Fregio con uomo barbuto

Riferimento: S46041
Autore Jean MIGNON
Anno: 1544 ca.
Misure: 130 x 230 mm
3.500,00 €

Riferimento: S46041
Autore Jean MIGNON
Anno: 1544 ca.
Misure: 130 x 230 mm
3.500,00 €

Descrizione

Nicchia ornata da uomo barbuto, posto sotto una maschera cornuta, con due ghirlande pendenti su ciascun lato; entro ovale.

Acquaforte, circa 1543/45, priva di firma ed indicazioni editoriali. Esemplare nel primo stato di due, avanti la numerazione.

Secondo la cronologia di Zerner dell'opera incisoria di Jean Mignon, che copre gli anni 1543-1546, la serie di venti nicchie (fr. Termes) sarebbe stata realizzata intorno al 1544, cioè poco prima della suite eseguita dedicata alla Storia di Troia da disegni di Luca Penni.

Non c'è dubbio che le venti nicchie ornate da figure appartengano a una serie concepita come tale, come dimostrano la deliberata coerenza dei soggetti, la scelta uniforme dell'ovale in rame, il formato della carta e la tecnica. Nel corso della serie, Mignon produsse una strana compilazione di motivi presi in prestito da una varietà di fonti, anche se non sempre facilmente identificabili. Seguendo Zerner, notiamo la somiglianza del Satiro con le gambe contorte con una delle figure di inquadramento del Marco Curzio inciso da disegno di Luca Penni. La Donna che porta un cesto sulla testa e l'Ercole armato di clava derivano invece da soggetti di Agostino Veneziano: queste due figure compaiono nella serie di Hermae incise dall'allievo di Marcantonio nel 1536. In questo caso, Mignon cita molto fedelmente (anche se in controparte) il suo modello romano per quanto riguarda i termini, mentre sostituisce gli sfondi striati di Agostino con motivi vegetali, la cui inventiva è il segno distintivo della serie prodotta a Fontainebleau. Donna di profilo è, invece, direttamente collegata a un disegno di Polidoro da Caravaggio conservato nel Cabinet des Dessins del Louvre.

Peter Fuhring (cfr. La Gravure Francaise à la Renaissance à la Bibliothéque nationale de France, 1994, pp. 153-168) ha notato quanto gli incisori che lavoravano in Francia a metà del Cinquecento sfruttassero il linguaggio dell'ornamento, sia per fornire modelli a orafi e scultori, sia semplicemente per il gusto di una forma esuberante e decorata. Le Termes di Mignon testimoniano questo amore: l'artista combina diversi tipi di ornamento, sia derivati dalla tradizione antica (come cariatidi, grottesche, maschere e festoni), sia dalle forme di decorazione rinascimentali che privilegiano ghirlande di frutta e fiori, animali, trofei, gioielli e strumenti musicali, o anche elementi architettonici (un ponte o l'intelaiatura di una nicchia) - tutti elementi che fungono sia da attributi iconografici sia da motivi decorativi.

Nell'opera di Mignon, tutti i Termes sono inseriti in un’abside appena abbozzata o in una semplice linea curva. Questo espediente prospettico, che fa pensare a una nicchia o a un baldacchino, delinea un volume, uno spazio molto diverso da quello che si trova nelle composizioni di Agostino Veneziano. L'effetto è rafforzato dall'uso di un'efficace illuminazione laterale per definire il modello scultoreo. Le sculture e le loro decorazioni assumono una tridimensionalità che rispecchia il disegno ornamentale che Rosso Fiorentino aveva in mente per le pareti della Galerie François Ier di Fontainebleau.

Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva, rifilata al rame o con sottili margini, in ottimo stato di conservazione.

Bibliografia

Catherine Jenkins, Prints at the Court of Fontainebleau c. 1542-47, JM 12.I; Nathalie Strasser in “Le Beau Style 1520-1620 Gravures Manieristes de la Collection Georg Baselitz”, p. 136; Zerner, Ecole de Fontainebleau. Gravures (JM.12.I).

Jean MIGNON (Attivo tra il 1537 ed il 1555 a Fontainebleau)

Pittore e acquafortista. La sua opera come pittore decorativo al castello di Fontainebleau tra il 1538 e il 1544 è riportata nei Comptes des bâtiments du roi, ma nessuna opera, appartenente a Mignon, è stata identificata in questo resocontio. Si ha prova dell’esistenza di acqueforti da lui firmate, una delle quali ha un cartiglio decorativo in cui è riportata la data del 1544. Basandosi su un criterio stilistico, Herbet gli attribuì 27 incisioni e Zerner 60.

Jean MIGNON (Attivo tra il 1537 ed il 1555 a Fontainebleau)

Pittore e acquafortista. La sua opera come pittore decorativo al castello di Fontainebleau tra il 1538 e il 1544 è riportata nei Comptes des bâtiments du roi, ma nessuna opera, appartenente a Mignon, è stata identificata in questo resocontio. Si ha prova dell’esistenza di acqueforti da lui firmate, una delle quali ha un cartiglio decorativo in cui è riportata la data del 1544. Basandosi su un criterio stilistico, Herbet gli attribuì 27 incisioni e Zerner 60.