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| Riferimento: | S47041 |
| Autore | Cherubino ALBERTI |
| Anno: | 1591 |
| Misure: | 230 x 430 mm |
| Riferimento: | S47041 |
| Autore | Cherubino ALBERTI |
| Anno: | 1591 |
| Misure: | 230 x 430 mm |
Bulino, 1591, firmato e datato in lastra in basso.
Da un disegno di Michelangelo.
Lungo la cornice inferiore, ombreggiato «Cherub.s Albertus.f. Romæ ·1591·», nel riquadro in basso «M·ANG·B·PINXIT IN VATICANO»; nel nastro svolazzante in alto si legge «NVDA VERITAS», e dentro la cornice circolare la dedica «ILL.MO ET R.MO / ·D· / ALEXANDRO/ MEDICES / S·R·E·CAR· / AMPLISS·».
Esemplare nel terzo stato di quattro descritto da Alessia Alberti, con la lastra ultimata con il titolo e la dedica ad Alessandro Medici. Le prime due tirature sono considerate delle prove di stampa.
“L’opera doveva formare nelle intenzioni dell’incisore una coppia con Petit Aethera, come questa datata 1591 e dedicata al cardinale Alessandro de’ Medici. Le due stampe sono di formato molto simile e sono le sole incisioni sistine dell’Alberti speculari rispetto all’affresco, segno che l’intento non era qui principalmente documentario, ma di personale rielaborazione di gusto manierista, come raccontano la ricchezza delle cornici e i motivi decorativi d’invenzione dell’Alberti. Per questa tavola si conosce un disegno preparatorio (penna e inchiostro marrone, pennello e acquerello marrone e azzurro, su carta avorio, 442 × 298 mm), conservato a Roma, Istituto Centrale per la Grafica (inv. FN2945R, scatola 321; Disegni degli Alberti, 1983, pp. 50-52, n. 10). Nel disegno, dove la figura – come nell’incisione – è già speculare rispetto all’affresco, è presente anche una prima idea per il puttino a sinistra (poi rovesciato nella redazione definitiva). Ottley (1831) ha trattato questa figura come Adamo (su questa figura e le sue interpretazioni cfr. Problemi di identificazione nel Giudizio Finale di Michelangelo, in “Studi in onore di Maria Grazia Albertini Ottolenghi”, a cura di M. Rossi, A. Rovetta e F. Tedeschi, Milano 2013, pp. 149-154)” (cfr. A. Alberti, D’Apres Michelangelo, p. 103).
“The figure, here shown in reverse, stands on Christ's right in Michelangelo's fresco of the Last Judgement. The extraction of figures from Michelangelo's compositions and their presentation in prints is a phenomenon found from an early date. Among the first are Marcantonio's engravings after figures from the Battle of Cascina cartoon, one of which is dated 1510 (Bartsch XIV.361.487). Before 1562, Bonasone had isolated a figure from the Last Judgement and presented it in reverse as a self-standing invention (Massari, 1983, p.72, n.81). Alberti goes further by enclosing Michelangelo's invention in an elaborate cartouche with angels, one of whom proclaims its fame. The combination of image and motto-like title in the frame gives it the character of an emblem. Borea (Moltedo, p.29) notes that this print marks the end of a period in which printmakers all over Europe had given great attention to Michelangelo. Given the title, there is some irony in the fact that the Baptist's genitals are discretely covered, as had actually been carried out on the fresco itself” (Michael Bury, 'The Print in Italy 1550-1620', London, 2001).
Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva con filigrana non leggibile, con margini, leggerissima traccia di piega orizzontale, per il resto in eccellente stato di conservazione.
Bibliografia
A. Alberti, D’Apres Michelangelo, p. 103, n. 202; Barnes, p. 194, n. 63; Le Blanc I, p. 9; TIB 34, p. 187, n. 67; P. M. Lukehart, Nuda Veritas…, in “After 1564 Michelangelo’s Legacy”, pp. 37 - 55;
Michael Bury, 'The Print in Italy 1550-1620', n. 94.
Cherubino ALBERTI Borgo San Sepolcro 1553 - Roma 1615
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Incisore, pittore e costruttore di balestre, originario di Borgo San Sepolcro. Fu attivo a San Sepolcro e Roma fino alla morte, nel 1615. Le sue prime incisioni sono datate 1571. Il centro della sua produzione venne realizzato tra 1571 e il 1590. I soggetti principali erano quelli mitologici, devozionali e ornamentali, nonché ritratti e antichità. Realizzò incisioni ispirandosi ai soggetti di Raffaello, Michelangelo, Polidoro da Caravaggio, Andrea del Sarto, Rosso Fiorentino, Taddeo e Federico Zuccari. Mantenne la proprietà della maggior parte delle sue lastre e si curò della loro pubblicazione. Dopo la sua morte gli eredi ristamparono molti suoi soggetti con il privilegio di Papa Urbano VIII.
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Cherubino ALBERTI Borgo San Sepolcro 1553 - Roma 1615
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Incisore, pittore e costruttore di balestre, originario di Borgo San Sepolcro. Fu attivo a San Sepolcro e Roma fino alla morte, nel 1615. Le sue prime incisioni sono datate 1571. Il centro della sua produzione venne realizzato tra 1571 e il 1590. I soggetti principali erano quelli mitologici, devozionali e ornamentali, nonché ritratti e antichità. Realizzò incisioni ispirandosi ai soggetti di Raffaello, Michelangelo, Polidoro da Caravaggio, Andrea del Sarto, Rosso Fiorentino, Taddeo e Federico Zuccari. Mantenne la proprietà della maggior parte delle sue lastre e si curò della loro pubblicazione. Dopo la sua morte gli eredi ristamparono molti suoi soggetti con il privilegio di Papa Urbano VIII.
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