Gregorio XIII

Riferimento: S32365
Autore Giovanni Battista de’ CAVALIERI
Anno: 1572 ca.
Misure: 380 x 267 mm
Non Disponibile

Riferimento: S32365
Autore Giovanni Battista de’ CAVALIERI
Anno: 1572 ca.
Misure: 380 x 267 mm
Non Disponibile

Descrizione

Bulino, 1572 circa, privo di firma e dati editoriali.

Bella impressione, nitida e ben contrastata, impressa su carta vergata coeva, con filigrana “doppia stella nel cerchio”, margini di circa 1,5 – 2 cm, in ottimo stato di conservazione.

Nella parte inferiore dell’immagine, una didascalia in latino su due righe 'Gregorius XIII Pont Max Assumptis Pontificalibus insignis quod coronationis munus nuncupatur populo benedicens vaticanum ingreditur VIII KAL M.D.LXXII'

La scesa rappresenta papa Gregorio XIII, al secolo Ugo Boncompagni, sulla sedia gestatoria che benedice la folla, mentre fa il suo ingresso in Vaticano, il 24 giugno 1572.

Il cardinale Boncompagni, bolognese fu eletto pontefice il 13 maggio del 1572, il giorno di S. Gregorio Magno, per cui scelse per sé il nome del santo.

Com'è noto, Gregorio XIII riformò il calendario giuliano, allora in vigore, da allora denominato calendario gregoriano; mentre splendida testimonianza dei suoi interessi scientifici, storici e letterari è la Galleria delle carte geografiche in Vaticano, oggi inserita nel percorso dei Musei. La Galleria è lunga 120 metri, larga 6. Le pareti sono per intero ricoperte dalla rappresentazione delle regioni d’Italia nella restituzione cartografica del grande matematico e geografo Egnazio Danti.

La stessa lastra verrà utilizzata da De Cavalleris, per l’insediamento di Sisto V, successore di Gregorio XIII, nel 1585, correggendo lo stemma araldico, la data e il nome del Pontefice. L’abrasione della lastra è visibile e lascia intravedere il testo sottostante.

Interessante e rara opera.

Giovanni Battista de’ CAVALIERI (1525-1601)

Incisore, stampatore ed editore, originario di Villa Lagarina, nei pressi di Trento. Attivo a Venezia dal 1559 e a Roma dal 1577, dove aprì una bottega nel quartiere Parione (successivamente affittata ad un cartolaio, Girolamo Agnelli). Risiedeva nel vicolo di Palazzo Savelli, con uno studio vicino all’abitazione. Divenne cognato di Lorenzo Vaccari. Realizzò lastre per Antonio Salamanca, Lafrery e Faleto. Iniziò a pubblicare le sue opere intorno al 1560, ma sempre in partnership con altri: nel 1567 con Perino Zecchini e nel 1576 con Lorenzo Vaccari. Nel 1577 assunse uno stampatore: Francesco Cornuti. Acquistò anche vecchie lastre, che re-incise. Pubblicò opere di suoi contemporanei, tra cui: Francesco Salviati, Daniele da Volterra, Raffaello, Michelangelo, Polidoro da Caravaggio, Livio Agresti e Baccio Bandelli. Realizzò anche copie di stampe antecedenti. I soggetti preferiti erano quelli devozionali, topografici, antichità, didattici e “popolari”. Pubblicò svariate raccolte monumentali di un certo rilievo: Pontificum Romanorum Effigies del 1580 e il Romanorum Imperatorum Effigies del 1583; l'Ecclesiae Anglicanae Trophea del 1584; Antiquarum Statuarum Urbis Romae, il cui primo libro è stato pubblicato prima del 1561/2.

Giovanni Battista de’ CAVALIERI (1525-1601)

Incisore, stampatore ed editore, originario di Villa Lagarina, nei pressi di Trento. Attivo a Venezia dal 1559 e a Roma dal 1577, dove aprì una bottega nel quartiere Parione (successivamente affittata ad un cartolaio, Girolamo Agnelli). Risiedeva nel vicolo di Palazzo Savelli, con uno studio vicino all’abitazione. Divenne cognato di Lorenzo Vaccari. Realizzò lastre per Antonio Salamanca, Lafrery e Faleto. Iniziò a pubblicare le sue opere intorno al 1560, ma sempre in partnership con altri: nel 1567 con Perino Zecchini e nel 1576 con Lorenzo Vaccari. Nel 1577 assunse uno stampatore: Francesco Cornuti. Acquistò anche vecchie lastre, che re-incise. Pubblicò opere di suoi contemporanei, tra cui: Francesco Salviati, Daniele da Volterra, Raffaello, Michelangelo, Polidoro da Caravaggio, Livio Agresti e Baccio Bandelli. Realizzò anche copie di stampe antecedenti. I soggetti preferiti erano quelli devozionali, topografici, antichità, didattici e “popolari”. Pubblicò svariate raccolte monumentali di un certo rilievo: Pontificum Romanorum Effigies del 1580 e il Romanorum Imperatorum Effigies del 1583; l'Ecclesiae Anglicanae Trophea del 1584; Antiquarum Statuarum Urbis Romae, il cui primo libro è stato pubblicato prima del 1561/2.