Urbis Romae Novissima Delineatio MDCL

Riferimento: S40344
Autore Giovanni Battista de’ CAVALIERI
Anno: 1589
Zona: Roma
Luogo di Stampa: Roma
Misure: 530 x 400 mm
3.000,00 €

Riferimento: S40344
Autore Giovanni Battista de’ CAVALIERI
Anno: 1589
Zona: Roma
Luogo di Stampa: Roma
Misure: 530 x 400 mm
3.000,00 €

Descrizione

Lungo il margine superiore si legge il titolo: URBIS ROMAE NOVISSIMA DELINEATIO M.D.CL.. In basso troviamo una legenda numerica di 128 rimandi, distribuita su undici colonne. Orientazione nei quattro lati al centro con il nome dei punti cardinali: SEPTENTRIO, MERIDIES, ORIENS, OCCIDENS, il nord è sulla sinistra. Nella mappa sono presenti ulteriori indicazioni toponomastiche. Opera priva di scala grafica. 

Pianta prospettica della città dal Gianicolo, basata sul modello della pianta piccola del Cartaro (1575). il cui unico esemplare conosciuto della prima edizione, a firma de Cavalleris e con data 1589, è conservato nella Biblioteca Nazionale di Malta.

Esemplare di quarto stato, con data nel titolo MDL e imprint Io. Iacobus de Rubeis excudebat Romae ad Pacem 1650. Legenda di 128 rimandi.

L'opera viene attribuita per la prima volta a Giovan Battista de Cavalleris  S. Bifolco-F. Ronca, "Cartografia e topografia italiana del XVI secolo. Catalogo ragionato delle opere a stampa" (2018). In precedenza, era conosciuta solo attraverso la ristampa di Giuseppe de Rossi, datata al 1622, ma chiaramente derivante da un rame di epoca anteriore. Sono numerose le correzioni della lastra, specialmente nella zona della basilica di San Pietro, via della Lungara e via Sistina, oltre che nell’area in cui è apposto l’indirizzo dell’editore. Hülsen dichiara di non conoscere l’edizione del 1622 e pertanto, non potendo stabilire se si trattasse della ristampa di una pianta antecedente, la descrive come “la pianta dei de Rossi (alla pace)”. Marigliani (2007) attribuisce in maniera dubitativa la lastra ad Ambrogio Brambilla, datandola al 1589. Si basa sul fatto che non è ancora rappresentata la Biblioteca Vaticana nel Belvedere, ultimata alla fine del 1589 e presente nell’altra pianta di Brambilla, edita dagli eredi Duchetti nel 1590. Vi è invece rappresentato l’obelisco eretto a piazza del Popolo all’inizio del 1589.

Marigliani, inoltre, sottolinea che di fatto questa è la prima pianta a raffigurare le modifiche urbanistiche promosse da Sisto V, rivestendo quindi una notevole importanza storica. La pianta riporta il progetto sistino, mai realizzato per volontà popolare, di una strada che attraversasse il Colosseo. La pianta fu ristampata nel 1637, sempre a firma di Giuseppe de Rossi. La legenda viene ampliata a 128 numeri e viene modificata nettamente la cinta muraria nei pressi di Porta Portese. L’ultima stesura nota è ristampata da Gian Giacomo de Rossi nel 1650.


Acquaforte e bulino, firmata in lastra in basso a destra. Esemplare nel 4 stato, con la firma dell'editore de Rossi e la data 1650. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana "ancora nel cerchio con stella", con margini, piccolo strappo restaurato nel lato sinistro, per il resto in ottimo stato di conservazione.

Bibliografia

S. Bifolco-F. Ronca, Cartografia e topografia italiana del XVI secolo, pp. 2410-2411, tav. 1240, IV/IV; Ganado (1994): VI, p. 206, n. 101; Frutaz (1962): n. CL e tav. 333; Hülsen (1915): XIIc, p. 64, nn. 66-68; Hülsen (1933): p. 108, XIIc; Marigliani (2005): p. 128; Marigliani (2007): nn. 93, 110; Rocchi (1902): cfr. p. 75 e tav. XV; Scaccia Scarafoni (1939): p. 102, n. 189.



Giovanni Battista de’ CAVALIERI (1525-1601)

Incisore, stampatore ed editore, originario di Villa Lagarina, nei pressi di Trento. Attivo a Venezia dal 1559 e a Roma dal 1577, dove aprì una bottega nel quartiere Parione (successivamente affittata ad un cartolaio, Girolamo Agnelli). Risiedeva nel vicolo di Palazzo Savelli, con uno studio vicino all’abitazione. Divenne cognato di Lorenzo Vaccari. Realizzò lastre per Antonio Salamanca, Lafrery e Faleto. Iniziò a pubblicare le sue opere intorno al 1560, ma sempre in partnership con altri: nel 1567 con Perino Zecchini e nel 1576 con Lorenzo Vaccari. Nel 1577 assunse uno stampatore: Francesco Cornuti. Acquistò anche vecchie lastre, che re-incise. Pubblicò opere di suoi contemporanei, tra cui: Francesco Salviati, Daniele da Volterra, Raffaello, Michelangelo, Polidoro da Caravaggio, Livio Agresti e Baccio Bandelli. Realizzò anche copie di stampe antecedenti. I soggetti preferiti erano quelli devozionali, topografici, antichità, didattici e “popolari”. Pubblicò svariate raccolte monumentali di un certo rilievo: Pontificum Romanorum Effigies del 1580 e il Romanorum Imperatorum Effigies del 1583; l'Ecclesiae Anglicanae Trophea del 1584; Antiquarum Statuarum Urbis Romae, il cui primo libro è stato pubblicato prima del 1561/2.

Giovanni Battista de’ CAVALIERI (1525-1601)

Incisore, stampatore ed editore, originario di Villa Lagarina, nei pressi di Trento. Attivo a Venezia dal 1559 e a Roma dal 1577, dove aprì una bottega nel quartiere Parione (successivamente affittata ad un cartolaio, Girolamo Agnelli). Risiedeva nel vicolo di Palazzo Savelli, con uno studio vicino all’abitazione. Divenne cognato di Lorenzo Vaccari. Realizzò lastre per Antonio Salamanca, Lafrery e Faleto. Iniziò a pubblicare le sue opere intorno al 1560, ma sempre in partnership con altri: nel 1567 con Perino Zecchini e nel 1576 con Lorenzo Vaccari. Nel 1577 assunse uno stampatore: Francesco Cornuti. Acquistò anche vecchie lastre, che re-incise. Pubblicò opere di suoi contemporanei, tra cui: Francesco Salviati, Daniele da Volterra, Raffaello, Michelangelo, Polidoro da Caravaggio, Livio Agresti e Baccio Bandelli. Realizzò anche copie di stampe antecedenti. I soggetti preferiti erano quelli devozionali, topografici, antichità, didattici e “popolari”. Pubblicò svariate raccolte monumentali di un certo rilievo: Pontificum Romanorum Effigies del 1580 e il Romanorum Imperatorum Effigies del 1583; l'Ecclesiae Anglicanae Trophea del 1584; Antiquarum Statuarum Urbis Romae, il cui primo libro è stato pubblicato prima del 1561/2.