Donner à manger ò ceux qui ont fain

Riferimento: S37765
Autore Abraham Bosse
Anno: 1635 ca.
Misure: 326 x 260 mm
550,00 €

Riferimento: S37765
Autore Abraham Bosse
Anno: 1635 ca.
Misure: 326 x 260 mm
550,00 €

Descrizione

Acquaforte con ritocchi a bulino, 1635 circa, firmato in lastra nell’immagine in basso a destra “ABosse jnu. et fe”. Nel margine inferiore, al centro, il titolo “Donner à manger ò ceux qui ont fain” seguito da 16 versi distribuiti su quattro colonne: Toy que les richesses friuoles / Entretiennent de vains esbâs ; / Et qui des choses d'icy bas / En fais tes Dieux et tes Jdoles ; // Ne doute point que tes remors, / Si tu ne fais de bonnes ouures ; / Ne soient comme autant de Couleuures, / Qui te causeront mille morts. // Si tu vois que la Fain accable / Celuy que tu peux soulager ; / Presente luy dequoy manger, / Auec vne main secourable. // Tu peux rachetter ton peché / Par cette Aumosne salutaire, / Ton Esprit estant detaché / D'vne Auarice volontaire. Au-dessous, au centre : le Bond [sic] excud auec Priuilege du Roy. Esemplare nel primo stato di due.

Ottimo esemplare, impresso su carta vergata coeva, rifilato ai margini, in ottimo stato di conservazione.

La tavola appartiene alla serie “Ouvres de miséricorde”, composta da sette incisioni, i cui temi sono basati sul vangelo di Matteo (XXV, 34 – 36).

Sulla terrazza di una casa ricca, oltre la quale si estende un sontuoso giardino, un servitore distribuisce il pane ai poveri. Con un gesto della mano, indica i promotori di questo dono generoso, la coppia di ricchi borghesi che sta sulla soglia.

Secondo Lutero e Calvino, come ricorda Jean-Claude Boyer seguendo Émile Mâle (Arte religiosa dopo il Concilio di Trento, Parigi, 1932, pp. 86-96), "le buone opere non contribuiscono in alcun modo alla salvezza". La Chiesa cattolica, invece, risponde che la fede non può salvare senza la carità. L’incisione di una serie sul tema delle opere di misericordia, che non è così comune, da parte Abraham Bosse è quindi in contrasto con i suoi compagni di fede. Questo fa sorgere molte domande: sul protestantesimo di Bosse in primo luogo, forse più ereditato che consapevole; sull’iniziativa, che può essere o dell'editore, o dell'incisore; e su una possibile diatriba all'interno della stessa comunità degli Ugonotti.

Bibliografia

Abraham Bosse savant graverus, n. 182, p. 208.

Abraham Bosse (Tours 1604 circa – Parigi 1676)

Incisore. Nei suoi 1500 rami (dove sono evidenti richiami al Callot) ha lasciato un'importante documentazione della vita francese del suo tempo. Fu prof. di prospettiva nell'Accademia di Parigi, donde fu espulso per contrasti con Ch. Le Brun. Pubblicò un Traité des manières de graver en taille douce (1645) e un Traité des manières de dessiner les ordres de l'architecture antique (1665), dove difese il metodo proposto dal suo amico e maestro G. Desargues, dal quale si sviluppò l'assonometria.

Bibliografia

Abraham Bosse savant graverus, n. 182, p. 208.

Abraham Bosse (Tours 1604 circa – Parigi 1676)

Incisore. Nei suoi 1500 rami (dove sono evidenti richiami al Callot) ha lasciato un'importante documentazione della vita francese del suo tempo. Fu prof. di prospettiva nell'Accademia di Parigi, donde fu espulso per contrasti con Ch. Le Brun. Pubblicò un Traité des manières de graver en taille douce (1645) e un Traité des manières de dessiner les ordres de l'architecture antique (1665), dove difese il metodo proposto dal suo amico e maestro G. Desargues, dal quale si sviluppò l'assonometria.