Dioecesis et Agri Tiburtini Topographia…

Riferimento: S40829
Autore Diego de Revillas
Anno: 1739
Zona: Valle dell'Aniene
Luogo di Stampa: Roma
Misure: 685 x 450 mm
900,00 €

Riferimento: S40829
Autore Diego de Revillas
Anno: 1739
Zona: Valle dell'Aniene
Luogo di Stampa: Roma
Misure: 685 x 450 mm
900,00 €

Descrizione

Grande carta della Valle dell'Anien (l'antica Diocesi Tiburtina) incisa da Giovanni Petroschi e disegnata da Diego de Revillas.

Nel cartiglio in alto, il titolo “Dioecesis et agri Tiburtini topographia nunc primum trigonometrice delineata et veteribus viis villis ceterisque antiquis monumentis adornata”. In basso a destra, il nome dell’incisore, Giovanni Petroschi: “Io. Petroschi inc”. Sul monumento in basso a destra, la dedica dell’autore, Diego de Revillas, al patriarca di Antiochia Joachim Portocarrero, e la data, 1739.

La carta costituisce, con quella della Diocesi dei Marsi pubblicata sempre dal Revillas nel 1735, uno dei primi tentativi di applicare le misurazioni trigonometriche per costruire una carta geografica “nunc primum trigonometrice delineata”, per dirla con l’autore. È noto che Revillas fece più di 150 misure angolari.
L’orografia, l’idrografia e la topografia sono molto accurate. La presentazione artistica della carta è tipica dell’epoca. In alto a sinistra, drappeggio con cartina dei “Tiburis suburbia” con scala grafica propria; a destra, lungo drappeggio per la “notarum explicatio” delle sigle e dei segni convenzionali inserite nel testo.

La carta ebbe un’edizione postuma nel 1767 per opera del Petroschi che la dedicò al card. Flavio Chigi.

Acquaforte, impressa su carta vergata coeva, con margini, tracce di colla al verso, in ottimo stato di conservazione.

Bibliografia: A. P. Frutaz, Le carte del Lazio, I, XXXVII, 1, Roma 1972, pp. 82-83; G. Lugli, Monumenti antichi dei Lincei, XXXI (1926), 468, n. 3; L. Luzio, Diego de Revillas e le sue carte della diocesi marsicana e tiburtina, in Rivista Geographica Italiana, 56, pp. 331-41; T. Ashby, The Classical topography of the Campagna Romana, in Papers of the British School at Rome, 3 (1906), pp. 198-200

Diego de Revillas (1690 – 1746)

Diego de Revillas, come si si apprende dalle note autobiografiche contenute nelle manoscritte “Memorie/della vita, e degli studj dell’abate Revillas”, nacque «il dì 4 luglio 1690 in Milano, primogenito di D. Diego Revillas Vallexo, e di donna Isabella Solis, famiglie nobili della Spagna da dove poch’anni prima era partito il padre, ed originaria era la madre figlia di D. Cipriano Solis sargente maggiore della città d’Alessandria. Pietro fu il nome suo {battesimale, cangiato poscia in quel di Diego col passaggio dal Secolo alla Religione}». Aderì all’ordine monastico dei Geronimini dell’osservanza di Lombardia, giunse a Roma nel 1722 e risiedè nel monastero dei Santi Bonifacio e Alessio sull’Aventino, viene ricordato nelle sue dissertazioni accademiche come “Lettore di Matematica nella Sapienza di Roma, Membro della Regia Società d’Inghilterra dell’Accademia dell’Istituto delle Scienze di Bologna, e della regia Accademia Peloritana di Messina”. Arcade, scelse il nome di Didalmo Proscindio; nel 1743, si firma come abate Generale del Monastero dei Santi Bonifacio e Alessio. Fu anche precettore dei figli del re Giacomo III Stuart, quando questi si trasferì a Roma. L’attività scientifica del De Revillas fu ricca e variegata; si interessò di meteorologia, matematica, geologia, fisica, archeologia e filosofia, ma di questa mole di lavoro sono giunti a noi solo pochi documenti, tra cui quelli conservati nella biblioteca della Accademia Britannica di Archeologia a Roma, inventariate da M. Pedley, recuperate da Thomas Ashby tra Otto e Novecento Morì a Roma il 21 agosto 1746

Diego de Revillas (1690 – 1746)

Diego de Revillas, come si si apprende dalle note autobiografiche contenute nelle manoscritte “Memorie/della vita, e degli studj dell’abate Revillas”, nacque «il dì 4 luglio 1690 in Milano, primogenito di D. Diego Revillas Vallexo, e di donna Isabella Solis, famiglie nobili della Spagna da dove poch’anni prima era partito il padre, ed originaria era la madre figlia di D. Cipriano Solis sargente maggiore della città d’Alessandria. Pietro fu il nome suo {battesimale, cangiato poscia in quel di Diego col passaggio dal Secolo alla Religione}». Aderì all’ordine monastico dei Geronimini dell’osservanza di Lombardia, giunse a Roma nel 1722 e risiedè nel monastero dei Santi Bonifacio e Alessio sull’Aventino, viene ricordato nelle sue dissertazioni accademiche come “Lettore di Matematica nella Sapienza di Roma, Membro della Regia Società d’Inghilterra dell’Accademia dell’Istituto delle Scienze di Bologna, e della regia Accademia Peloritana di Messina”. Arcade, scelse il nome di Didalmo Proscindio; nel 1743, si firma come abate Generale del Monastero dei Santi Bonifacio e Alessio. Fu anche precettore dei figli del re Giacomo III Stuart, quando questi si trasferì a Roma. L’attività scientifica del De Revillas fu ricca e variegata; si interessò di meteorologia, matematica, geologia, fisica, archeologia e filosofia, ma di questa mole di lavoro sono giunti a noi solo pochi documenti, tra cui quelli conservati nella biblioteca della Accademia Britannica di Archeologia a Roma, inventariate da M. Pedley, recuperate da Thomas Ashby tra Otto e Novecento Morì a Roma il 21 agosto 1746