Vaso con fiori

Riferimento: S39257
Autore Giovanni Battista De Rossi
Anno: 1645 ca.
Misure: 335 x 505 mm
Non Disponibile

Riferimento: S39257
Autore Giovanni Battista De Rossi
Anno: 1645 ca.
Misure: 335 x 505 mm
Non Disponibile

Descrizione

Acquaforte e bulino, circa 1645/50, finemente colorata a mano in epoca; firmata in lastra dall’imprint editoriale Jo. Batt: de Rossi in Navona.

Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva, strappo restaurato sulla parte sinistra, altri difetti minori, nel complesso in ottimo stato di conservazione.

Rarissima rappresentazione di un vaso floreale, probabilmente derivate da una composizione di Mario Nuzzi, detto Mario de’ Fiori. L’opera, della quale Giovan Battista De Rossi è molto probabilmente solo l’editore, non è descritta nell’Indice de Rossi, il catalogo della tipografia alla Pace, in quanto è stampata dalla tipografia sita in Piazza Navona. Non abbiamo trovato descritta l’incisione in nessun repertorio.

Mario de' Fiori, pseudonimo di Mario Nuzzi (Roma 1603 – 1673), è stato un pittore barocco, influenzò molto la pittura di genere, italiana e spagnola, del XVII secolo. Il soggetto preferito dei suoi quadri furono le composizioni di fiori, genere di cui divenne un vero specialista, tanto da derivarne il soprannome 'Mario de' Fiori'. Allievo e nipote del pittore caravaggesco Tommaso Salini, fu attivo soprattutto a Roma, dove la sua opera fu molto richiesta dalle famiglie nobiliari dell'epoca. In una Roma che, dalla fine del XVI secolo, stava vivendo un periodo d'oro nel campo della sperimentazione medica e della ricerca botanica al servizio della Corte papale, Nuzzi instaurò proficue relazioni con l'ambiente accademico di Cassiano dal Pozzo, promotore della migliore illustrazione botanica, e con la corte dei Barberini, dove conobbe i migliori artisti romani del tempo. Nuzzi maturò una raffinatezza culturale e scientifica che gli fruttò importanti committenze e collaborazioni: dalle illustrazioni per l'opera "De florum cultura", del gesuita Giovanni Battista Ferrari, commissionata da Francesco Barberini, ad una serie di ritratti e nature morte per vari membri della famiglia Barberini. Nel frattempo, le composizioni floreali di Nuzzi avevano perso progressivamente le influenze caravaggesche e avevano cominciato a rivelare l'influsso della pittura fiamminga, specialmente di Daniel Seghers, mantenendo tuttavia una certa originalità ispirata al barocco romano.

Giovanni Battista De Rossi è esponente di uno dei rami della celebre tipografia romana. Verso la fine del XVI secolo inizia l’attività editoriale di Antonio De Rossi, il quale con i figli Giuseppe (il “vecchio”) e Giulio, fonda la stamperia che, nel corso dei due secoli successivi e attraverso quattro generazioni, detenne il monopolio della produzione calcografica della città. La bottega era con insegna De Rossi alla Pace. La storia della famiglia De Rossi è caratterizzata da litigi e contrasti interni che portano all’apertura di singole tipografie in concorrenza tra loro. I figli di Giulio De Rossi, Giuseppe il Giovane e Giovanni Battista, nipoti di Giuseppe De Rossi il Vecchio, avevano fondato nel 1628 una propria bottega sempre nelle vicinanze - All'angolo di via di Parione e via della Pace vicino nei pressi della chiesa S. Biagio della Fossa - ma nel 1635 Giovanni Battista si separò a sua volta dal fratello e aprì una bottega in piazza Navona, la terza quindi della famiglia che venne chiamata a piazza Navona. Nel 1644 dopo la morte di Giuseppe il Giovane suo fratello Giovanni Battista diventò il concorrente più diretto della bottega dello zio, la De Rossi alla Pace, ormai gestita dalla vedova di lui insieme ai figli che allora erano in parte ancora minorenni. Il figlio di Giovanni Battista, Matteo Gregorio De Rossi, proseguì l’attività editoriale paterna, dedicandosi con successo anche all’attività di incisore.

Opera rarissima.

Bibliografia

cfr. Francesca Consagra, The De Rossi Family Print Publishing Shop: A Study in the History of the Print Industry in the Seventeenth-Century, Ann Arbor, 1993; Anna Grelle Iusco, Indice delle Stampe De’ Rossi. Contributo alla storia di una Stamperia romana, Roma 1996.

Giovanni Battista De Rossi

Giovanni Battista De Rossi è esponente di uno dei rami della celebre tipografia romana. Verso la fine del XVI secolo inizia l’attività editoriale di Antonio De Rossi, il quale con i figli Giuseppe (il “vecchio”) e Giulio, fonda la stamperia che, nel corso dei due secoli successivi e attraverso quattro generazioni, detenne il monopolio della produzione calcografica della città. La bottega era con insegna De Rossi alla Pace. La storia della famiglia De Rossi è caratterizzata da litigi e contrasti interni che portano all’apertura di singole tipografie in concorrenza tra loro. I figli di Giulio De Rossi, Giuseppe il Giovane e Giovanni Battista, nipoti di Giuseppe De Rossi il Vecchio, avevano fondato nel 1628 una propria bottega sempre nelle vicinanze - All'angolo di via di Parione e via della Pace vicino nei pressi della chiesa S. Biagio della Fossa - ma nel 1635 Giovanni Battista si separò a sua volta dal fratello e aprì una bottega in piazza Navona, la terza quindi della famiglia che venne chiamata a piazza Navona. Nel 1644 dopo la morte di Giuseppe il Giovane suo fratello Giovanni Battista diventò il concorrente più diretto della bottega dello zio, la De Rossi alla Pace, ormai gestita dalla vedova di lui insieme ai figli che allora erano in parte ancora minorenni. Il figlio di Giovanni Battista, Matteo Gregorio De Rossi, proseguì l’attività editoriale paterna, dedicandosi con successo anche all’attività di incisore.

Giovanni Battista De Rossi

Giovanni Battista De Rossi è esponente di uno dei rami della celebre tipografia romana. Verso la fine del XVI secolo inizia l’attività editoriale di Antonio De Rossi, il quale con i figli Giuseppe (il “vecchio”) e Giulio, fonda la stamperia che, nel corso dei due secoli successivi e attraverso quattro generazioni, detenne il monopolio della produzione calcografica della città. La bottega era con insegna De Rossi alla Pace. La storia della famiglia De Rossi è caratterizzata da litigi e contrasti interni che portano all’apertura di singole tipografie in concorrenza tra loro. I figli di Giulio De Rossi, Giuseppe il Giovane e Giovanni Battista, nipoti di Giuseppe De Rossi il Vecchio, avevano fondato nel 1628 una propria bottega sempre nelle vicinanze - All'angolo di via di Parione e via della Pace vicino nei pressi della chiesa S. Biagio della Fossa - ma nel 1635 Giovanni Battista si separò a sua volta dal fratello e aprì una bottega in piazza Navona, la terza quindi della famiglia che venne chiamata a piazza Navona. Nel 1644 dopo la morte di Giuseppe il Giovane suo fratello Giovanni Battista diventò il concorrente più diretto della bottega dello zio, la De Rossi alla Pace, ormai gestita dalla vedova di lui insieme ai figli che allora erano in parte ancora minorenni. Il figlio di Giovanni Battista, Matteo Gregorio De Rossi, proseguì l’attività editoriale paterna, dedicandosi con successo anche all’attività di incisore.