacomo Gastaldi del 1548, Ruscelli aggiunse circa 37 nuove carte “tolemaiche” alla sua traduzione italiana della Geographia. Ruscelli è anche indicato come editore di opere importanti come il Decamerone di Boccaccio, i versi di Petrarca, l'Orlando Furioso di Ariosto e varie altre opere. Oltre alla sua nota opera cartografica, molti studiosi associano Ruscelli ad Alexius Pedemontanus, autore del popolare De' Secreti del R. D. Alessio Piemontese. Questa nota opera, o “Libro dei Segreti”, era una raccolta di ricette mediche scientifiche e quasi scientifiche, consigli per la casa e commenti tecnici su una serie di argomenti che includevano la metallurgia, l'alchimia, la tintura e la produzione di profumi. Ruscelli, nei panni di Alexius, fondò un'“Accademia dei Segreti”, un gruppo di nobili e umanisti che si dedicava alla scoperta di conoscenze scientifiche “proibite”. Questa fu la prima società scientifica sperimentale conosciuta e fu poi imitata da numerosi altri gruppi in tutta Europa, tra cui l'Accademia dei Segreti di Napoli.
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Girolamo RUSCELLI (Viterbo 1504 – Venezia 1566)
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Girolamo Ruscelli è stato un umanista, editore e cartografo italiano attivo a Venezia nei primi anni del XVI secolo. Nato a Viterbo, Ruscelli visse ad Aquileia, Padova, Roma e Napoli prima di trasferirsi a Venezia, dove trascorse gran parte della sua vita. Dal punto di vista cartografico, Ruscelli è noto soprattutto per la sua importante revisione della Geographia di Tolomeo, pubblicata nel 1561. Basandosi sull'ampliamento dell’opera Tolomeo di Giacomo Gastaldi del 1548, Ruscelli aggiunse circa 37 nuove carte “tolemaiche” alla sua traduzione italiana della Geographia. Ruscelli è anche indicato come editore di opere importanti come il Decamerone di Boccaccio, i versi di Petrarca, l'Orlando Furioso di Ariosto e varie altre opere. Oltre alla sua nota opera cartografica, molti studiosi associano Ruscelli ad Alexius Pedemontanus, autore del popolare De' Secreti del R. D. Alessio Piemontese. Questa nota opera, o “Libro dei Segreti”, era una raccolta di ricette mediche scientifiche e quasi scientifiche, consigli per la casa e commenti tecnici su una serie di argomenti che includevano la metallurgia, l'alchimia, la tintura e la produzione di profumi. Ruscelli, nei panni di Alexius, fondò un'“Accademia dei Segreti”, un gruppo di nobili e umanisti che si dedicava alla scoperta di conoscenze scientifiche “proibite”. Questa fu la prima società scientifica sperimentale conosciuta e fu poi imitata da numerosi altri gruppi in tutta Europa, tra cui l'Accademia dei Segreti di Napoli.
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